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Tecnologia ed educazione per migliorare la sicurezza dei bimbi in auto

14 maggio 2016

Dalle novità sui seggiolini al contributo dei sistemi telematici, dagli accorgimenti dei genitori al rispetto dei principi di buon senso.

Tecnologia ed educazione per migliorare la sicurezza dei bimbi in auto

SI PUÒ FARE DI PIÙ - La cara automobile, spesso considerata dai bambini come una sicura e accogliente dependance mobile della camera dei giochi di casa, a causa dell'incuranza e delle disattenzioni degli adulti può trasformarsi in uno dei luoghi più pericolosi per i piccoli. Secondo i dati diffusi dal dottor Stefano Masi, primario del Pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, i traumi in pediatria rappresentano la prima causa di morte con una frequenza del 10% ogni 100.000 decessi e anche se non sono certo tutti riferibili a incidenti stradali, buona parte di questi sono imputabili proprio a condotte sbagliate attuate in macchina dagli adulti. Di questo e di altri argomenti correlati se n'è parlato al dibattito "Dalla cintura di sicurezza ai nuovi sistemi di connettività: la tecnologia che protegge grandi e piccini durante la guida", organizzato al Talent Garden di Milano nell'ambito di una giornata dedicata alle mamme. All'evento sono stati presentati i numeri preoccupanti di una ricerca effettuata per l'occasione da Survey Monkey che ha evidenziato come il 2,8% del campione di 937 mamme intervistate utilizzi il seggiolino solo negli spostamenti fuori città mentre il 4,5% lo impeghi "quasi" sempre in città. Ancora più preoccupante è che solo l'83,9% delle medesime mamme ritenga fondamentale per la sicurezza del bambino la scelta di un seggiolino adeguato.
 
DATI TERRIBILI - Immagini fotografiche e video decisamente crude, relative agli incidenti stradali e alle loro conseguenze sui bambini, hanno fatto riflettere e hanno stimolato in maniera costruttiva il dibattito fra i relatori e le mamme. Come ha sottolineato lo stesso dottor Masi, intervenuto all'evento in videoconferenza, anche "l'errato posizionamento dei seggiolini o delle cinture di sicurezza può provocare serie lesioni in caso di scontro". Senza considerare la folle pericolosità del comportamento di alcuni genitori che nonostante le campagne sulla sicurezza si ostinano a trasportare in braccio i bambini nei brevi spostamenti. I dati, portati a supporto della discussione dal dottor Masi, rilevati al Pronto Soccorso del Meyer nel corso del 2015 e riferiti ai soli incidenti stradali, devono fare meditare gli adulti alla guida: "Sui 1043 casi registrati, ben 398 sono arrivati in elisoccorso, 38 in codice rosso e 231 in codice giallo. Ricoveri che - sottolinea il primario - in molti casi si sarebbero potuti addirittura evitare se fossero state utilizzate in maniera corretta le cinture e i seggiolini, perché questo per i bambini riduce dell'80% il rischio di lesioni o morte da incidente stradale".
 
LE COLPE DEI GENITORI - Dalla casistica riscontrata nell'Ospedale fiorentino emergono con chiarezza le imputazioni riferibili ai genitori per le conseguenze degli incidenti stradali sui loro bimbi, indipendentemente dalle cause che li hanno provocati. Innanzitutto si rilevano maggiori conseguenze fisiche sui maschi rispetto alle femmine (623 contro 420), una singolarità dal dottor Masi con fattori comportamentali: "I maschi sono probabilmente più irrequieti e i genitori faticano di più a farli stare seduti correttamente in auto". Esaminando le conseguenze fisiche emergono ulteriori appunti al comportamento dei grandi. Nel 2015, sul campione esaminato al Pronto Soccorso del Meyer, si sono registrati 209 traumi agli arti superiori, 211 agli inferiori ma anche 184 traumi cranici e i 64 facciali, legati questi due ultimi nella maggior parte dei casi al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. Nella triste classifica seguono poi i politraumi con 105 episodi. Altre conseguenze, parzialmente imputabili agli adulti, riguardano parte dei 14 traumi addominali e dei 14 toracichi "dovute talvolta a cinture di sicurezza sistemate in maniera non corretta e troppo larghe".    
 
LE NUOVE NORME - All'incontro è stato anche interessante il focus sulle normative relative ai seggiolini effettuato da Federica Patrignani dell'ACI, che ha messo in evidenza come le nuove regole i-Size (UN R129) se applicate in maniera generalizzata potrebbero aiutare ad aumentare la sicurezza dei bimbi trasportati in auto. Queste prevedono, infatti, che i piccoli seggano su seggiolini esclusivamente di tipo Isofix, cioè direttamente ancorati alla struttura della vettura, e che siano sistemati nel verso contrario a quello di marcia sino a 15 mesi. Inoltre, contemplano una più efficace classificazione di seggiolini e rialzi in base all'altezza degli occupanti e non al loro peso, come la precedente normativa (ECE R44/04), peraltro ancora in vigente.
 
L'ELETTRONICA AIUTA - Per migliorare la sicurezza dei bambini possono naturalmente fare molto anche le Case automobilistiche e l'elettronica può fornire un importante contributo. Nell'occasione Paola Trotta, responsabile della comunicazione di General Motors Italia, ha illustrato i vantaggi dell'adozione di sistemi informatici come il nuovo OnStar, disponibile per le Opel sul mercato europeo da un anno. "Grazie alla disponibilità di una connessione con il call center di una centrale operativa 24 ore su 24 per 7 giorni su 7, oltre ai normali interventi di invio soccorsi (automatici in caso di attivazione di airbag, ndr), il personale di OnStar può aiutare i genitori a risolvere casi di emergenza e di panico. Se, per esempio, il bimbo si sente male in auto, la centrale può fornire informazioni sui vicini posti di pronto soccorso pediatrico e inviarne le coordinate direttamente sul navigatore satellitare di bordo. Ancora, grazie alla app utilizzabile con lo smartphone basta un 'clic' per far sbloccare via satellite le portiere del veicolo in cui per errore i bimbi si sono chiusi dentro. Senza dimenticare che gli operatori - ha concluso Paola Trotta - sono addestrati per parlare con i bambini piccoli e sono quindi in grado di comunicare con loro in caso di malore dei genitori, per capire così se vi sono situazioni che richiedono l'invio immediato di soccorsi".



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Ritratto di Rav
14 maggio 2016 - 15:30
4
Sono d'accordo, tente brutte vicende potevano essere evitate con pochi e semplici accorgimenti. Anche solo il "tanto per un km a che servono le cinture?" può portare a qualcosa di brutto. E questo vale anche per gli adulti, non solo per i bambini. E difficile pensare che certe cose possano capitare a noi, però anche il più piccolo dei gesti, se è per la sicurezza, non è mai da tralasciare, anche se ci fossero tutti i sistemi elettronici del mondo.
Ritratto di SINESTRO
16 maggio 2016 - 10:17
3
ma dai, quel povero bimbo che piange nella foto...!

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