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Termini Imerese: il futuro è elettrico?

10 febbraio 2010

Più di una proposta di riconversione dello stabilimento siciliano riguarderebbe la produzione di auto elettriche. Si parla di Renault, ma anche di Case cinesi o indiane. Pronti 350 milioni dalla Regione.

Termini Imerese: il futuro è elettrico?

AUTO E SOLO AUTO - Il presidente della giunta regionale siciliana Raffaele Lombardo l’ha detto a chiare note di volere un’industria dell’auto in Sicilia. Nella convinzione che sia l’unica a poter garantire alti livelli occupazionali. Lombardo ha annunciato la disponibilità di 350 milioni di euro in infrastrutture (tradizionale tallone d’Achille di quest’area svantaggiata dal punto di vista logistico) e in sgravi fiscali per chi investirà a Termini Imerese (nella foto in alto). In questo modo, sembrano tramontare le ipotesi dei giorni scorsi sulla vendita a gruppi extra-settore come l’Ikea o una compagnia cinematografica.

CHI SE LO PRENDERÀ? - Le ultime voci vorrebbero la Renault interessata a Termini Imerese: lo stabilimento potrebbe essere coinvolto nella produzione o nello sviluppo di tecnologie per l’autotrazione elettrica. Se fosse vero, comunque, la Casa francese non sarebbe la sola. Infatti, anche il finanziere siciliano Simone Cimino, assieme all’indiana Reva (che produce citycar a batteria), avrebbe delle mire sullo stabilimento della Fiat. Là, infatti, si potrebbero produrre delle vetturette elettriche.

Inoltre, sul tavolo del ministro Scajola, ci sarebbero anche delle proposte di Costruttori cinesi, interessati, magari, ad usare la Sicilia come “testa di ponte” per far arrivare dalla Cina pezzi semilavorati, assemblarli in loco, per poi “invadere” il mercato automobilistico europeo. Un’ipotesi, quella dei cinesi, tutta da verificare e che già era stata ventilata a dicembre (leggi qui la news).



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