RESTA AD - A succedere Elon Musk alla Presidenza della Tesla sarà una donna. Sono quindi costate molto care all’imprenditore sudafricano le esternazioni su Twitter. L’azienda americana ha scelto Robyn Denholm, una delle due donne nel board di Tesla. La futura Presidente di Tesla lascerà quindi l’incarico di responsabile finanziario e della strategia della Telstra, il colosso australiano delle telecomunicazioni. Questo evento rappresenta la fine dell’egemonia di Elon Musk, 47 anni, che ha assunto la carica di presidente a seguito di un investimento iniziale in Tesla di 7,5 milioni di dollari. L’imprenditore sudafricano, anche successivamente all’insediamento del nuovo presidente, manterrà comunque il ruolo di amministratore delegato.
I TWEET COSTATI CARI - Lasciare la carica di presidente era uno dei requisiti previsti dall’accordo raggiunto da Elon Musk con la US Securities and Exchange Commission a settembre a seguito delle accuse di frode relative ai tweet nei quali l’imprenditore paventava l’ipotesi di rendere la Tesla una società privata. Un altro punto dell’accordo, insieme alla multa di 20 milioni di dollari, prevedeva l’introduzione nel Consiglio di amministrazione della Tesla di persone indipendenti e quindi lontane dell’influenza di Elon Musk. Anche se, ad onor del vero, Robyn Denholm è già stata in Tesla per quattro anni quindi si presume che abbia già lavorato con Musk.
UN ACCENTRATORE - La US Securities and Exchange Commission ha quindi rilevato delle condizioni anomale circa la gestione dell’azienda. Anomalie che, secondo l’autorità americana, sono emerse molto bene nell’occasione dei tweet incriminati. Elon Musk è un personaggio molto controverso; visionario, genio della comunicazione e del marketing, ma anche molto accentratore. Elon Musk è la Tesla e la Tesla è Elon Musk. Una dicotomia, quest’ultima, che ha prodotto uno zoccolo molto duro di fan pronti a tutto pur di difendere il suo idolo. Anche quando ha torto.