AL LAVORO PER UNA MEDIAZIONE - Dopo la presa di posizione di ieri del commissario europeo all’Industria, Antonio Tajani, oggi è stata fissata una riunioni tra i rappresentanti dei paesi membri della UE per discutere la vicenda del gas refrigerante per le auto. O, come forse è meglio dire, la vicenda delle relative omologazioni in Germania e del rifiuto delle autorità francesi di immatricolare le Mercedes equipaggiate con il gas R134a, ormai vietato nella UE.
PROBLEMI PER I DEALER - L’incertezza regna sovrana con problemi non piccoli che restano insoluti. I modelli Mercedes che dal 12 giugno non sono più immatricolati in Francia (A, B, CLA e SL) rappresentano circa il 50% dell’immatricolato Mercedes in Francia, e il blocco sta assumendo rilievo importante. Per ora i concessionari rimediano procurando una vettura di cortesia ai clienti che attendono una vettura dei modelli citati, ma evidentemente la cosa non può andare avanti per molto.
SOLIDARIETÀ TEDESCA - In Germania si tende a difendere l’operato della Mercedes, che ritenendo parecchio pericoloso il nuovo gas HFO-1234yf, ha sottoposto a una nuova omologazione i modelli in questione, non più come nuovi modelli, ma come sviluppo dei modelli precedenti, e così facendo ha ottenuto dal tedesco KBA (l’ente che rilascia le omologazioni in Germania) una nuova omologazione che tiene conto del gas oggi vietato. La normativa comunitaria prevede infatti che dal primo gennaio di quest’anno il vecchio gas R134a è vietato sui modelli di prima omologazione; dal 2017 il divieto sarà anche per le prime immatricolazioni.
I NODI DA SCIOGLIERE - La presa di posizione di Tajani è parsa un po’ come il classico colpo alla botte e una al cerchio. In prima battuta Tajani stigmatizza (sia pure senza nominarla) la Mercedes: “attualmente sul mercato europeo - sostiene Tajani - vi sono veicoli prodotti da questo fabbricante che, secondo un’analisi preliminare della Commissione, non sono conformi al loro modello omologato e non ottemperano agli obblighi della direttiva sui MAC. A norma della direttiva 2007/46/CE sull’omologazione dei veicoli (direttiva quadro), i veicoli non conformi non possono essere venduti o immatricolati nell’Unione europea. Inoltre, occorre esaminare ulteriormente la situazione giuridica di alcuni veicoli prodotti dopo il maggio 2013 e omologati grazie alla proroga di una precedente omologazione rilasciata dall’autorità competente nazionale (tedesca)”.
CONDANNA PER LE DUE PARTI - Come si vede la definizione delle auto Mercedes che impiegano il vecchio è chiara: “non sono conformi con il modello omologato”. Ciò detto però Tajani affronta la vicenda francese del diniego di immatricolazione per le auto in questione. Senza usare espressioni pesanti, Tajani ricorda che effettivamente le regole comunitarie consentono iniziative di singoli Paesi che intendano in questo modo garantirsi maggior sicurezza, ma ricordando che tali iniziative devono rientrare in quanto affermato con l’articolo 29 della direttiva quadro. Ciò significa che per poter procedere a un blocco delle importazioni o delle immatricolazioni occorre segnalare il problema all’Unione europea, corredandolo di argomentazioni tecniche che documentino i dubbi o le prove in materia. Dopo di che può essere fatto il blocco.
INVITO A COLLABORARE - Questa volta le parole che sono suonate come una tirata di orecchie per il governo di Parigi, perché non cominciato a negare l’immatricolazione senza attendere l’autorizzazione dell’Ue e addirittura senza neanche avvisare Bruxelles. Da notare che Tajani ha anche invitato le case costruttrici a collaborare per la soluzione della vicenda del gas.