SI CERCA UN NUOVO SOCIO - Nel capitale della Saab potrebbe entrare anche una banca cinese. Lo fa sapere oggi la Swedish Automobile, la proprietaria della casa di Trollhättan che da mesi tratta con i soci dagli occhi a mandorla un piano di salvataggio per evitare la bancarotta. “Stiamo discutendo con la Zheijang Youngman Lotus Automobile circa l’interesse di una banca cinese ad acquistare una partecipazione azionaria”, si legge nel comunicato diffuso dall’azienda. Bocche cucite circa il nome dell’istituto di credito, anche se ieri c’è chi si è azzardato a ipotizzare che si tratti nientemeno che del colosso Bank of China. Una voce che, al momento, non è stata confermata, ma neppure smentita.
PESA IL VETO DELLA GM - “In discussione ci sono anche le misure che rendano la Saab in grado di pagare gli stipendi di novembre e di continuare la propria riorganizzazione industriale”, si legge ancora nel comunicato, dove si precisa, tuttavia, che “il risultato delle discussioni è ancora incerto”. Insomma: servono soldi e il gruppo ha disperatamente bisogno di un socio dopo che la General Motors, forte di una quota d’azioni privilegiate nel capitale, ha bocciato l’intesa precedente che prevedeva, in pratica, la cessione della Saab alla cinese Youngman e al distributore asiatico Pang Da; un veto che ha portato quest’ultima azienda a sfilarsi dall’affare.
QUESTIONE DI “CONCORRENZA” - L’obiezione del gruppo di Detroit si può così riassumere: non vogliamo che la tecnologia che forniamo alla Saab finisca nelle mani della concorrenza di Pechino. Da qui, la ricerca di un nuovo socio che deve rispondere a due requisiti: il primo è di accettare di una quota che sommata a quella di Youngman non superi il 50% delle azioni della Saab; il secondo è di essere cinese, per accontentare la Ndrc, l’Autorità nazionale della Repubblica popolare che deve autorizzare l’intera operazione.




