In molti campi il possesso è qualcosa di ormai superato: se un tempo musica e film si compravano su supporti fisici che rimanevano di proprietà per sempre, ora l’acquisto resta appannaggio di pochi appassionati mentre la maggior parte delle persone usufruisce di abbonamenti che danno accesso ai contenuti dietro al pagamento di un abbonamento mensile. Questo modello si sta trasferendo anche al mondo delle automobili, con sempre più case che fanno pagare una quota mensile per sbloccare alcune funzioni della propria auto: si tratta di funzioni già presenti sulla vettura, ma che rimangono “dormienti” fino a quando il proprietario non paga (ne abbiamo scritto più diffusamente qui). Nel Regno Unito sta suscitando polemiche l’introduzione di un “aggiornamento di potenza opzionale” che la Volkswagen ha introdotto sulla ID.3 Pro e Pro S per sbloccare il massimo della potenza e passare da 204 a 230 CV.

A listino c’è quindi solo la versione meno potente: chi vuole più prestazioni deve pagare. Quanto? Si va dalle 16,5 sterline al mese (circa 19 euro) per sbloccare l’upgrade per un mese, fino alle 649 sterline (750 euro) per ottenere i 230 CV per tutta la durata della vita dell’auto, trasferibile quindi in caso di vendita del veicolo. Chi non fosse deciso a investire quella somma può fare una via di mezzo, scegliendo l’abbonamento annuale al prezzo di 165 sterline (190 euro), scontando quindi 2 mesi rispetto al piano mensile. Poiché l’auto viene omologata direttamente con 230 CV, per il cambio di potenza non serve aggiornare la carta di circolazione né avvertire la propria compagnia assicurativa.

Secondo la Volkswagen questa possibilità di aumentare la potenza del motore non rappresenta un cambiamento radicale, perché le case automobilistiche da tempo offrono gli stessi motori con diversi step di potenza, ma anzi i clienti ora possono scegliere di avere una guida più sportiva senza “impegnarsi fin dall’inizio con un prezzo d’acquisto più elevato”. Al momento non sappiamo se la Volkswagen abbia in programma iniziative simili anche al di fuori del Regno Unito: per ora il configuratore italiano non prevede questa possibilità, ma è comunque ipotizzabile che possa essere introdotta in futuro.



















































