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Yamaha Motiv, una citycar anti Smart

20 novembre 2013

Tra le chicche del salone di Tokyo c’è anche la Yamaha Motiv, che propone la stessa filosofia della Smart.

Yamaha Motiv, una citycar anti Smart
IN GIAPPONE PENSANDO ALL’EUROPA - Al Motor Show di Tokyo c’è anche la Yamaha, ma non con una moto: con un'automobile, sia pure di piccole dimensioni. È la Yamaha Motiv, pensata per essere motorizzata, a scelta, con un’unità a benzina o motore elettrico. Suo “habitat” d’elezione sicuramente sono le città europee, dove il successo della Smart ha dimostrato l’esistenza di un corposo mercato in cui forse la Yamaha pensa sia giunto il momento che la Smart trovi una concorrente.
 
NATA DA UNA MATITA IMPORTANTE - Il progetto non è una novità assoluta, dato che si basa sulla minivettura progettata e parzialmente sviluppata dalla Gordon Murray Designs (qui per saperne di più), la società di progettazione ed engineering inglese che porta il nome del celebre progettista di varie monoposto di Formula 1 e della supercar McLaren.  La T25 di Murray era stata progettata e costruita proprio come progetto da proporre ad altre aziende. Alla fine del 2011 la Yamaha si è interessata al progetto facendone ripartire lo sviluppo. Con il nome di Yamaha Motiv il prototipo della vetturetta è ora arrivato alla presentazione al Motor Show di Tokyo. Che arrivi definitivamente alla produzione di serie è prematuro dirlo, ma a quanto pare le possibilità ci sono. 
 
 
MISURE SIMILI ALLA SMART - La Yamaha Motiv è lunga 269 cm, in pratica come la Smart. Rispetto a quest’ultima è 5 cm più stretta e 6 cm più bassa. Una differenza sensibile c’è nel peso (anche se la Motiv di adesso è un prototipo e non ancora la versione di serie): nei confronti della Smart risulta 100 kg più leggera. Interessante la soluzione pensata per la carrozzeria: è realizzata con una plastica particolare che resiste agli urti meglio della lamiera d’acciaio e dell’alluminio, oltre a essere più agevole da smontare per le riparazioni. 
 
SOSPENSIONI RAFFINATE - L’abitacolo ha i due posti tradizionali (nel prototipo di Gordon Murray erano tre, con uno centrale sfalsato rispetto agli altri due). Cosa invece la Yamaha Motiv ha conservato della vetturetta di Gordon Murray sono le sospensioni posteriori. Sarà interessante vedere - nel caso la Yamaha Motiv arrivi alla produzione di serie - se la soluzione sarà mantenuta. 
 
 
ESPOSTA LA CONCEPT ELETTRICA - La vettura esposta a Tokyo è motorizzata con un sistema elettrico della inglese Zytec ma si sa che ne è stato realizzato un esemplare con motore termico 3 cilindri 1.0 a benzina, della Yamaha, abbinato a un cambio a doppia frizione a 6 marce. La trazione è sulle ruote posteriori.
 
ELETTRICA DA 34 CV - Per quanto riguarda l’esemplare elettrico, esso dispone di un motore da 34 CV, che sulla base di quanto sperimentato da Gordon Murray sul suo prototipo (identificato con la sigla T27 per distinguerlo dal T25 con propulsore a benzina) dovrebbe essere in grado di raggiungere la velocità di 105 km/h, con scatto 0-96 km/h in 15 secondi. Per la versione a benzina, si ritiene che la potenza disponibile sarà attorno a 70-80 CV, una potenza che farebbe raggiungere alla Yamaha Motiv una velocità molto elevata per la sua struttura.
 
 
FORSE NEL 2016 - Come si è detto non ci sono notizie di decisioni già prese a proposito della produzione di serie. La Yamaha nel presentare il prototipo a Tokyo ha parlato di un test per verificare il gradimento del pubblico verso la proposta, ma stando ad alcune indiscrezioni provenienti da Tokyo pare che l’orientamento all’interno dei vertici della Yamaha sarebbe favorevole alla produzione di serie. Se ciò fosse vero, la Yamaha Motiv dovrebbe arrivare nel 2016.


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Ritratto di 911 Carrera
20 novembre 2013 - 20:09
Ci voleva una ANTI-SMART, anche x far scendere un po i prezzi della 1°.
Ritratto di mecner
21 novembre 2013 - 10:31
Sicuramente meglio della Smart che si è imposta nei primi anni come mini.citycar. Poi con la produzione della Fiat 500 è crollata. Con questa sparirà definitivamente. Era ora. Prezzi troppo alti e qualità standard. Dei consumi meglio non parlarne.
Ritratto di 911 Carrera
22 novembre 2013 - 21:46
La Smart conosce nuova vita. Passa da Mercedes a BMW, monta il 1000 cc aspirato, solo 2 turbo, e non più gli 850 turbo da 60/70000 km , ma sono più affidabili. Più lunga l'auto, migliora di poco il baule, migliorano cinghie , airbag, e materiali x la plancia. La nuova Smart , sempre carissima, non che 500, Mini e altre particolari siano regalate, ma, vale un po' di più della vecchia, oggi arrivano anche a 100/120000 km, con un po' di accortezze. Questa piace di più anche a me, ma vedremo la risposta di Smart, che non resterà certo a guardare.
Ritratto di fabri99
20 novembre 2013 - 20:59
4
Bella idea, un'anti-Smart ci voleva proprio. Questa la preferisco alla Smart, è più carina e, speriamo, meno costosa... Vedremo, sembra interessante...
Ritratto di Franchigno
20 novembre 2013 - 21:24
Come i giapponesi spaziano dalle moto ai strumenti musicali,è lider mondiale nei pianoforti acustici ed elettronici,alle auto...In questo caso nel nome non si sono sprecati c'è un Synt di notevole successo che si chiama Motyf XS,in pratica hanno tolto la F e messo la V.
Ritratto di PariTheBest93
20 novembre 2013 - 22:01
3
Yamaha ha presento un "tre ruote" recentemente non avrei pensato che avrebbero proposto pure una macchinetta... Però per le auto so che ha prodotto il v8 della noble m600...
Ritratto di PariTheBest93
20 novembre 2013 - 22:02
3
* presentato
Ritratto di Fr4ncesco
20 novembre 2013 - 23:20
Mah, è una tipologia di vetture che non mi garbano. Troppo piccola, 2 posti secchi e poco portabagagli. Fuori la città hanno poco senso e sono comunque scomode per i motivi sopracitati. In più chi le guida spesso è maleducato. Se non se ne importa delle regole, contribuendo al parecheggio selvaggio e al caos intrufolandosi nel traffico.
Ritratto di Fr4ncesco
20 novembre 2013 - 23:20
*senza "se"
Ritratto di MatteFonta92
20 novembre 2013 - 23:25
3
L'idea non è male...! Una concorrente della Smart potrebbe essere un'ottima cosa, giusto per avere un'alternativa alla piccola tedesca nel segmento delle "quasi micro-car".
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