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La ZF è in crisi e annuncia licenziamenti

Pubblicato 05 agosto 2024

Sarebbero oltre 10.000 i posti di lavoro a rischio tra i dipendenti dell’azienda tedesca famosa per le sue trasmissioni automatiche, che ora vuole puntare su motori elettrici e guida autonoma.

La ZF è in crisi e annuncia licenziamenti

ANCHE I GIGANTI CADONO - Anche l’industria automobilistica tedesca, considerata fino a poco tempo fa immune alle crisi, mostra segni di cedimento sotto i colpi della delocalizzazione e della trasformazione del settore verso l'elettrico. Dopo la Recaro, che la scorsa settimana ha dichiarato fallimento (qui la notizia), un altro storico fornitore automobilistico si trova in difficoltà. Si tratta della ZF, famosa principalmente per la produzione di cambi forniti a diverse case automobilistiche, che ha annunciato un taglio tra 11.000 e 14.000 posti di lavoro entro il 2028, su un totale di circa 54.000 dipendenti in Germania e quasi 170.000 in tutto il mondo. Il motivo principale dei tagli sarebbe l’elevato debito del gruppo, dovuto principalmente all’acquisizione del fornitore automobilistico TRW e dello specialista dei freni Wabco: gli interessi da centinaia di milioni di euro, da pagare per l’acquisto di queste aziende, starebbe togliendo fondi alla ricerca e sviluppo. Inoltre, la ZF è decisa a concentrare i suoi prossimi investimenti per lo sviluppo dei propulsori elettrici e della guida autonoma

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LICENZIAMENTI “DOLCI” - Secondo fonti tedesche, il taglio dei posti dovrebbe interessare principalmente posizioni amministrative e lavoratori esterni, colpendo in particolare le sedi di Friedrichshafen (3.000 posti), Saarbrücken e Schweinfurt (1.500 posti per entrambe). Parallelamente verranno anche chiuse altre sedi secondarie in Germania e in Europa. La ZF intende attuare i tagli attraverso fluttuazioni naturali, con programmi di pre-pensionamento e altre misure socialmente accettabili. I tagli, promette l’azienda, saranno effettuati gradualmente per permettere ai lavoratori di adattarsi al cambiamento e, eventualmente, valutare nuove prospettive di carriera.

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SI PUNTA ALL’ELETTRICO - “Nonostante l’attuale situazione di mercato, una cosa è chiara: il futuro appartiene alla mobilità elettrica, continueremo a investivi in maniera importante”, ha dichiarato il ceo dell’azienda, Holger Klein. La ZF è stata fondata a Friedrichshafen da Ferdinand von Zeppelin, nel 1915, richiamando nel nome la città d’origine e il suo fondatore, padre anche dei famosi dirigibili e dei bombardieri Zeppelin Sttaken. Il principale azionista dell’azienda è la Fondazione Zeppelin, a sua volta controllata dalla città di Friedrichshafen. Attualmente la ZF gestisce 162 siti produttivi in 31 paesi del mondo. Nell’anno finanziario 2023, ha registrato vendite per 46,6 miliardi di euro.



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Ritratto di pierfra.delsignore
6 agosto 2024 - 15:26
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I cambi manuali sono il 12% delle vendite nel mondo, forse in Europa arrivano a qualcosa di più ma sono una nicchia di mercato, tutto ormai è automatico/sequenziale, i cambi più venduti sono ecvt visto che Toyota è leader di vendite nel mondo, li produce pure Honda, Suzuki, le elettriche cambi non le hanno, BYD e Tesla sono altri 4 milioni di auto l'anno, mettici altri produttori è chiaro che anche quel mercato cambierà, ma è fallita Polaroid puntando alla pellicola per sempre, Fuji Film ha puntato sul medicale ed esiste ancora..
Ritratto di forfEit
6 agosto 2024 - 16:56
Dato Europa primo semestre 2023: sul venduto e ripeto SUL VENDUTO (che è cosa ben differente che sull'effettivamente circolante) 1/3 risulta avere ancora il cambio manuale. Poi ok, metto in lista: motorla/nokia, commodore/amiga, e (in effetti mi mancava) kodak/polaroid. Intanto questi (del thread) i cambi automatici mi sembra facciano eh, ed è in crisi...
Ritratto di pierfra.delsignore
6 agosto 2024 - 17:44
4
La crisi c'è per le acquisizioni prima di tutto, i cambi manuali sono il 33% in Europa ok puoi diventare leader europeo dei cambi manuali che ci saranno ancora con quella fetta di mercato per? 15 anni guarda voglio essere buono. Hai bisogno di 10.000 dipendenti per produrli? Direi proprio di no, penso che 2000 voglio esagerare ti bastino ed avanzino, probabilmente 400. Ragioni ancora come se fossimo il centro del mondo, gli anni '80 sono passati da quel di ma ragionate ancora come se non fosse cambiato nulla, la globalizzazione, il muro di Berlino, tutte cose che per voi non sono mai accadute. L'Europa è il terzo mercato per importanza a breve diventerà il 4° o 5° superato dall'India e dal Sud America e tu pensi che una azienda possa sopravvivere con la nicchia delle vendite di un mercato che è destinato a diventare in 5° al mondo con una tecnologia che già ora è nicchia di mercato e lo sarà ancora di più?! Può andar bene per una ditta che fa cambi manuali di precisione per le auto sportive con 100 dipendenti e si specializza in quello fine.
Ritratto di forfEit
7 agosto 2024 - 07:05
(ti) rispondevo in merito già sopra. Imho è un fatto di attinenza alla realtà. Se in Eu 1 su 3 auto porta il cambio manuale, te fai le considerazioni su ciò e non su 1 su 10. Tutto là. Altrimenti facile che poi (anche nel relativo floridume della situazione) rischi di fare scelte azzardate/sbagliate che poi comportano problemi. Quindi, che la presente esperienza ""magari"" insegni, non c'è alcun TUTTI vanno oramai di cambio automatico, tutto qua.
Ritratto di pierfra.delsignore
10 agosto 2024 - 19:06
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ZF vive nel mondo globale non in Europa, diversamente avrebbe forse 2.000 dipendenti non 10.000 e nel mondo globale il cambio manuale è al 12% in alcuni mercati non arriva al 5%, vuoi presidiare una nicchia di mercato che sta scomparendo in un mercato che arretrerà sempre di più ottimo, ma non ci fai una multinazionale come ZF con quella nicchia ci fai una ditta media di massimo 400 dipendenti in futuro forse 200, può essere una idea industriale, le nicchie funzionano sempre, i cambi manuali saranno sempre apprezzati da chi ama la guida di altri tempi su auto sportive, ma parliamo di qualche decina di migliaia di unità l'anno vs decine di milioni questa è la prospettiva. Il cambio manuale per il resto è usato in Europa soprattutto sulle utilitarie nei mercati dell'Est e guarda caso in Italia, paese sempre all'avanguardia per mentalità retrograda, ma non è che hai molto margine sul cambio manuale della Pandina, non di certo per 10.0000 dipendenti
Ritratto di Plk_123
6 agosto 2024 - 17:03
Cambio manuale o automatico, cosa cambia per un produttore di cambi? Se mai sono le auto elettriche senza cambio che possono metterlo in crisi. Oppure scelte aziendali che non c'entrano nulla, come in effetti spiega l'articolo.
Ritratto di erresseste
6 agosto 2024 - 08:52
ZF in crisi, ora vira sull'elettrico, fallimento sicuro
Ritratto di Trattoretto
6 agosto 2024 - 14:32
Fallimento se resta ferma al passato, altro che evoluzione verso il futuro (ormai imminente) elettrico
Ritratto di pierfra.delsignore
6 agosto 2024 - 15:27
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Se resta al passato o fallisce o diventa produttore di nicchia, il futuro è elettrico, il presente ibrido, la concorrenza sarà sempre più mondiale c'è poco da fare.
Ritratto di Gordo88
6 agosto 2024 - 17:20
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Queste sono solo congetture, la realtà dei fatti è che aziende molto floride in passato stanno chiudendo o riducendo personale in nome dei diktat europei sulla mobilità elettrica che richiede meno personale, il resto delle chiacchiere stanno a zero
Ritratto di pierfra.delsignore
6 agosto 2024 - 18:25
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Il dikatat è tra 10.6 anni non è domani, basterebbe lettere l'articolo la parte principale del problema sono le acquisizioni, non il passaggio all'elettrico, che ci sarà comunque se non lo fai te lo faranno i cinesi, gli americani, o i coreani, la lezione della scomparsa delle industrie europee di TV non ti vi ha proprio insegnato nulla
Ritratto di Gordo88
6 agosto 2024 - 19:17
1
Si certo le acquisizioni poi ci mettono il carico passando alla tecnologia elettrica dove sono necessari investimenti e riduzione del personale, chissà come mai..
Ritratto di Tistiro
7 agosto 2024 - 19:46
Non so se il problema sono le acquisizioni in sè, ma l articolo dice: " gli interessi da centinaia di milioni di euro, da pagare per l’acquisto di queste aziende, starebbe togliendo fondi alla ricerca e sviluppo." Probabilmente il tasso variabile è molto pesante e dipende dal costo del denaro voluto dalla bce. Con una politica espansiva forse non sarebbe successo. Quindi l europa c entra eccome, con i suoi diktat.
Ritratto di Doraemon
6 agosto 2024 - 10:57
Io mi chiedo come si faceva a non aspettarselo dato che sull’elettrico non ci sono cambi. Tutto l’indotto automodilistico europeo fallirà. È fallita Recaro, per esempio. Tutto l’indotto sportivo e tuning fallirà. È solo questione di tempo. Purtroppo per l’elettrico la concorrenza e l’innovazione cinese non ha rivali. Hanno iniziato prima e sono leader ormai. La ZF verrà comprata dai cinesi. Purtroppo è quello che vuole l’Europa e la Vonderleien.
Ritratto di pierfra.delsignore
6 agosto 2024 - 15:30
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Sarebbe successo comunque c'entra zero il ban anzi forse ha dato una svegliata ai produttori europei che si cullavano nel termico per sempre. Chi vende più auto nel mondo è Toyota ed utilizza i suoi cambi Ecvt, stessa tipologia utilizzata da Honda e Suzuki, Hyundai se li fa per conto suo con i suoi fornitori, Tesla e BYD non li hanno e sono altri 4 milioni di veicoli, prima di tutto hanno sbagliato le acquisizioni, poi il mondo è globale, se pensi che bloccando l'elettrico in Europa vai lontano, fai solo la fine di Polaroid o Blockbuster.
Ritratto di Beppe_90
6 agosto 2024 - 13:50
Nonostante l’attuale situazione di mercato, una cosa è chiara: il futuro appartiene alla mobilità elettrica, continueremo a investivi in maniera importante…. Cioè sono già falliti e puntano su un qualcosa di già fallimentare? Hahahah giustissimo che chiudono per sempre…
Ritratto di pierfra.delsignore
6 agosto 2024 - 15:31
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Puntano al futuro piaccia o meno ai retrogradi. L'Europa sta vivendo il suo decennio di luddismo, non adrà molto lontana

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