PRIMO CONTATTO

Alfa Romeo MiTo: centosettanta cavalli cattivi

Abbiamo guidato a Balocco la versione più spinta della nuova MiTo MultiAir. Ottima tenuta di strada, motore pronto e facile da gestire. In vendita a gennaio 2010 a poco più di 20.000 euro.

9 settembre 2009
  • Prezzo (al momento del test)

    20.000  circa
  • Consumo medio

    16,6 km/l
  • Emissioni di CO2

    139 grammi/km
  • Euro

    5
Alfa Romeo MiTo
Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbo MultiAir Quadrifoglio Verde S&S
La distingui al primo sguardo

Ed eccola qui, la MiTo più “cattiva”. Accantonato, in attesa di tempi migliori, il progetto GTA, toccherà alla versione con il 1.4 Turbobenzina MultiAir da 170 cavalli il ruolo di “punta di diamante” tra le piccole Alfa Romeo. Abbiamo potuto guidarla sulla pista prove di Balocco, alla vigilia della presentazione al pubblico del Salone di Francoforte (le vendite avranno inizio, invece, solo a gennaio dell’anno prossimo).

La riconosci per le grandi ruote in lega di 17 pollici a fori, con trattamento tipo titanio satinato, come anche i gusci dei retrovisori esterni e le cornici dei fari. Ma è soprattutto una piccola decorazione sulle fiancate a richiamare l’attenzione: quel Quadrifoglio Verde in campo triangolare bianco che gli alfisti di vecchia data hanno ancora nel cuore, perché per anni ha identificato le auto da corsa del Biscione.

Come le sportive di razza

A bordo, si respira un’atmosfera diversa rispetto a quella che abbiamo imparato a conoscere sulle altre MiTo. E non soltanto per via dei sedili avvolgenti rivestiti in tessuto sportivo, per la particolare illuminazione bianca del quadro strumenti o per il trattamento superficiale molto tecnico utilizzato per la plancia.

La vera novità è il nero, che qui la fa da padrone assoluto. Poca cosa? Il nero toglie i riflessi, ci dicono quelli dell’Alfa Romeo, per cui si guida più sicuri. Per ora, ci limitiamo a notare che l’ambiente è essenziale, quasi austero, tipicamente sportivo.

 

 

Potenza specifica da record

Il collega che ha girato prima di noi aveva una posizione di guida molto raccolta (e qualche centimetro in meno di altezza): pochi secondi per regolare volante, sedile e specchietti e siamo pronti. Il “1400” romba rotondo mentre ci avviamo lenti alla parte del circuito dedicata ai test, e ne approfittiamo per prendere confidenza con la vettura.

La docilità di questo motore (che, per inciso, con 124 cavalli/litro è quello con la potenza specifica più alta mai montato su un’Alfa Romeo) è sorprendente. Non è afflitto da “buchi” di erogazione e, anzi, si rivela prontissimo quando proviamo a premere l’acceleratore, a poco più di mille giri e in terza marcia, per vedere se annaspa un po’ o se riparte. Riparte eccome, ma il miglior modo per verificarlo è quello di “darci dentro” direttamente sul circuito.

Prima, però, è doveroso un tocco al manettino del sistema Alfa DNA, sul tunnel centrale: scegliamo la posizione Dynamic, quella per la guida sportiva (le altre due privilegiano una il comfort, l’altra la massima stabilità) e la MiTo è pronta. Il dispositivo offre ora qualcosa di più perché, per la versione Quadrifoglio Verde, è abbinato al sistema Dynamic Suspension sviluppato dall’Alfa in collaborazione con la Magneti Marelli. Grazie all’elettronica, dunque, non si ha solo una risposta più o meno pronta di motore e sterzo, ma il vantaggio di guidare un’auto con ammortizzatori che si adattano alle diverse condizioni di guida e di percorso.

 

Finalmente un cambio come si deve

Ci infiliamo nel celebre rettilineo della pista d’alta velocità, per una volta senza il patema di incrociare quei “manici” dei collaudatori Fiat che qui, giustamente, dettano legge. Prima, seconda terza quarta, il nuovo cambio a sei rapporti ravvicinati ha perso un po’ di quella risposta “gommosa”, tallone d’Achille (non l’unico, per la verità) della MiTo.

Occhio, non è un cambio da competizione ma fa correttamente il suo dovere, le marce entrano bene una dopo l’altra e il calo di giri, “tirandole” a fondo, è limitato (segno che sono rapportate con intelligenza).

 

“Incollata” all’asfalto

Il motore ha un bel “sound” pieno che tende ai toni più acuti al salire dei giri. Non dà affatto quella “botta” violenta tipica di certi turbo, qui la spinta è possente ma erogata con la dovuta gradualità. Con la curva a destra, da percorrere in terza piena, abbandoniamo il rettifilo per imboccare una leggera salita che poi piega verso sinistra; il cordolo è ampio e poco marcato e ci divertiamo a salirci sopra per lanciare la nostra MiTo verso il “tornantone” che si snoda ancora verso sinistra, poche centinaia di metri più avanti.

È qui, e ancor di più nelle “esse” successive, che apprezziamo la notevole agilità di quest’auto. Se l’inserimento in curva è rapidissimo, in uscita la macchina appoggia in modo tranquillizzante sulle ruote esterne. Anche lo sterzo (per lo meno quello di questa versione più performante) ci sembra abbia perso quell’indecisione di fondo che, in certe situazioni, toglieva piacere alla guida: era l’altro vero difetto della piccola Alfa.

Nel rettilineo che porta al veloce curvone sopraelevato (chiuso da un poco rassicurante muretto esterno) riusciamo a inserire la sesta, per avviarci a un secondo giro di pista un po’ più allegro. Solo per verificare che anche i freni, per quanto i tecnici non siano intervenuti sull’impianto con modifiche di sostanza, sembrano all’altezza di un’auto con queste prestazioni. E per tentare di cavar fuori il massimo da una macchina dal rapporto peso potenza molto favorevole (appena 6,7 kg/CV) oltre che “incollata” per terra.

Un’auto cui alla fine si perdonano facilmente gli altri difetti tipici della MiTo: la scarsa visibilità (in particolare, quella posteriore) e la mancanza di spazio per chi ha la sfortuna di viaggiare dietro. Il nostro era un esemplare di pre-serie, ma molto avanti nella messa a punto. La versione definitiva dovrebbe costare poco più di 20.000 euro.

Secondo noi

PREGI
> Tenuta di strada. Con le sospensioni controllate elettronicamente ci si sente sempre al sicuro.
> Cambio. Rispetto alle altre MiTo, gli innesti della marce sono nettamente migliorati.

DIFETTI
> Abitacolo troppo austero. Il colore nero domina eccessivamente l'abitacolo.
> Visibilità. Il lunotto piccolo e i montanti posteriori larghi limitano la visuale dietro. Per le manovre meglio avere i sensori di parcheggio (optional).

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1.368
No cilindri e disposizione 4 in linea
Coppia max Nm/giri 230/2500
Potenza massima kW (CV)/giri 125 (170)/5500
Emissione di CO2 grammi/km 139
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/172/145
Passo cm 251
Peso in ordine di marcia kg 1135
Capacità bagagliaio litri 270/950
Pneumatici (di serie) 215/45 R 17
La gamma si compone di cinque motori a benzina e due diesel. I benzina aspirati 1.4 sono due: da 79 CV  (da 14.800 euro) e da 105 CV se dotato di MultiAir (da 15.800 euro). Tre i 1.4 Turbo: si parte dai 120 CV (da 16.400 euro), per passare ai 135 CV della MultiAir (da 17.400) fino ai 155 CV (da 18.000 euro). Per i diesel, invece, si parte dai 17.400 euro per la 1.3 JTDm Progression da 90 CV, fino ad arrivare ai 20.600 euro della 1.6 JTDm Distinctive da 120 CV.
Versione Prezzo Alim cm³ CV/kW km/h 0-100 km/l CO2 kg
1.4 Progression 14.800 B 1368 79/58 165 12,3 16,9 138 1080
1.4 MultiAir 105 CV Progression 15.800 B 1368 105/77 187 10,7 17,5 136 1090
1.4 Distinctive 16.400 B 1368 79/58 165 12,3 16,9 138 1080
1.4 Turbo 120 CV Progression 16.400 B 1368 120/88 198 8,8 16,4 145 1145
1.4 MultiAir 105 CVDistinctive 17.400 B 1368 105/77 187 10,7 17,5 136 1090
1.4 Turbo MultiAir 135 CV Progression 17.400 B 1368 135/99 207 8,4 17,8 129 1135
1.4 Turbo 120 CV Distinctive 18.000 B 1368 120/88 198 8,8 16,4 145 1145
1.4 Turbo 155 CV Progression 18.000 B 1368 155/114 215 8,0 15,4 153 1145
1.4 Turbo MultiAir 135 CV Distinctive 19.000 B 1368 135/99 207 8,4 17,8 129 1135
1.4 Turbo 155 CV Distinctive 19.600 B 1368 155/114 215 8,0 15,4 153 1145
1.3 JTDm Progression 17.400 D 1248

90/66

178 11,8 22,2 119 1150
1.3 JTDm Distinctive 19.000 D 1248

90/66

178 11,8 22,2 119

1150

1.6 JTDm Progression 19.000 D 1598 120/88 198 9,9 20,8 126 1205
1.6 JTDm Distinctive 20.600 D 1598 120/88 198 9,9 20,8 126 1205
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3.42927
615
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Ritratto di Chromeo
2 agosto 2013 - 19:59
Mi piace propio, anche se ci starebbe bene qualche CV in più