LA GUIDA

Le tipologie

 

 
Esistono diversi tipi di impianto a Gpl, da quelli adatti ai vecchi motori a carburatore, fino ai più moderni a iniezione diretta. Al giorno d’oggi, il più diffuso è il sistema multipoint sequenziale fasato (nella foto) che prevede un iniettore per ogni cilindro (da cui il nome multipoint), con spruzzate non contemporanee ma basate sulla posizione di ogni singolo pistone (sequenziale) e in base all’ordine di accensione (fasato). Rispetto ai vecchi sistemi, il dosaggio del gas è più accurato e, di conseguenza, la combustione più efficace (con vantaggi per consumi, prestazioni ed emissioni inquinanti). Altra distinzione fondamentale riguarda l’omologazione e l’installazione dell’impianto, che può essere fatta dal produttore dello stesso, oppure dalla casa automobilistica. In questo caso a cambiare non è il kit, ma (spesso) il motore. Le modifiche più frequenti riguardano l’impiego di valvole e relative sedi in materiali speciali, nonché il trattamento termico della testa, che consentono di reggere senza problemi le maggiori sollecitazioni dovute all’uso del gas, anche in caso di utilizzo gravoso. Inoltre, è prevista una maggiore integrazione stilistica dei componenti dell’abitacolo, come il commutatore integrato nella plancia, o la visualizzazione del livello del Gpl nel cruscotto.