I SOLDI CI SONO - La crisi economica incalza, le immatricolazioni in Europa colano a picco e i rapporti con i sindacati (italiani e americani) sono tesi, ma Sergio Marchionne (nella foto sopra) rassicura: “Abbiamo abbastanza liquidità per superare la tempesta”, ha detto ieri l’amministratore delegato del Lingotto all’inaugurazione del nuovo show room dedicato ai veicoli industriali, il Fiat Industrial Village di Torino. Ritardi nel piano industriale? Neanche per sogno. “Per quanto ne so, non penso rinvieremo nulla”, ha detto il manager italo-canadese. Eppure, secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano il Sole 24 Ore, starebbero prendendo sempre più consistenza le voci di un possibile rinvio di un anno del lancio sul mercato della nuova Punto, vale a dire il “blockbuster” della casa torinese. Si vedrà. La Borsa sembra comunque credere al numero uno della Fiat-Chrysler: attualmente, il titolo della casa torinese guadagna l’1,8% a oltre 4 euro.
CHE NE SARÀ DI MIRAFIORI? - Le questioni sul tavolo di Marchionne sono molte. A cominciare dal destino dello stabilimento di Mirafiori. L’originario piano per la produzione delle nuove suv targate Alfa Romeo e Jeep sembra sul punto di tramontare definitivamente: poco conveniente, visto l’andazzo dell’economia mondiale, produrre in Italia vetture da vendere (prevalentemente) negli Stati Uniti; dunque, come impiegare la fabbrica italiana? Molte le voci di una nuova citycar. Non sarà però la vecchia Ypsilon, che fino all’anno scorso usciva dalle catene di montaggio di Termini Imerese. “Quella non la produrremo più”, ha tagliato corto Marchionne. “Diremo quali modelli intendiamo produrre a Mirafiori non appena avremo finito le nostre analisi. Se poi sarà necessario un altro incontro con i sindacati, lo faremo”.
TRATTATIVE NEGLI STATES - Al momento, il fronte di trattative più caldo è però Oltreoceano: la settimana scorsa Bob King, numero uno dei sindacato statunitense del lavoratori dell’auto (Uaw), ha inaspettatamente dato “buca” a Marchionne, volato ad Auburn Hills per il rinnovo del contratto dei dipendenti della Chrysler, perché impegnato a chiudere le trattative con la General Motors. Pare che King sia riuscito a strappare al colosso di Detroit un bonus per i dipendenti di 5000 dollari e adesso c’è chi pensa che potrebbe avanzare la stessa richiesta a Marchionne, che ha già messo le mani avanti. “Le due aziende, pur essendo entrambe rinate nel 2009, sono molto diverse: la General Motors si è risollevata con 50 miliardi di dollari di capitale, noi con otto miliardi di debiti”, ha precisato. Fuor di metafora: i contratti possono, e devono, essere diversi.
QUESTIONE TERMINI IMERESE - Più tranquillo, almeno sulla carta, l’incontro fissato con i sindacati italiani per martedì prossimo, presso il ministero dello Sviluppo economico, per discutere della sorte dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, recentemente venduto alla DR Motors di Massimo Di Risio. I lavoratori sono in agitazione e chiedono garanzie sul fronte dell’occupazione, ma la strada verso l’accordo sembra in discesa.
UN LAVORO PER SUPERMAN - Intanto la Fiat Industrial, azienda in cui sono confluite le attività legate ai veicoli industriali del Lingotto, ha presentato il nuovo Iveco Daily. Obiettivo: venderne almeno 100.000 all’anno a partire dal 2012 (sono invece 75.000 gli esemplari previsti per la fine del 2011). Quel che si dice un lavoro per Superman, deve aver pensato il “creativo” della famiglia Agnelli, Lapo Elkann, che ha piazzato il celebre simbolo del supereroe dei fumetti nella campagna pubblicitaria del furgone.





























































