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Successione al vertice della Suzuki

30 giugno 2016

A seguito dei problemi sulle rilevazioni dei consumi il grande vecchio Osamu, lascia il posto di amministratore al figlio Toshihiro Suzuki.

Successione al vertice della Suzuki

AVVICENDAMENTO FAMILIARE - Come preventivato, è il figlio 57enne Toshihiro Suzuki (nella foto) il successore di Osamu Suzuki nella carica di "CEO", cioè amministratore delegato, della casa giapponese che porta il nome della famiglia attiva nel settore auto, moto e motori marini. Come noto, il mese scorso l’86enne Osamu Suzuki ha rassegnato le dimissioni dalla carica in seguito allo scandalo scoppiato con l’ammissione della casa di avere rilevato i consumi delle automobili in modo non del tutto conforme alle procedure imposte dalle autorità giapponesi (qui per saperne di più).

UN QUARANTENNIO DI LEADERSHIP - La Suzuki Motor Corporation è la quarta casa automobilistica giapponese e ha assunto il nuovo vertice mercoledì 29 giugno, quando si è svolta l’assemblea dei soci. Va aggiunto che Osamu Suzuki ha mantenuto la carica di presidente della società. Da notare che Osamu Suzuki è stato alla guida della casa dal 1978 sino alle dimissioni del mese scorso. Il figlio Toshihiro era entrato in azienda nel 1994 dopo aver lavorato per un periodo presso la Denso. In Suzuki aveva ricoperto importanti incarichi nell’ambito del marketing e della pianificazione prodotto. L’anno scorso era stato già posto in posizione di rilievo nel management della casa, segno evidente di un disegno di avvicendamento.

LAVORO DI RICOSTRUZIONE - Ora c’è grande aspettativa nell’impegno per fare recuperare alla casa la fiducia del pubblico nella Suzuki. In proposito non mancano le critiche al comportamento dell’ex amministratore delegato Osamu Suzuki, che ha voluto mantenere la posizione di presidente. C’è chi sostiene che sino il vecchio manager-padrone resterà ai vertici dell’azienda sarà impossibile accrescere la trasparenza. Ma a chi in assemblea ha chiesto che Osamu si dimettesse, lo stesso patriarca della Suzuki ha risposto che è irresponsabile abbandonare totalmente l’azienda, “perché è solo restando che si può contribuire a evitare che vengano commessi gli stessi errori del passato”.

CON LA BREXIT SULLO SFONDO - È infine da aggiungere che durante i lavori dell’assemblea ci sono stati numerosi riferimenti alle vicende britanniche legate alla Brexit. Secondo i vertici della Suzuki il risultato del referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea non potrà che provocare grande volatilità sui mercati azionari. Con danni per la stessa Suzuki.

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Ritratto di caronte
30 giugno 2016 - 22:13
Mi dispiace ma la suzuki è in crisi ma per uscirne ci vuole un management giovane e competente.
Ritratto di monodrone
1 luglio 2016 - 11:28
Oh no! 'The Dragon' va in pensione!!! Ti vedremo ancora alla Pikes Pike? Grazie per aver sviluppato personalmente anche la Swift. E pensare che qui c'è quel tabbeo di marpionne che non sa la differenza tra una gomma e un finestrino. Buon riposo, Dragone!!!!