Suzuki

L'inizio dell'attività della casa nipponica si può far risalire al 1908, quando il ventunenne Michio Suzuki fondò la Suzuki Loom Works, che nei decenni a seguire prosperò realizzando macchinari per l'industria tessile. Nell'intento di diversificare la produzione, negli anni 30 il fondatore avviò lo sviluppo di una vettura, che però restò allo stadio di prototipo a causa della seconda guerra mondiale. Cessato il conflitto, durante il quale aveva subito danni ingenti, l'azienda tornò a impegnarsi nel tessile con fortune alterne fino al 1952, quando nacque il primo veicolo marchiato Suzuki: una bicicletta a motore. Il successo fu tale che nel 1954 la denominazione dell'azienda diventò Suzuki Motor, e nel 1955 venne presentata la prima auto: la Suzulight. Disegnata proprio dal fondatore, prendeva spunto da un'utilitaria tedesca, la Lloyd 400, e aveva il motore (a due tempi) e la trazione anteriori; meccanica che si ritrova nella seconda serie, con carrozzeria e dimensioni simili a quelli dell'inglese Mini Minor che l'aveva preceduta di pochi anni. 

Iniziando la produzione di motori fuoribordo, nel 1965 la casa di Hamamatsu completò quell'offerta ampia che ritroviamo ancora oggi: motociclette, motori marini e auto, per l'appunto. In quest'ultimo settore, la Suzuki si specializzò in modelli di piccole dimensioni e cilindrata, dando vita nel 1970 alla fuoristrada che la fece conoscere anche in Europa: la minuscola Jimny, la cui erede ancora oggi si ritrova nell'offerta del costruttore giapponese. Altro modello che riscosse successo in campo internazionale fu la Vitara, del 1988: altra fuoristrada, ma con dimensioni e comfort adatti a una famiglia, che si è evoluta fino ai giorni nostri.

Dall'apprezzamento anche al di fuori dei confini nazionali nacque la decisione di aprire uno stabilimento in Europa: a Esztergom, in Ungheria. Gli anni successivi videro la nascita di modelli assai compatti, e con destinazioni d'uso anche molto diverse: dalla spider Cappuccino alla monovolume Wagon R (che arrivò anche in Italia, e che costituì la base per la Opel Agila). Auto che hanno contribuito a fornire un'immagine giovane alla Suzuki sono state poi la Swift del 2004, una piccola dalle linee accattivanti e piacevole da guidare, e la SX4 del 2006, antesignana fra le crossover compatte e dalla quale deriverà la quasi identica Fiat Sedici (sempre prodotta a Esztergom). Negli ultimi anni, la gamma della Suzuki ha puntato su modelli dal look gradevole, con prezzo competitivo in rapporto alla dotazione, e progettati in modo da garantire un peso molto contenuto, con evidenti vantaggi in termini di prestazioni e consumi rispetto alla gran parte delle rivali. E, dopo l'accordo per l'utilizzo dei motori diesel della Fiat, è arrivato quello con la Toyota, che, fra l'altro, ha portato alla commercializzazione della Across (una suv ibrida plug-in medio-grande strettamente derivata dalla Rav4) e della Swace (una wagon ibrida full che in pratica è una Corolla Touring Sports con lievi differenze estetiche).             

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