AFFARE FATTO - È in dirittura d’arrivo l’operazione finanziaria che porterà lo Stato francese e la casa cinese Dongfeng nel capitale del gruppo PSA Peugeot Citroën (togliendo alla famiglia Peugeot il controllo sulla società). Ieri il consiglio di amministrazione della holding di famiglia dei Peugeot ha votato a favore dell’accordo concluso con la Dongfeng sulle modalità di procedere all’aumento di capitale che appunto darà allo Stato francese e alla Dongfeng (proprietà dello stato cinese) il 14% delle azioni del gruppo, esattamente quanto resterà alla famiglia Peugeot. Questa mattina è in corso la riunione del consiglio di sorveglianza che dovrà dare il via formale all’operazione.
COMUNICAZIONE - La stampa francese prevede che l’annuncio definitivo del nuovo assetto della società sarà fatto il mese prossimo in occasione del viaggio in Francia del presidente cinese Xi Jinping, ma secondo l’agenzia Reuters ieri il portavoce della Dongfeng ha preannunciato sulla vicenda un comunicato per domani, mercoledì 19.
MOMENTO STORICO - La vicenda è doppiamente storica, perché da un lato vede appunto la perdita del controllo della società da parte della
famiglia Peugeot (lo statuto prevede che con un terzo dei voti si ha il diritto di veto e la famiglia detiene/deteneva il 25% delle azioni con il 38% dei diritti di voto); dall’altra vede i cinesi entrare in un grande gruppo automobilistico europeo, trovandosi così in una posizione di poter partecipare alla gestione del know how industriale necessario per essere protagonista nello scenario automobilistico globale. Già la
Volvo era diventata di proprietà cinese, ma certamente la consistenza del gruppo PSA è più rilevante. Con ciò si aprono scenari di cui non è neanche possibile immaginare i contorni.
IL PESO DELLA POLITICA - Altro aspetto di grande rilievo e probabilmente alla base dell’operazione è la partecipazione attiva nella vicenda dello stato francese. Secondo molte ricostruzioni giornalistiche parigine della vicenda, la trattativa con i cinesi sarebbe stata condotta direttamente dagli uomini del governo di Parigi, che avrebbero messo l’ingresso nel capitale della PSA in un pacchetto volto a fare della Francia un interlocutore privilegiato nei rapporti economici con la Cina, molto desidersa di avere a disposizione un know how completo nel settore automotive, come senz’altro il gruppo PSA può fornire.
SOLDI E INDUSTRIA - Ciò che si può intravedere dall’operazione per il prossimo futuro è sicuramente una forte immissione di “ossigeno” finanziario nelle casse del gruppo francese, in pesante crisi economica a causa del cattivo andamento del mercato europeo. E questo consentirà anche l'impostazione di azioni di potenziamento della presenza del gruppo nel mondo oltre che lo sviluppo di nuovi prodotti. Per la natura della Dongfeng, è poi probabile un miglior posizionamento della PSA per i suoi progetti di espansione in Cina e più in generale in Asia. Più difficile è invece delineare il tipo di collaborazione tecnico-industriale ai fini di una espansione dei programmi della Dongfeng.
CHI COMANDERÀ? - Ma sicuramente l’incertezza maggiore riguarda le modalità di funzionamento della società, con tre soci di eguale peso. Molti analisti hanno sollevato interrogativi su quale potranno essere gli equilibri che ne nasceranno, e soprattutto sul ruolo che giocherà il governo di Parigi.