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Affare fatto tra PSA e Dongfeng?

18 febbraio 2014

Oggi dovrebbe essere varata formalmente l’operazione finanziaria: soci alla pari famiglia Peugeot, stato francese e i cinesi della Dongfeng.

Affare fatto tra PSA e Dongfeng?
AFFARE FATTO - È in dirittura d’arrivo l’operazione finanziaria che porterà lo Stato francese e la casa cinese Dongfeng nel capitale del gruppo PSA Peugeot Citroën (togliendo alla famiglia Peugeot il controllo sulla società). Ieri il consiglio di amministrazione della holding di famiglia dei Peugeot ha votato a favore dell’accordo concluso con la Dongfeng sulle modalità di procedere all’aumento di capitale che appunto darà allo Stato francese e alla Dongfeng (proprietà dello stato cinese) il 14% delle azioni del gruppo, esattamente quanto resterà alla famiglia Peugeot. Questa mattina è in corso la riunione del consiglio di sorveglianza che dovrà dare il via formale all’operazione.
 
COMUNICAZIONE - La stampa francese prevede che l’annuncio definitivo del nuovo assetto della società sarà fatto il mese prossimo in occasione del viaggio in Francia del presidente cinese Xi Jinping, ma secondo l’agenzia Reuters ieri il portavoce della Dongfeng ha preannunciato sulla vicenda un comunicato per domani, mercoledì 19. 
 
MOMENTO STORICO - La vicenda è doppiamente storica, perché da un lato vede appunto la perdita del controllo della società da parte della famiglia Peugeot (lo statuto prevede che con un terzo dei voti si ha il diritto di veto e la famiglia detiene/deteneva il 25% delle azioni con il 38% dei diritti di voto); dall’altra vede i cinesi entrare in un grande gruppo automobilistico europeo, trovandosi così in una posizione di poter partecipare alla gestione del know how industriale necessario per essere protagonista nello scenario automobilistico globale. Già la Volvo era diventata di proprietà cinese, ma certamente la consistenza del gruppo PSA è più rilevante. Con ciò si aprono scenari di cui non è neanche possibile immaginare i contorni.
 
IL PESO DELLA POLITICA - Altro aspetto di grande rilievo e probabilmente alla base dell’operazione è la partecipazione attiva nella vicenda dello stato francese. Secondo molte ricostruzioni giornalistiche parigine della vicenda, la trattativa con i cinesi sarebbe stata condotta direttamente dagli uomini del governo di Parigi, che avrebbero messo l’ingresso nel capitale della PSA in un pacchetto volto a fare della Francia un interlocutore privilegiato nei rapporti economici con la Cina, molto desidersa di avere a disposizione un know how completo nel settore automotive, come senz’altro il gruppo PSA può fornire.
 
SOLDI E INDUSTRIA - Ciò che si può intravedere dall’operazione per il prossimo futuro è sicuramente una forte immissione di “ossigeno” finanziario nelle casse del gruppo francese, in pesante crisi economica a causa del cattivo andamento del mercato europeo. E questo consentirà anche l'impostazione di azioni di potenziamento della presenza del gruppo nel mondo oltre che lo sviluppo di nuovi prodotti. Per la natura della Dongfeng, è poi probabile un miglior posizionamento della PSA per i suoi progetti di espansione in Cina e più in generale in Asia. Più difficile è invece delineare il tipo di collaborazione tecnico-industriale ai fini di una espansione dei programmi della Dongfeng. 
 
CHI COMANDERÀ? - Ma sicuramente l’incertezza maggiore riguarda le modalità di funzionamento della società, con tre soci di eguale peso. Molti analisti hanno sollevato interrogativi su quale potranno essere gli equilibri che ne nasceranno, e soprattutto sul ruolo che giocherà il governo di Parigi.

 



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Ritratto di clips12
18 febbraio 2014 - 12:28
E vissero felici e contenti
Ritratto di Vincent Vega
18 febbraio 2014 - 12:29
Sicuramente PSA ha le sue enormi colpe, derivate da scelte industriali non proprio felici, ma io rimango dell'avviso che la colpa sia dell'Unione Europea, in particolare della Germania che grazie alla loro "efficientissima" austerity ha affondato il vecchio continente. Ci stiamo piano piano svendendo agli Stati Uniti ed ai cinesi, che tristezza!!!!!
Ritratto di domi2204
18 febbraio 2014 - 15:37
non darti completamente ragione, l'unione europea da grande promessa di benessere a certezza di povertà per tutti, tranne che per i tedeschi, meditate gente.
Ritratto di IloveDR
18 febbraio 2014 - 12:30
3
insignificante...i cinesi in Francia e Svezia, Gli Americani in Italia, gli Arabi in Gran Bretagna...e i Tedeschi in Germania
Ritratto di Vincent Vega
18 febbraio 2014 - 12:38
Per i Tedeschi la vedo male, ricordiamoci che se una nave affonda muore anche il capitano, anzi il capitano in teoria dovrebbe affondare con la sua nave per etica (Tralasciando Schettino naturalmente).
Ritratto di Merigo
18 febbraio 2014 - 13:11
1
Fino a prova contraria semmai è l'America che è diventata italiana, perché è FIAT che ha comprato il 100% di Chrysler; in Gran Bretagna producono Mini e Rolls-Royce che sono entrambe di BMW, Bentley di VAG, e Vauxhall di Opel, quindi tedesche e non arabe, e infine Toyota e Nissan che sono ovviamente giapponesi e franco-giapponesi. Infine in Francia produce la francesissima Renault. Magari in Italia ci fosse uno che è uno che volesse venire dalla Cina o da dove vuoi a produrre in uno dei tanti siti fermi: Arese (ex Alfa), Grugliasco, Bairo e San Giorgio Canavese (ex Pininfarina), Chivasso (ex Lancia e Maggiora), Rivalta di Torino e Termini Imerese (ex Fiat), tanto per citarne qualcuno.
Ritratto di cervuz
18 febbraio 2014 - 18:18
Forse sei rimasto nel 2009 perchè ti ricordo che Gruglisco è saturo delle maserati dal 2012
Ritratto di Merigo
18 febbraio 2014 - 21:06
1
La Maserati è nel ex stabilimento Bertone di c.so Canonico Allamano a Grugliasco, mentre la Pininfarina aveva il suo stabilimento storico (quello della galleria del vento) in via Giuseppe Di Vittorio sempre a Grugliasco, ed è quello acquistato dalla Regione Piemonte per affittarlo a De Tomaso: prima di cercare di contraddirmi sui siti industriali di Torino e dintorni preparati perché a differenza di te so con esattezza di cosa parlo!
Ritratto di cervuz
19 febbraio 2014 - 21:36
Allora la prossima volta specifica visto che quando si parla di Gruglisco si pensa all'ex stabilimento Bertone
Ritratto di Merigo
20 febbraio 2014 - 08:21
1
Ho scritto: Grugliasco, Bairo e San Giorgio Canavese (ex Pininfarina), non ti basta come "specificazione"? Leggili i post invece di volere avere a tutti i costi l'ultima parola!
Ritratto di cervuz
20 febbraio 2014 - 20:31
Impara a scrivere in italiano. Da sempre le parentesi si riferiscono all'ultima parola che la precede. Avresti dovuto scrivere <<.....ex Pininfarina (Grugliasco, Bairo e San Giorgio Canavese)>>
Ritratto di onavli§46
18 febbraio 2014 - 12:36
per il Gruppo PSA. Con nuovo e/o ricircolato capitale paritetico, fra Dongfeng/PSA/STATO, si potrebbe avviare, e sicuramente si avvierà, se non proprio una rinascita, perlomeno un buon salvataggio in extremis di questa passata e gloriosa casa automobilistica. Vedremo le strategie di mercato, quali saranno e come verranno improntate ed ottimizzate. Oltre ciò, l'intervento, se non proprio ufficiale delle trattative di accordo, formulato da elementi del Governo di Parigi, e dunque di accordo politico pur si tratta, sfora un presupposto, che in ambito EU, può venir bene a tutti gli Stati membri, ove spesso e volentieri, la Commissione Europea (per partigianeria verso qualche Stato) interviene dicendo e richiamando (ora direi illecitamente) che non è possibile praticare aiuti di Stato. Se la cosa "dell' affaire" è stata fatta con furbizia, ed intelligenza, lo Stato ha solo rilevato una quota azionaria, ricircolandola in capitale, ma di fatto dirige anche il terzo convenuto della gestione dell'intesa. Per cui, speriamo, che analoghe situazioni italiane,(e sul tappeto economico nostrano ve ne sono tante) possano essere sviluppate in più o meno in analoga maniera. Una cosa comunque è certa, la Cina, sempre più vicina alla "vecchia" Europa, ha acquisito un 'altro pezzo di economia occidentale.
Ritratto di Merigo
18 febbraio 2014 - 12:54
1
Ma da quando mai in un pollaio comandano tre galli, per di più tutti tre spennacchiati? Lo Stato francese ci mette il grano solo per fare da garante, ma non è e sarà mai in grado di gestire l'Impresa. La Famiglia Peugeot ha già mostrato in questi decenni il distacco operativo dalla Azienda di cui, alla faccia del fatto che porta il Suo blasonato Cognome, non è mai sembrato gliene sia importato operativamente più di tanto, senza che nessun Monsieur o Madame Peugeot ci abbia mai messo la faccia. Infine Dongfeng, che vorrà come minimo fare il bauscia come fanno gli Arabi con le società calcistiche tipo Chelsea e PSG, ma che ben presto si scontrerà con il mercato vero e con i sindacati veri, cioè con un mercato impossibile e con delle Confederazioni che nulla hanno a che vedere con quelle dell'apparato cinese cui è abituato, cioè un mercato con crescita a 2 cifre e sindacati che cambiano con una ciotola di riso la improduttività cronica dell'operaio cinese. In buona sostanza l'Azienda sarà ingovernabile né più né meno di come lo sia adesso perché, sempre che ne esista un sosia, un Sergio Marchionne non avrebbe mai pieni poteri perché nessuno potrebbe conferirglieli, come è invece avvenuto in FIAT, in Chrysler ed in FIAT-Chrysler, dove l'Azionista di controllo EXOR detiene il 30% delle Azioni mentre il resto è frammentato in mille rivoli sul mercato, e controlla quindi saldamente l'Azienda sia finanziariamente sia operativamente, decidendone nel bene e nel male le sorti, mentre in PSA nessuno deciderà e quindi nulla cambierà. Anzi no, magari la grandeur unita al capitale cinese fresco farà fare un ritorno in F1 questa volta non solo come motorista, per controbattere il cugino-rivale Renault e per buttare via qualche miliardo di euro (uno più, uno meno!), e nessuno dei demenziali modelli invendibili ed invenduti verrà tolto dal listino (le 2 Coupè-Cabriolet o la pletora di SUV ad esempio). Mi è difficile questa volta e come faccio sempre, augurare buona fortuna, perché il progetto è incosciente e quindi più che fortuna ci vorrebbe un miracolo.
Ritratto di pierluigite
18 febbraio 2014 - 13:50
1
Lo scenario che si va delineando è veramente molto grave. Da una parte l'incapacità dell'industria europea di tenere il passo,dall'altra una situazione di grave squilibrio e di non sostentamento dell'industria europea da parte dei governi, frutto di una pazzesca idea di liberalizzazione. E intanto i cinesi comprano.I nostri governanti litigano fra loro,le industrie escono dall'Italia o spariscono e si crea sta maledetta finanza virtuale con conseguente arricchimento solo di alcuni a danno dei soliti che pagano le tasse, e, cosa ancora più grave, senza che gli sforzi fatti da questi riescano in qualche modo a migliorare l'andamento della nazione. Dobbiamo tutti renderci conto di questo fatto, perchè è molto grave. Fra qualche anno potrebbe toccare qui in Italia con le nostre fabbriche.
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
18 febbraio 2014 - 14:15
Commento rimosso a seguito della cancellazione dell'utente dal sito.
Ritratto di stepanino
18 febbraio 2014 - 18:22
Sicuramente i soldini della Dongfeng faranno bene ma a pagare saranno gli operai francesi attraverso la chiusura di alcuni stabilimenti!!! I diritti devono RIMANERE gli stessi tra lavoratori francesi e cinesi(questi ultimi si devono adeguare). Sarò PREGIUDIZIEVOLE per carità ma non mi va giù di stare seduto su una macchina cinese:-) Quando ci sono troppi Galli che cantano non si fa mai giorno....
Ritratto di stepanino
18 febbraio 2014 - 18:57
Sicuramente i soldini della Dongfeng faranno bene ma a pagare saranno gli operai francesi attraverso la chiusura di alcuni stabilimenti!!! I diritti devono RIMANERE gli stessi tra lavoratori francesi e cinesi(questi ultimi si devono adeguare). Sarò PREGIUDIZIEVOLE per carità ma non mi va giù di stare seduto su una macchina cinese:-) Quando ci sono troppi Galli che cantano non si fa mai giorno....
Ritratto di onavli§46
19 febbraio 2014 - 09:38
così viene già chiamato in "douce France", l'intesa perpetrata per il rilancio e salvataggio del Gruppo PSA, ha visto da parecchi mesi (sembra però in incognito), il Ministro delle Finanze del Governo Francese P. Moscovici, portare insieme ad interlocutori del Governo Cinese, la possibilità concreta, di far addivenire azionariato e non dunque produttività cinese nel Gruppo; e ciò sembra riuscito. PSA manterrà produzione e ricerca, Dongfeng azionariato fresco, e la -vecchia famiglia Peugeot, che negli anni 80 era già stata parzialmente salvata dallo Stato Francese da enormi debiti, dediti alla stessa Banca di Casa Peugeot, manterrà congelata al servizio dell'accordo la propria quota azionaria. In sostanza un'accordo abbastanza furbo, che mantiene di fatto produttività e ricerca nel Paese transalpino, con un solo "coq" di riferimento che gestisce gli impegni sottoscritti, mentre la Dongfeng gestisce con l'azionariato fresco, sia le risorse gli investimenti ed gli eventuali utili, insomma una srl un poco più complicata. Altresì, la Francia pur sempre con il Gruppo PSA, ha già varato unitamente ad un'altro produttore cinese, la Changan, una fabbrica ex-novo per 200mila anno, auto da costruire in territorio cinese. Ciò, dimostra pur qui un fatto di non certo poco conto, e cioè, la cooperazione già consolidata tra Francia e Cina nell'automotive (e ciò anche con Renault già attiva in altre società cinesi). Un progetto furbo dicevo, che permette l'espansione francese in Cina e viceversa. Questo è il frutto dei mercati globali. L'economia è cambiata (personalmente non la condivido) ma in questo al momento, è l'unico modo per salvaguardare industria, occupazione e società del lavoro. Triste dirlo, ma in Italia, siamo distanti anni luce da tutto ciò, in Italia purtroppo, si parla, si parla, si parla..... e si vendono al saldo aziende ed occupazione per quattro noccioline anche appassite, Gli altri a quanto pare, parlano meno e fanno più fatti. Queste al momento, sono le situazioni nel nostro vecchio Continente, ove doveva diventare, negli intenti di tutti i membri, gli Stati Uniti d'Europa, ed invece è diventata inflazione finanziaria e dei popoli.

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