A 10 anni dal 2035, anno in cui l’Unione Europea ha per il momento fissato lo stop alla vendita di nuove auto con propulsori a combustione, la speranza per i sostenitori del motore a scoppio è che arrivi un’apertura per i cosiddetti e-fuel. Conosciuti anche come carburanti sintetici, sono ottenuti artificialmente combinando idrogeno (preso da fonti rinnovabili tramite l’elettrolisi dell’acqua) e anidride carbonica.
Per questo sono considerati a emissioni zero, perché la CO2 emessa durante la combustione è la stessa che è stata tolta dall’ambiente per produrli. La start-up americana Aircela sta provando a rendere questo processo “portatile”, producendo una benzina sintetica partendo da aria, acqua ed energia elettrica rinnovabile attraverso un sistema modulare e compatto, delle dimensioni paragonabili a quelle di un frigorifero domestico.
Il dispositivo dell’Aircela, formato da 3 celle esagonali, una per ogni fase del processo, è in grado di catturare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera grazie a un solvente a base di idrossido di potassio, che reagisce con la CO2 producendo carbonati. Successivamente, un trattamento elettrochimico rigenera l’idrossido di potassio e rilascia anidride carbonica pura, pronta per l’utilizzo nella sintesi. L’idrogeno necessario viene ottenuto dall’acqua attraverso l’elettrolisi e poi è combinato con la CO2 per produrre metanolo.
Il metanolo, grazie al processo Methanol-to-Gasoline conosciuto dagli Anni 70, viene quindi trasformato in benzina, utilizzabile nei motori a benzina senza modifiche, priva di zolfo o metalli pesanti. La produzione non segue un metodo innovativo: ciò che stupisce sono le dimensioni molto ridotte del dispositivo, che lo renderebbero ideale per l’installazione domestica o in luoghi remoti, a cui bastano una fonte di energia elettrica (per esempio una serie di pannelli solari) e l’acqua.
Il problema, come per tutti gli e-fuel, resta relativo al costo energetico di produzione, che si somma a quello economico. Per produrre carburante serve energia, ma solo una parte di questa energia viene sfruttata in concreto per far muovere l’automobile, il resto viene “sprecato”. L’Aircela dichiara che con 75 kWh al giorno di elettricità si possono produrre circa 3,8 litri di benzina, che su un’auto di medie dimensioni consentirebbero di percorrere poco più di 50 km. Un’auto elettrica con una batteria di 75 kWh supera agevolmente i 450 km di autonomia.

















