Sono 75 anni che l’Alfa Romeo fornisce le famose “gazzelle” ai Carabinieri, auto che nella memoria collettiva hanno rappresentato e rappresentano un tassello importante della storia repubblicana. Dalla fuoristrada “Matta” del 1951 alle mitiche Giulia degli Anni ‘60 e ‘70, fino alla velocissima Giulia Quadrifoglio da 510 CV, le auto “in divisa” sono state prima color verde militare e dagli anni 90 nella livrea blu scuro (Blu Lord il nome preciso).

In occasione della presentazione al Museo Alfa Romeo di Arese del libro “Carabinieri e Alfa Romeo - al servizio del Paese” (con testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, curatore del Museo), il comandante generale dell’Arma Salvatore Luongo e Santo Ficili, responsabile dei marchi Alfa Romeo e Maserati, hanno ripercorso alcuni dei momenti salienti della storia d’Italia attraverso la collaborazione tra la casa automobilistica italiana e il Corpo dei Carabinieri.
Una collaborazione che, secondo il Generale Luongo, è simbolo stesso di italianità, che comunica un messaggio di certezza, sicurezza, trasmesso alla popolazione proprio attraverso la presenza sulle strade delle pattuglie dei carabinieri. Durante la presentazione è stato svelato anche il logo commemorativo del 75° anniversario, che unisce i simboli dell’Arma e dell’Alfa Romeo.

Il legame tra la casa di Arese e l’Arma risale al 1951, quando la fuoristrada 1900 M “Matta” (nella foto qui sotto) fece il suo debutto tra le fila dei Carabinieri. Da quel momento il rapporto non si è mai interrotto, con vetture adattate all’uso specifico dei militari sulle strade italiane: dall’Alfetta all’Alfa 90, dalla 75 alla 155, dalla 156 alla 159, fino alla Giulia Quadrifoglio.
Nella sezione “Alfa Romeo in Divisa” al Museo di Arese sono esposti sei modelli rappresentativi, fra i quali proprio una 1900 M del 1954; soprannominata “Matta”, nacque in risposta a un bando del Ministero della Difesa per una fuoristrada 4x4 destinata a sostituire i mezzi alleati post-bellici: era spinta da un quattro cilindri bialbero, configurazione che poi diventerà un classico nei decenni a venire, con 65 CV.

Due le Giulia del secolo scorso: oltre a una Super 1.6 del 1968, la più famosa delle “gazzelle”, spettacolare interprete dei film polizieschi con spericolati inseguimenti nelle vie delle grandi città italiane, c’è anche una Combinata del ‘72, ovvero la versione wagon.
Si prosegue con un’Alfetta 2.0 blindata da 130 CV e con un’Alfa 90 del 1987 e una 75 del 1992 (entrambe 1.8 con 120 CV). In occasione dell’evento al Museo era presente anche un Giulia Quadrifoglio con la trazione integrale Q4 e motore 2.9 V6 da 510 CV in dotazione ai Nuclei Radiomobile che, attrezzata per il trasporto urgente di organi e sacche di sangue, viene utilizzata nelle emergenze











