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Alfa Romeo Giulia GTA: la supercar a forma di berlina

Pubblicato 20 marzo 2020

In questa intervista il responsabile del progetto Fabio Migliavacca ci racconta nel dettaglio la nuova arma da track day del Biscione.

Alfa Romeo Giulia GTA: la supercar a forma di berlina

Tra i “regali” del Salone di Ginevra che non c’è stato, impossibile non parlare dell’Alfa Romeo Giulia GTA e della sua derivata “m”. Un modello semplice-semplice per scaldare i cuori di appassionati e alfisti, certo, ma pure difficile per significato (storico) e obiettivi. Perché da un lato mette le mani nei gioielli di famiglia del Biscione, nel cuore pulsante della sua gloria; dall’altro prova a elevare la già prestantissima Giulia Quadrifoglio donandole prestazioni extra. Che a questo punto devono essere da supercar e degne delle più temute frequentatrici dei trackday. Di questo avremo modo di parlare e discutere non appena la potremo guidare. Oggi ne abbiamo parlato con Fabio Migliavacca (foto qui sotto), head of product marketing Alfa Romeo EMEA: ingegnere dell’auto e di pista, alfista e istruttore di guida; l’uomo che ha tenuto le fila del progetto GTA e GTAm. 

Torna GTA, una sigla storica. Come si mettono le mani su un mito?
Lo abbiamo fatto con enorme cautela e attenzione. GTA è una sigla importantissima per la storia Alfa Romeo. Perché un’Alfa Romeo si possa fregiare di questo nome deve essere una vettura “di sostanza”, un’auto capace per davvero di seguire la filosofia storica della GTA: ovvero gran turismo alleggerita. La nuova Giulia GTA nasce dallo sviluppo di una vettura già ai vertici della categoria, la Giulia Quadrifoglio: siamo quindi intervenuti su tutte quelle componenti che vanno a impattare sul comportamento dinamico dell’auto e sul suo peso con un approccio fuori dagli schemi moderni e del tutto in linea con la tradizione GTA del passato. E della Autodelta.

Come avete gestito i nomi GTA e GTAm? Una volta erano due cose differenti.. 
Ci siamo presi una piccola concessione pur rimanendo fedeli alla tradizione perché anche la Giulia GT Am storica era per certi aspetti una derivata della Giulia GTA. Nel caso della moderna GTAm la “m” sta per “modificata” ed è la sorella strettissima della GTA con caratterizzazioni ancora più estreme come il roll bar e i sedili a guscio. Adatte a un utilizzo estremo.

Parliamo di Autodelta. Si tratta un altro pezzo di storia che ritorna su un’Alfa Romeo moderna. Cosa significa oggi Autodelta per Alfa Romeo? 
Riportare il logo dell’Autodelta sulla nuova Giulia GTA è un tributo a un grande pezzo di storia dell’Alfa Romeo e serve a trasmettere un legame ideale tra il passato e quest’auto. L’Autodelta a suo tempo fu la soluzione per far continuare a correre le Alfa Romeo dopo la chiusura della divisione corse interna. Un approccio di nicchia e da appassionati che la genesi di questa Giulia GTA ricorda in qualche modo, perché è il frutto del lavoro di un piccolo gruppo di tecnici Alfa Romeo che hanno immaginato una versione ancora più estrema della Giulia nonostante - la GTA - non rientrasse nei piani aziendali. Ecco: la similitudine tra questi ‘gruppi di lavoro indipendenti’ di ieri e di oggi ci ha spinto a riportare il triangolo dell’Autodelta sul parafango.

Chi è questo gruppo di appassionati che ha spinto maggiormente per portare alla luce la nuova Giulia GTA?
Di certo il contributo della costola modenese di FCA è stato molto importante. C’era tanta voglia di dimostrare il potenziale dell’Alfa Romeo. C’è poi Alberto Cavaggioni, un’Alfista e appassionato di auto come non è sempre facile trovare, tra i top manager (capo di Alfa Romeo EMEA, ndr). Ma come dicevo nel momento in cui abbiamo presentato l’auto mostrando la solidità della proposta, tutto il team ha appoggiato il progetto. La Giulia GTA è il frutto di veri ‘malati’ di motori, passatemi il termine, e ogni sua singola componente trasuda questa passione attraverso un’attenzione maniacale al dettaglio. È un vero e proprio lavoro di fino che ha regalato tanto orgoglio a tutti gli uomini e le donne che hanno ci hanno lavorato.

Quali sono le differenze tra la Giulia Quadrifoglio e la Giulia GTA?  
La Giulia GTA è l’estremizzazione della Quadrifoglio: è nata per essere sfruttata al massimo, pure nei trackday. Le modifiche più o meno visibili sono molto estese a partire dall’aerodinamica. Oltre al grande alettone, per esempio della Giulia GTAm, sul quale stiamo ancora lavorando per renderlo regolabile e permettere di modificare il carico aerodinamico in base alle proprie preferenze e al tracciato, per la GTA abbiamo completamente ridisegnato il paraurti anteriore e montato un nuovo splitter attivo più grande per bilanciare il maggiore carico aerodinamico posteriore. Abbiamo inoltre allargato le carreggiate di 50 mm davanti e dietro.

Cosa è cambiato nel reparto sospensioni? 
L’allargamento della carreggiata è dovuto ai nuovi cerchi in lega e nuove boccole specifiche. Modifiche che hanno poi portato a un set up dedicato di ammortizzatori e molle. A livello di geometria delle sospensioni sono cambiati solo angoli caratteristici, mentre le varie componenti come i triangoli sono le stesse della Quadrifoglio.

Cosa è cambiato invece sotto al cofano?
Le principali modifiche del V6 a benzina riguardano una nuova gestione del turbo, che consente la gestione di pressioni maggiori, e il sistema di scarico in titanio Akrapovič. La maggiore potenza (540 cavalli contro i 510 della Giulia Quadrifoglio) non sono però solo il frutto di una nuova centralina: per garantire potenza costante e affidabilità anche dopo lunghe sessioni in pista abbiamo ridisegnato i pistoni: il loro raffreddamento adesso è a quattro getti di olio invece che due come avviene sulla Quadrifoglio. 

Quali altri interventi sono stati fatti per sostenere l’utilizzo in pista? 
Per gestire la maggiore potenza del motore abbiamo implementato nuove calibrazioni del cambio e del differenziale. Per quanto riguarda i freni la Giulia GTA utilizza lo stesso impianto carboceramico della Quadrifoglio, risultato più che adeguato anche in pista.

Oltre alla differenze tecniche qual è l’elemento che caratterizza maggiormente le nuova Giulia GTA?
La differenza più grande tra la Giulia Quadrifoglio e la GTA è sicuramente l’esclusività. Chi comprerà una GTA si porterà a casa un pezzo di storia Alfa Romeo. Non comprano semplicemente un badge ma uno sviluppo dedicato e forse, lo dico con un po’ di romanticismo, una delle ultime espressioni completamente meccaniche del Biscione. Entriamo in una nuova era, quella dell’elettrificazione, dove anche se continueremo a cercare la performance e la dinamicità tipica delle Alfa Romeo sarà tutto molto diverso.

GTA tornerà ad essere presenza fissa nella gamma Alfa Romeo?
No, GTA non può essere soltanto un allestimento della gamma perché per essere fedeli al concetto originale di gran turismo alleggerita bisogna applicarlo solo alle auto con prestazioni e doti dinamiche che si possano meritare questa sigla. Ad esempio un’auto come la prossima suv Tonale non sarà declinata in variante GTA.  

Ci sarà un ritorno nel motorsport per Alfa Romeo oltre alla Formula 1?
Al momento no. Pensando alla Giulia GTA mi vengono in mente i tempi del campionato super turismo ma ora tutto è molto diverso. In questo momento stanno avendo un buon successo i campionati TCR e GT4, ma purtroppo non garantiscono i ritorni necessari a giustificare i forti investimenti richiesti. Ovviamente guardiamo con grandissimo interesse e se possibile diamo supporto ai privati come Romeo Ferraris impegnato con la Giulietta nel TCR, ma si tratta di un solo supporto esterno per il quale ad esempio gli forniamo dei dati se ce lo richiedono.

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Ritratto di Andrea Zorzan
20 marzo 2020 - 15:16
Il motore è un'occasione persa.
Ritratto di Vincenzo1973
24 marzo 2020 - 09:43
@Andrea le auto da competizione puntano maggiormente al risparmio di peso (specialmente in questo quando gia la potenza e' notevolissima). 100 kg in meno sono molto meglio di 200 cv in piu
Ritratto di Lyonhaert
20 marzo 2020 - 15:37
Molti la criticano però è bellissima
Ritratto di remor
20 marzo 2020 - 16:34
Quelle sarebbero coupé, comunque...
Ritratto di remor
20 marzo 2020 - 16:52
Veramente ha appena dismesso una vera coupé (non una "semplice" berlina con 2 sportelli in meno). Ciò detto generalista piuttosto che altro oramai oggi più che mai non è che poi chissà cosa comporti a livello di nobiltà di intenti e di realizzazioni... Le hatchback seg.C (premium incluse) sono tutte trazione anteriore. Le seg.D (premium incluse) si è visto benissimamente adottare motori 3 cilindri. Capita anche di vedere condivisioni di motori fra premium e marchi low cost. Poi sì, al marketing, l'allure "premium" farà di certo comodo
Ritratto di remor
20 marzo 2020 - 18:54
Se la progressione normativa non cambia, in verità, fra 10 anni penso che personalmente andrò in giro con un quadriciclo pesante elettrico (quei cosi da max 70-80 km/h). Sul fatto dei mm, poi, l'argomento non attecchisce: qui sopra sui forum siamo tutti angeli
Ritratto di remor
20 marzo 2020 - 18:59
Se si intende che anche nella sua versione top assoluta non riesce comunque a girare meglio di una Giulia semplicemente QV, allora può darsi """una vera coupé premium"""
Ritratto di remor
20 marzo 2020 - 19:23
Quelle sono a trazione anteriore, come già sappiamo chi ... . ..
Ritratto di remor
21 marzo 2020 - 08:02
Le auto vanno considerate in mano a chi le sa sfruttare nel pieno delle proprie potenzialità; per esempio a me se dai il volante di una macchina da formula 1 piuttosto che una punto abarth va a finire che per praticità giro meglio con la fifiatt. Questo un riscontro (il più rinomato fra l'altro), quindi, di auto sfruttate a dovere: https://fastestlaps.com/tracks/nordschleife posizione 64 e 65, identico tempo. Ed Nb si parla della "semplice" Quadrifoglio (né Gta e né tanto meno GTam) contro invece il top assoluto V10 Plus della tedesca
Ritratto di remor
21 marzo 2020 - 10:10
Non ci vuole molto in verità.... Il tempo che va a fare ufficialmente la casa è quello che si può fare in condizioni ottimali e per cui tutto viene scelto in maniera ottimale. Il tempo fatto dalla rivista viène come viène: magari un'auto è stata provata in primavera all'asciutto e un'altra in inverno con asfalto bagnato; quindi 2 tempi fatti su una rivista poi di proprio non dicono nemmanco tanto. E QUESTA E' LA PREMESSA, perché il vero discorso è che tutti poi ti pare che non vanno a provare a fare il tempo nel circuito dei circuiti (parlo del Nurb)? Solo che se il tempo è degno di nota lo renderanno pubblico, mentre in caso contrario faranno come se mai non ci fossero andati. Quindi è un loro problema se poi in quella pista il miglior tempo che quella vettura abbia fatto è quello che risulta dalla lista ufficiale.
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