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Allarme CO2 per i costruttori

10 aprile 2019

Diverse case automobilistiche potrebbero non rispettare i nuovi limiti sulle emissioni di CO2 del 2021. E le multe saranno salate.

Allarme CO2 per i costruttori

SCENARIO PESSIMISTA - I costruttori di automobili europei potrebbero ricevere miliardi di euro di multe per non aver raggiunto gli obiettivi di emissioni di CO2, previsti dal regolamento che entrerà in vigore in Europa nel 2021. Secondo il quale ogni gruppo automobilistico dovrà avere una media di emissioni di tutte le auto dei propri marchi di 95 g/km di CO2. La multa prevista per chi sfora è di 95 euro per grammo di CO2 oltre il limite, moltiplicato per il numero di auto vendute nel 2020 e 2021, anche se il 5% dei veicoli più inquinanti non sarà conteggiato nel 2020. Secondo gli analisti della Jato Dynamics, che hanno fatto i conti, potrebbero essere di 33,6 miliardi complessivi per tutti i costruttori. Per gruppi come PSA e Volkswagen, significherebbe perdere la metà dei profitti, una situazione chiaramente inaccettabile.

EMISSIONI AUMENTATE - Nel 2018 le emissioni complessive di CO2 nei 23 mercati europei analizzati sono addirittura aumentate, passando a 120,5 g/km, rispetto ai 118,1 g/km del 2017. Le cause sono la crescente popolarità delle suv, più pesanti, meno aerodinamiche, e quindi meno efficienti in termini di consumo di carburante rispetto alle loro equivalenti berline, i divieti sui diesel più vecchi in alcune città europee dovuti alla “fuga” dei consumatori dai motori diesel, che emettono più CO2.

L’ERA DELL'ELETTRIFICAZIONE - Nelle tabelle della Jato Dynamics è stato ipotizzato lo scenario più pessimistico al 2021, che si verificherebbe se le cose non dovessero migliorare in questi due anni. E se così fosse per i costruttori sarebbe una vera catastrofe. Infatti, ben consce del pericolo, le case automobilistiche sono al lavoro da anni per trasformare la loro produzione introducendo motori ibridi ed elettrici. E il 2019 e il 2020 saranno proprio gli anni della forte spinta verso l’elettrificazione. Infatti, tutti i modelli di nuova introduzione avranno inevitabilmente una variante ibrida o elettrica: ne sono un esempio la nuova Peugeot 208 che, già all’esordio, prevede nella gamma una versione elettrica, e la nuova Ford Kuga, che ha addirittura due versioni ibride, una normale e una plug-in con batterie ricaricabili dalla presa di corrente. Inoltre, tutti i modelli di nuova introduzione d’ora in poi saranno degli ibridi leggeri e quindi in grado di abbassare le emissioni di CO2. Non sarà facile rispettare i limiti, nonostante tutto l’impegno delle case, quindi delle multe probabilmente saranno inevitabili, ma certamente non dell'entità ipotizzata.



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Ritratto di Alfiere
10 aprile 2019 - 11:58
1
Follia, bisogna iniziare a parlare anche di CO2 emessa nel ciclo produttivo e per le elettriche anche la media della CO2 emessa per KW su base nazionale. Oppure davvero confrontiamo mele e pere.
Ritratto di xtom
10 aprile 2019 - 15:46
E non basterebbe neanche perché le emissioni sono proporzionali alle percorrenze, non al modello, per cui se per assurdo faccio 1.000 Km con una Ferrari probabilmente emetto globalmente nell'atmosfera meno CO2 di una Tesla che fa 10.000 Km
Ritratto di DavideK
10 aprile 2019 - 19:47
Esatto, motivo per cui non ha alcun senso tassare le auto e non i carburanti. Non solo quelli delle auto, ovviamente.
Ritratto di Alfiere
10 aprile 2019 - 19:51
1
Non esattamente. L'impronta ecologica dell'auto sarebbe un valore fisso e dichiarato per ogni automobile, elettrico o termico, ovviamente rapportando ai km percorsi le cose cambiano, ma da un punto di vista scientifico si consente ai consumatori di valutare su parametri corretti. A quel punto un consumatore valuta impronta e inquinamento in uso e sulla base del km fa una scelta sensata.
Ritratto di DavideK
10 aprile 2019 - 20:43
In linea teorica hai ragione, ma allora parliamo del fatto che dovremmo tassare più le auto elettriche (per l'impronta ecologica dovuta alla costruzione delle batterie) di quelle normali. In effetti, per lavorare in modo equo, bisognerebbe farlo, in abbinamento alle imposte sui carburanti - che già esistono ben oltre il dovuto alla causa ecologica. Ovviamente fanno il contrario.
Ritratto di remor
10 aprile 2019 - 12:15
2 cose saltano all'occhio. Primo l'impressionante distacco fra lo ZERO emissioni di Tesla e la migliore delle inseguitrici con ben oltre 100g/Km, come già avuto modo di scrivere ce la farà l'ibrido a tenere il passo delle restrizioni normative sempre più accentuate per chi vorrà tenersi a listino anche Suv - Suvvoni - Ammiraglie e Sportive? Secondo che probabilmente la scelta di Fca di acquisire crediti verdi dalla stessa Tesla per quanto poco combattiva sul versante dell'innovarsi potrebbe rivelarsi come fra le più azzeccate economicamente fra le politiche dei vari gruppi
Ritratto di Zot27
10 aprile 2019 - 12:31
La scelta di Fca è azzeccatissima. Per gli altri sarà un problema trovare partners di sole ev che vendono parecchio
Ritratto di VEIIDS
10 aprile 2019 - 12:51
La scelta più azzeccata però resta quella di GM di uscire completamente dal mercato europeo e farsi addirittura pagare 2 miliardi senza contare tutti i costi pensionistici di Opel. Tanto in Europa vendendo auto si guadagna pochissimo, anzi si perdono un sacco di soldi.
Ritratto di treassi
10 aprile 2019 - 16:35
Più che azzeccata la scelta di FCA è da ultima spiaggia... muoversi con più di un anno e mezzo ad acquistare crediti da Tesla dimostra solo che aveva paura che qualcunaltro li avrebbe comprati prima e che mai e poi mai sarebbe riuscita a rientrare nei limiti vista la situazione tragica dei suoi modelli...
Ritratto di Zot27
10 aprile 2019 - 17:07
hanno 'tolto' la Tesla agli altri
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