TAXISTI AGITATI - Lunedì scorso il traffico dagli aeroporti parigini verso il centro città è stato semiparalizzato a causa di una manifestazione dei taxisti che protestavano contro l’attività di Uber, la società che attraverso una app per gli smartphone fornisce un servizio di noleggio con conducente che fa concorrenza appunto ai taxi. Sulla questione ci sono state diverse prese di posizione, tra cui una di un sottosegretario del governo Valls, il quale ha affermato che la piattaforma Uber ha aspetti fuori dalla legge.
NUOVA LEGGE - Le discussioni e gli scontri verbali avvengono mentre si attende il primo gennaio 2015 quando dovrà entrare in vigore la nuova legge Thevenoud, promulgata il primo ottobre scorso e mirante proprio a regolamentare l’attività delle cosiddette VTC, cioè “voiture de tourisme avec chauffer”, le auto da noleggio con autista. Una legge preparata e approvata in tempi rapidi proprio di fronte alle proteste dei taxisti contro Uber.
SPONTANEISMO E REGOLAMENTAZIONE - La questione si presenta complessa perché Uber propone diverse peculiarità nel panorama delle VTC, in particolare con la piattaforma UberPop, ossia quella che vede protagoniste del servizio non persone che hanno un profilo professionale, ma semplici cittadini che si mettono a disposizione e operano utilizzando la propria vettura per trasportare passeggeri paganti. (che la legge Thevenoud andrà a rinforzare, prevedendo l’obbligo di iscrizione al registro delle VTC, 250 ore di formazione e copertura assicurativa)
MULTE PESANTI - Sull’argomento sono stati tirati in ballo anche le sedi di giudizio statali. Il Tribunale del Commercio di Parigi, per esempio, il 12 dicembre scorso ha emesso una sorta di ordinanza con la quale contesta l’operato di UberPop, intimandogli di “cessare di presentare come lecito il circolare e stazionare sulla via pubblica in attesa di clienti senza essere titolari di una autorizzazione riservata ai taxi…”. Lo stesso provvedimento contesta a Uber il fatto che “una volta terminata la corsa non rientra in sede o in un luogo fuori dalla strada pubblica”.
MANCANO I DECRETI ATTUATIVI - Allo stesso Tribunale del Commercio era stato sollecitato un provvedimento che vietasse l’attività della piattaforma UberPop perché contraria alla legge relativa a questo genere di attività. Il Tribunale però ha rinunciato a emettere una sentenza in quanto la nuova legge che regolamenta la materia, la Thevenoud, prevede il varo di decreti di attuazione, che al momento non sono stati ancora varati (il governo ha annunciato che lo saranno entro il 31, in maniera da rendere possibile la piena applicazione della legge dal primo gennaio).
TANTE SEDI DI DISCUSSIONE - Ma l’atteggiamento pilatesco del Tribunale del commercio non è stato condiviso da altre istanze dello Stato. Sull’altro fronte, il Consiglio di Stato mercoledì 17 dicembre ha annullato un decreto governativo che istituiva un tempo di 15 minuti tra la prenotazione e l’effettuazione di una corsa. Ciò perché l’esecutivo con tale decreto sarebbe andato al di là dello spirito della legge che regolamenta l’attività di VTC.