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Angela Merkel contro i bonus ai manager dell’auto

22 agosto 2017

La Cancelliera tedesca difende i motori diesel e critica le generose buonuscite corrisposte a manager non meritevoli.

Angela Merkel contro i bonus ai manager dell’auto

DA EVITARE - I temi dell’inquinamento e degli incentivi all’acquisto hanno messo l’automobile al centro del dibattito pubblico in Germania, dove il 24 settembre 2017 sono in programma le elezioni federali e la nomina del nuovo Cancelliere. In testa ai sondaggi rimane Angela Merkel (qui sopra in un'immagine di repertorio), al potere dal 2005 e in lizza per il quarto mandato, che ha lanciato un monito alle case automobilistiche e criticato il meccanismo dei generosi bonus assegnati a manager non certo meritevoli: secondo Merkel non è corretto premiare i dirigenti dopo che questi hanno macchiato l’immagine del settore e causato danni alle società che amministrano, costrette ore a spendere grosse somme di denaro per rimediare a scelte discutibili quando non del tutto errate.

60 MILIONI PER WINTERKORN - La Cancelliera ha parlato della questione durante un’intervista con il magazine Bild, spiegando però che non è compito della politica definire i salari ed i bonus che spettano ai manager di aziende private. Il caso più eclatante di bonus ritenuti troppo generosi è quello di Martin Winterkorn, alla guida del gruppo Volkswagen fino al settembre 2015, che avrebbe ricevuto una buonuscita superiore a 60 milioni di euro nonostante fosse alla guida del colosso immediatamente prima che esplodesse lo scandalo sulle emissioni truccate, il Dieselgate, costato all’azienda finora oltre 20 miliardi di dollari e una somma incalcolabile a livello di immagine. La critica di Merkel è rivolta a situazione come questa, dove manager incassano grosse somme pur senza aver fatto il bene dell’azienda.

SECONDO VERTICE - Nel corso dello stesso incontro la Cancelliera ha spiegato che è necessario ripristinare la fiducia nei confronti dei motori diesel, così da limitare la perdita di valore delle auto coinvolte. Secondo Merkel, inoltre, i costruttori hanno commesso grandi errori ma la Germania vuole un’industria forte e intende tutelare le 800.000 persone che lavorano in Germania nella filiera dell’automobile. La Cancelliera si è detta contraria al divieto di circolazione per le auto diesel e parteciperà al secondo vertice sul diesel, dopo quello del 2 agosto, dov’erano presenti i rappresentati delle case automobilistiche e dei Governi federale e statale. 



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Ritratto di CarloMartello71
22 agosto 2017 - 16:28
5
L'unica cosa da evitare sono i prodotti che vengono dal suo paese, sig.ra merkel dei miei stivali.
Ritratto di Porsche
23 agosto 2017 - 09:19
fallo, così scassi di meno.
Ritratto di CarloMartello71
24 agosto 2017 - 20:10
5
Ciao Porcharo, perché invece non ci racconti come procede l'omologazione del Cayenne Diesel in Svizzera?
Ritratto di Edoardo98
22 agosto 2017 - 17:08
5
Spero che la Merkel perda le elezioni, ha davvero stancato, dodici anni consecutivi al governo sono davvero un'esagerazione.
Ritratto di basti73
22 agosto 2017 - 21:37
Noi in compensa abbiamo avuto Monti, Renzi e adesso Gentiloni, tutti rigorosamente NON eletti dal popolo sovrano.
Ritratto di Edoardo98
22 agosto 2017 - 21:43
5
Infatti anche l'Italia è messa male su questo fronte
Ritratto di Dirk
22 agosto 2017 - 22:08
Il trio che ha ulteriormente affossato l'Italia basti73. Fossero almeno stati solo loro... Personalmente ci aggiungerei anche un certo Prodi. Grazie Romano per il passaggio all'euro fatto in maniera 'impeccabile'.
Ritratto di Porsche
23 agosto 2017 - 09:16
certo ora la colpa è di Prodi, mica di un ladrone che pensava a mandarti a casa la calcolatrice (per fare x 2) e nel frattempo i prezzi venivano mandati alle stelle per ingrassarsi....
Ritratto di Vincenzo1973
23 agosto 2017 - 10:25
@basti73 forse e' il caso che ripassi l'elezione del Presidente del Consiglio come avviene secondo la Costituzione...qualcuno qui fa finta di dimenticare il buon Silvio fra quelli che hanno fatto danni
Ritratto di Dirk
23 agosto 2017 - 10:36
Esatto. Monti però non era in parlamento e fu nominato senatore a vita per poi fargli fare il Presidente del Consiglio.
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