ERRORE - Un intero anno di multe, e ora non sa come uscirne. È la storia di R.C., automobilista 59enne disabile, di Magenta (MI), rimasto senza lavoro a causa della malattia. “Nel 2013”, racconta, “ho ottenuto il pass annuale per disabili”, prorogato fino al 2017. Dopo di che, ha iniziato ad accedere all’Area C di Milano pensando di essere in regola grazie alla semplice esposizione del pass sul parabrezza: errore, perché per evitare verbali avrebbe dovuto anche comunicare il corrispondente numero di targa al sistema informatico di controllo.
LE COSE SI COMPLICANO - E la situazione si fa ancora più difficile con il cambio di residenza: “Circa 40 contravvenzioni mi sono state notificate al vecchio indirizzo: quando l'ho scoperto, erano già passate a Equitalia”. Per il periodo settembre-dicembre 2014, R.C. presenta ricorso al prefetto. Che lo respinge, perché l’esposizione del pass non è sufficiente. Ci sarebbe sempre la strada del giudice di pace in appello, ma occorrerebbe sborsare la tassa sul ricorso. Marco Donzelli, del Codacons Lombardia, spiega al Corriere della Sera: “Siamo in contatto con Equitalia, ma la questione è complessa, dovrebbe intervenire il comune di Milano, riconoscendo la buona fede dell’automobilista. Per un errore, non ci si può ritrovare in una simile giungla. Passi per la prima volta: ma, appurato che la persona non sapeva di essere in difetto, è assurdo multarla 144 volte per lo stesso motivo. L'amministrazione dovrebbe agire in autotutela e revocare le sanzioni”.