ATTIVI DAL 28 SETTEMBRE - Sono l'incubo degli automobilisti: basta passare di poco il limite di velocità o entrare in un centro storico “vietato” alle auto e l'autovelox ti “becca” senza possibilità si replica. Ora però è arrivata un'altra versione del "simpatico" marchingegno, quella che fotografa le auto sospette di esportazione o importazione illecita di capitali. Richiesto e messo a punto dalla Guardia di Finanza, questo autovelox, è attivo dal 28 settembre presso le frontiere di tutto l'arco alpino ed ai confini con la Repubblica di San Marino.
CONSERVATE PER 15 GIORNI - Questi sistemi di rilevamento elettronico vengono montati sui furgoni delle fiamme gialle e “permettono di riprendere i numeri di targa di tutti i veicoli transitanti presso una determinata area stradale". Nessun volto verrà dunque “ripreso” ma solo le targhe dei veicoli e le immagini verranno conservate per un massimo di 15 giorni.
CI SONO I CARTELLI- Come per gli altri autovelox quando sulla strada saranno presenti queste tecnologie, ci sarà una specifica segnaletica ad informare i conducenti del tipo di controllo in corso.
CI SARÀ UN ARCHIVIO - Attraverso gli “autovelox fiscali”, sarà possibile creare un archivio di auto sospette nei confronti delle quali i finanzieri potranno operare il controllo vero e proprio, sia al momento del transito in dogana, sia al di fuori degli spazi doganali.




