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Aston Martin: arrivano capitali freschi da nuovi azionisti

di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 31 gennaio 2020

Entra nella compagine societaria un fondo capitanato da Lawrence Stroll, che investirà circa 500 milioni di sterline.

Aston Martin: arrivano capitali freschi da nuovi azionisti

NUOVA LINFA - In crisi di vendite e con bilanci in rosso, la storica casa inglese Aston Martin (specializzata in auto sportive e di lusso) prova a risollevarsi attraverso un riassetto societario: è notizia delle scorse ore che il 16,7% delle sue azioni è stato rilevato da dal fondo Yew Tree Overseas guidato dal canadese Lawrence Stroll, uomo d’affari la cui fortuna supera i 2 miliardi di dollari, accumulati per lo più nel campo della moda. Stroll, inoltre, è anche un grande appassionato di motori e nel 2018 ha rilevato la scuderia Force India di Formula 1, poi ribattezzata Racing Point (vi corre il figlio Lance).

CAPITALI FRESCHI - La Yew Tree Overseas investirà complessivamente 500 milioni di sterline (pari a 596 milioni di euro): 182 milioni di sterline per acquistare subito 45,6 milioni di azioni, valutate ciascuna 4 sterline, mentre 318 milioni di sterline saranno “iniettati” nella casa inglese dopo la pubblicazione dei risultati finanziari preliminari per il 2019, quando Stroll (che diventa presidente dell'Aston Martin) e soci dovrebbero entrare in possesso di altre quote. Nell’accordo rientra anche un prestito immediato di 55,5 milioni di sterline, che serviranno alla casa di Gaydon per avere maggiore liquidità e preparare il via alla produzione della suv di lusso DBX, un modello fondamentale per il quale sono già stati raccolti 1.800 ordini. Attualmente l’Aston Martin è di proprietà del fondo italiano Investindustrial e del kuwaitiano Adeem Investment, ma una minima delle azioni è detenuta anche dalla tedesca Daimler.  

TORNA IN FORMULA 1 - L’accordo apre nuove prospettive all’Aston Martin, che a partire dal 2021 e per 10 anni darà il suo nome alla scuderia di Formula 1 Racing Point, tornando così nel circus come team ufficiale dopo le stagioni 1959 e 1960. Nel 2020 la casa inglese continuerà ad essere sponsor della Red Bull, con la quale proseguirà lo sviluppo della hypercar stradale Aston Martin Valkyrie, le cui prime consegne ai clienti sono previste per fine 2020. 

RITARDATO L’ELETTRICO - L’Aston Martin ha deciso inoltre di posticipare a dopo il 2025 gli investimenti per modelli elettrici, mettere in stand by il rilancio del marchio di lusso Lagonda (se ne parlerà dopo il 2025) e fermare il programma della berlina elettrica Rapide E, che avrebbe dovuto essere in consegna dal 2020. Confermati i progetti già avviati, come le V12 Speedster e DBS GT Zagato, oltre alla supercar Valhalla (per il 2022), la sportiva a motore centrale Vanquish (dopo la Valhalla) e il sistema ibrido basato su un motore V6. Ogni anno, infine, l’Aston Martin dovrà risparmiare 10 milioni di sterline.





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Ritratto di v8sound
31 gennaio 2020 - 11:18
cit. "L'elettrico partirà dal lusso, sarà poi la moda, la moda, la moda e tutti vorranno solo quello".
Ritratto di Giuliopedrali
31 gennaio 2020 - 17:33
Uguale è stato per i V8 in USA almeno dagli anni 50/60 in poi, prima era abbastanza raro anche là, erano più diffusi i 6 cilindri, lo stesso le SUV che all'inizio erano solo le Range Rover o le SW che erano le inarrivabili Volvo...
Ritratto di v8sound
31 gennaio 2020 - 17:49
Passare da un 6 cilindri ad un V8 è un valore aggiunto, per una sportiva o granturismo passare da un V8 ad un elettrico è una caduta di stile.
Ritratto di Giuliopedrali
31 gennaio 2020 - 18:42
Allora le Tesla, le Taycan o le Pininfarina sono cadute di stile, non parlo di queste auto qua dove mi sembra già evidente dove si andrà a finire, invece di un turbodiesel anni 80 si passerà all'elettrico, ma di SUV premium.
Ritratto di v8sound
31 gennaio 2020 - 19:02
Ripeto: per una sportiva o granturismo passare da un V8 ad un elettrico è una caduta di stile. Taycan venderà forse 1/10 rispetto alla Panamera, Pininfarina è in serie limitatissima e comunque molto meglio se l'equipaggiavano con un V12 aspirato.
Ritratto di Giuliopedrali
1 febbraio 2020 - 08:58
A parte che non credo, dalle ordinazioni e considerando la mentalità che c'è oggi non credo proprio, in ogni caso quelle sono nicchie, io parlo sempre della nicchia tra 50 / 90.000 Euro di SUV (soprattutto) fascia dove già oggi Tesla, Lexus con l'ibrido, le poche elettrificate plug-in molto costose sono in quella categoria o anche BYD, Nio o Weltmeister hanno successo, (sopra e sotto quella fascia no).
Ritratto di v8sound
1 febbraio 2020 - 09:14
Ma infatti Giulio io mi riferivo a sportive e granturismo, tipo appunto le Aston ma anche le nostrane Maserati, mettiamoci poi le Mercedes AMG GT e Corvette, beh per questi modelli il V8 è d'obbligo, elettriche non avrebbero alcun senso, anche se fossero progetti diversi e specifici di supercar EV. Poi sui SUV se ci mettiamo insieme pure gli ibridi, allora credo che tra 5 anni saranno l'80% ad essere elettrificati, solo che 9 su 10 saranno ibridi o ibridi plug-in, mentre 1 su 10 EV.
Ritratto di pierfra.delsignore
4 febbraio 2020 - 21:09
4
E' l'evoluzione l'elettiro è il futuro remoto, prossimo è l'ibrido
Ritratto di pierfra.delsignore
4 febbraio 2020 - 21:10
4
E' sempre stato così per ogni innovazione, l'ABS la hanno montata su una Klasse S mica su una Ritmo
Ritratto di Blablabla
31 gennaio 2020 - 11:25
Secondo Yahoo Finanza ogni azione ne vale 480.30, però non so se sterline o euro. Se no con 4 sterline ad azione chiunque ne può comprare.
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