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Aston Martin Rapide E: primi giri sul circuito di Monaco

14 maggio 2019

L’Aston Martin Rapide E, la prima elettrica della casa inglese, ha fatto il suo debutto pubblico in occasione dell’ePrix di Monaco.

Aston Martin Rapide E: primi giri sul circuito di Monaco

STILE ASTON - L’Aston Martin Rapide E, la prima elettrica della casa inglese, presentata ufficialmente al Salone dell'auto di Shanghai, ha fatto il suo debutto pubblico in occasione dell’ePrix di Monaco dello scorso fine settimana. La vettura, guidata dal tre volte vincitore della 24 ore di Le Mans, Darren Turner, ha quindi sfilato per le storiche strade del circuito cittadino, partecipando a due sessioni dedicate e mettendo a dura prova le sue doti dinamiche, oltre che alla potenza del motore elettrico. Esteticamente la Rapide E è del tutto simile alle altre Rapide, presentandosi come una coupé a cinque porte con delle linee fluide e i classici stilemi iconici dell’Aston Martin, come ad esempio la grossa griglia anteriore a nido d’ape.

LA POTENZA NON MANCA - Oltre ad opportuni accorgimenti aerodinamici, introdotti per migliorare le prestazioni e l’efficienza energetica, l'Aston Martin Rapide E, sviluppata congiuntamente con la Williams Advanced Engineering (società che nasce da una costola di quella presente in Formula 1), ha un impianto elettrico e una batteria a 800 Volt, quest’ultima con una capacità di 65 kWh, costituita da oltre 5600 celle cilindriche agli ioni di litio in formato 18.650. La batteria, custodita in un involucro in fibra di carbonio e Kevlar, è collocata nel vano anteriore, ossia nel posto dove solitamente alloggia il V12 da 6,0 litri della Rapide, ed alimenta la coppia di motori elettrici che azionano l'asse posteriore, garantendo una potenza di 601 CV e una coppia di 950 Nm. Il sistema di raffreddamento dell’auto è in grado di tenere sotto controllo la temperatura dei motori elettrici e della batteria.
 
PRODUZIONE LIMITATA - Prodotta in soli 150 esemplari, le ultime assegnazioni per l’Aston Martin Rapide E sono ancora disponibili con prezzi su richiesta. La produzione inizierà nel quarto trimestre del 2019 nel nuovo stabilimento di produzione della Aston Martin Lagonda a St Athan, in Galles.

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Ritratto di Gwent
14 maggio 2019 - 12:00
2
Già non mi piace la normale ma almeno li c'è un V12, questa la vedo come un barcone pesantissimo che non gode delle tecniche costruttive della Model S (la quale, essendo interamente in alluminio, mitiga con la leggerezza del corpo macchina, la pesantezza delle batterie. Inoltre le Tesla hanno il "Frunk" che qui mi pare di capire assente perché il vano motore lo hanno riempito con la enorme batteria (posizione a mio avviso non idonea per la ripartizione dei pesi perché la perfezione la si raggiunge montandola al centro del pianale come fa Tesla in modo da abbassare il baricentro e concentrare il peso nella parte centrale dell'auto infatti non è un mistero che le Tesla mostrino doti dinamiche incredibili e irragiungibili da qualunque altra auto elettrica). Questo naturalmente imho e con rispetto parlando. Un saluto. Il Gwent.
Ritratto di Raffaelorenz
14 maggio 2019 - 15:37
Altre auto elettriche hanno le batterie sotto il pianale nella parte centrale, non capisco dove sta la novità della Tesla.
Ritratto di Gwent
14 maggio 2019 - 19:49
2
Peccato non possano vantare le doti dinamiche delle Tesla e la sua autonomia. Inoltre pare che un grande gruppo (quello si) abbia acquistato in incognito una Model 3 e dopo averla smontata si siano resi conto A) Che le loro piattaforme sono inferiori B) Che ingegnerizzare e costruire piattaforme del livello di Tesla le manderà in forte perdita e dovranno solo sperare di venderne il meno possibile delle loro elettriche costruite solo per le circostanze (abbassare la media della co2 in modo notevole per evitare le sanzioni). Questo naturalmente imho e con rispetto parlando. Un saluto. Il Gwent.
Ritratto di Raffaelorenz
14 maggio 2019 - 15:40
Inoltre non capisco perché le batterie al centro dovrebbero dare doti dinamiche "incredibili”.
Ritratto di Gwent
14 maggio 2019 - 19:58
2
Più concentri il peso nella parte centrale della vettura, maggiore sarà la perfetta ripartizione dei pesi non a caso molte sportive come la Lexus LFA montano un motore anteriore talmente arretrato da essere considerato anteriore/centrale e cosi fanno le sportive a motore posteriore il quale non è mai realmente posteriore ma posteriore/centrale. Grazie all'assenza del motore termico in Tesla hanno potuto quadrare il cerchio p perché con l'alloggiamento delle batterie, le quali avendo una posizione regolare e compatta sono facilmente installabili dove più si desidera,hanno ripartito i pesi nel migliore dei modi possibili. Un saluto. Il Gwent.
Ritratto di neuro
14 maggio 2019 - 13:03
per le dimensioni dell'auto una batteria da 65 kWh è veramente piccola a poi quanta autonomia avrà?
Ritratto di Gordo88
15 maggio 2019 - 00:06
Circa come quella della porsche taycan che difatti ha anche lei la tecnologia a 800volt( ricariche più rapide)
Ritratto di Raffaelorenz
14 maggio 2019 - 15:35
Leggendo l’articolo pensavo che questa auto elettrica potrebbe andare bene come auto dimostrativa, come laboratorio tecnico, pacco batterie montato anteriormente e motore posteriore, inutile griglia anteriore, forme identiche al modello endotermico esistente, invece la vogliono anche vendere. Senza parole.
Ritratto di Giuliopedrali
14 maggio 2019 - 19:25
Potevano fare un auto nuova e magari più comoda, versatile, preferisco la Lagonda Taraf più elegante a questa troppo estrema Rapide.
Ritratto di ManuF
15 maggio 2019 - 14:10
ragazzi, domanda da ignorante (quale sono): ma coi motori elettrici, qual è la differenza tra un costruttore e un altro a livello di "blasone"? Ovvero, coi termici un Ferrari è ovviamente più complesso e raffinato di un Fiat..ma qui, oltre che impacchettare batterie e sviluppare software di controllo, cosa c'è?
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