DIETA DRASTICA - Due miliardi di euro all'anno: a tanto ammonta il taglio dei costi che, secondo i bene informati, l'
Audi è intenzionata (o forse, semplicemente costretta) a realizzare. Secondo quanto riporta l'agenzia
Bloomberg, la riduzione è necessaria per salvaguardare i margini di profitto, e andrà a intaccare la produzione, gli acquisti e la ricerca e sviluppo. Il ceo dell'Audi, Rupert Stadler, a luglio, aveva parlato in una lettera ai dipendenti di un “programma di fitness”, riferendosi ai
costi di sviluppo dei veicoli elettrici e dei sistemi di guida autonoma. Ma nessun commento legato all'eventuale riduzione di costi ha poi fatto seguito.
FORZIERE DELLA VW - L'Audi è da tempo il forziere del gruppo Volkswagen, quello che garantisce con Porsche gli utili veri e i migliori margini di profitto: nel 2014 ha lanciato o ristilizzato qualcosa come 17 modelli, e ha come target dichiarato la BMW. Per i prossimi cinque anni il suo budget ammonta a 22 miliardi di euro: il 70% della spesa è ripartito tra tecnologia e nuovi prodotti. Tra i progetti più ambiziosi, una R8 elettrica: una vedette tecnologica che non costerà certo poco, nel caso, sviluppare.
PARTITA A TRE - BMW, si è detto: a livello globale, la casa di Monaco è risultata la migliore in termini di vendite nel 2013 con 1,66 milioni di auto, con Audi seconda a quota 1,58 e Mercedes terza a 1,46. I numeri dimostrano quanto la competizione sia serrata, e tanto Audi quanto Mercedes puntano alla vetta entro la fine del decennio. Il trend è in crescita, trainato da Cina e Nord America: a Inglostadt si pensa a 1,7 milioni di auto come obiettivo per il 2014, grazie alla nuova TT e alla A3 Sedan, apprezzata proprio nei mercati di riferimento - molto meno in Europa. Ma, oltre ai volumi, saranno i margini operativi a contare: e quelli si ottengono (anche) con un “programma benessere” che fa rima con “dieta drastica”.