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L’auto connessa secondo la Seat

28 febbraio 2017

Al World Mobile Congress di Barcellona, il presidente della Seat Luca de Meo delinea le strategie della casa per l’auto connessa e la mobilità del futuro.

L’auto connessa secondo la Seat

ECOSISTEMA DIGITALE - Per trasformare l’auto in uno smartphone su ruote, la Seat sta costruendo un “ecosistema digitale” che coinvolge ricerca e test nella viabilità della metropoli catalana. Per offrire servizi di connettività avanzata (vedi qui), infatti, la casa parte da una base tecnologica sviluppata nei poli di ricerca del gruppo Volkswagen, ma (come ha spiegato Luca de Meo, presidente della Seat) ha intenzione di ritagliarsi un ruolo complementare sviluppando soluzioni innovative per integrare le tecnologie della vettura con quelle di mobilità urbana. 

ALLA PROVA NELLA SMART CITY - E quale miglior laboratorio di Barcellona, ritenuta la prima smart city del mondo davanti a New York, Londra, Nizza e Singapore dalla Juniper Research (una delle principali società di analisi del settore digitale e della tecnologia)? Oltre alle “app” per sfruttare servizi e divertimenti, la metropoli catalana ha reti di sensori: da quelli che tengono sotto controllo il livello di rumore nelle zone critiche a quelli che segnalano ai mezzi della nettezza urbana che i cassonetti della spazzatura sono pieni. Ma da decenni la sfida è il traffico, che nelle ore di punta può far salire del 50% la durata di un percorso: ciò ha portato a ridisegnare la viabilità, utilizzare semafori intelligenti, riprogettare la rete di trasporto pubblico e a installare 480 colonnine di ricarica per le auto eletriche. 

LABORATORIO METROPOLITANO - La cooperazione con la città, siglata in dicembre tra Luca de Meo (nella foto più in alto) e il sindaco Ada Colao, prevede l’apertura in aprile di un centro di ricerca per lo studio di software che dialoghino con le infrastrutture urbane. Da aprile, Metropolis:Lab Barcelona si aggiungerà agli analoghi centri già operativi in Germania (Berlino, Monaco di Baviera, Wolfsburg) e in California (San Francisco): avrà sede al Pier01, incubatore di startup situato nel quartiere della Barceloneta. La “squadra”, formata da 23 specialisti (in futuro, 50), comprende ingegneri, sviluppatori e analisti di dati: il loro compito è facilitare l’interazione tra veicoli e cittadini nel contesto urbano, realizzando software e algoritmi per i servizi di mobilità basandosi su dati reali raccolti dalle vetture, dalle infrastrutture della smart city e dai flussi dei pedoni. 

MINIFLOTTA DI ELETTRICHE - Per condurre test anche sul car sharing, la Seat metterà a disposizione dei circa 1000 ricercatori dell’incubatore di startup Pier01 dieci Mii elettriche (il prototipo è stato presentato al Salone, foto qui sopra). Le vetture utilizzano la tecnologia Digital Access, sviluppata per ambienti di economia collaborativa, che per accedere alle vetture non richiede la chiave ma lo smartphone.

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