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Auto elettriche: critiche anche dal presidente della Bosch

di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 23 dicembre 2020

Dopo la presa di posizione del presidente della Toyota, anche Franz Fehrenbach ha messo in dubbio le scelte dei legislatori.

Auto elettriche: critiche anche dal presidente della Bosch

NUOVE CRITICHE - Per rispettare le sempre più stringenti norme anti smog, tutti i principali costruttori di automobili hanno deciso di investire nella mobilità elettrica e ora sono pronti a lanciare sul mercato decine di nuovi modelli. Questo insomma è un momento di svolta per il settore dell’auto, che dopo oltre cento anni si sta allontanando dal petrolio, ma c’è chi mette in dubbio alcuni capisaldi di questa transizione energetica, sostenuta attivamente dalle autorità a livello globale. E così, dopo la dura presa di posizione del presidente della Toyota (qui per saperne di più), si è fatto avanti anche Franz Fehrenbach (nella foto sopra), presidente del consiglio di sorveglianza della Bosch, primo fornitore mondiale di componentistica, già con forti interessi anche nelle tecnologie per le auto elettriche. 

CONSIDERARE L'INTERO CICLO - Nel corso di un’intervista al quotidiano tedesco Stuttgarter Nachrichten, Fehrenbach ha puntato il dito contro le autorità europee, accusate di preferire unilateralmente le auto a batterie: le elettriche sono sostenute perché ad impatto zero in termini di emissioni di anidride carbonica, è il suo ragionamento, ma soltanto perché le autorità non considerano le emissioni generate nel produrre l’energia elettrica con cui ricaricare le batterie, che arriva in prevalenza da fonti fossili. Per rafforzare tale discorso, Fehrenbach ha citato anche gli inquinanti processi con cui vengono estratti i materiali presenti in natura ed utilizzati per le batterie. La posizione di Fehrenbach è chiara: le auto elettriche non inquinano su strada, ma non sono comunque ad impatto zero per l’ambiente. 

MANCANO LE COLONNINE - Fehrenbach ha preso in considerazione anche l’attuale scenario di mercato, sostenendo che molti Paesi non sono ancora pronti per la mobilità elettrica di massa, a partire dalla Germania: la VDA, l’associazione tedesca delle case automobilistiche, sostiene che andranno creati mediamente 2.000 punti per la ricarica a settimana, in modo da raggiungere l’obiettivo di 1 milione entro il 2030, ma attualmente si procedere al ritmo di 200 a settimana. E questo avviene in Germania, ha puntualizzato Fehrenbach, un Paese più avanti di altri nell’incentivare la diffusione delle auto elettriche, dunque il ritardo infrastrutturale potrebbe essere maggiore in altre nazioni.





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Ritratto di Giuliopedrali
23 dicembre 2020 - 17:45
Probabilmente questi che lavorano nell'industria se ne intendono di più dei vari legislatori (europei poi...), però penso che con leggi sbagliate avremo auto ancora più spettacolari, più vincoli e concorrenza secondo me producono auto molto più innovative e originali, basta col carry over dell'Opel Astra...
Ritratto di 19andrea81
23 dicembre 2020 - 17:56
Non dico che sta sbagliando, però lui ha tutto l'interesse che le cose rimangono come ora o che almeno cambi più avanti possibile
Ritratto di Danza
24 dicembre 2020 - 13:30
Ma sai di quale gruppo stai parlando? Forse ti confondi con i peracottari di casa nostra...
Ritratto di impala
27 dicembre 2020 - 06:18
... si, siamo parlando dello gruppo impegnato nello dieselgate ... pense che questa gente sia veramente onesta ??? ... ma dai
Ritratto di Ferrari V12 6-5L
27 dicembre 2020 - 11:20
Di nessun gruppo in particolare, ma con tutte le componentistiche che la bosch ha in ogni macchina di quasi tutti i gruppi, perderebbero miliardi all'anno.
Ritratto di Flynn
23 dicembre 2020 - 18:23
Mah... questa dichiarazioni mi lasciano sempre più basito. Se non c’è richiesta che senso ha installare le colonnine.... Ma sopratutto: quando si parla di batterie solo quelle delle BEV inquinano. Quelle delle ibride invece sono biodegradabili?
Ritratto di Almeron771
24 dicembre 2020 - 18:14
Prima si creano le infrastrutture, poi si diffondono le auto non viceversa, vendere auto elettriche senza una struttura seria di ricaricz sarebbe come voler vendere auto senza aver costruito le strade.
Ritratto di Flynn
24 dicembre 2020 - 20:20
Viceversa non penso che si siano diffusi prima i distributori delle automobili. Occorre, certo, proporzionalità. Ma se le infrastrutture saranno carenti rallenteranno la diffusione delle elettriche riequilibrando la domanda/offerta.
Ritratto di Almeron771
25 dicembre 2020 - 08:03
Non è un paragone fattibile, quando da ragazzino mi muovevo in luoghi dove non c'erano distributori con mio padre, negli anni 50, soprattutto all'estero, ci portavamo due tre taniche di benzina e via....adesso che devo fare? Portarmi un gruppo elettrogeno?
Ritratto di Flynn
25 dicembre 2020 - 10:51
Nessuno ti obbliga, oggi, a comprare e utilizzare un’auto elettrica. Quest’anno ne sono state vendute più di 25.000 . Sono tutte ferme in garage?
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