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Effetto crisi: in calo gli italiani intenzionati a comprare un’auto nuova

03 settembre 2010

Secondo l’Osservatorio Findomestic, diminuisce il numero delle persone che prevedono di acquistare un’automobile nuova nei prossimi tre mesi. In calo anche il budget che si è disposti a stanziare per l’acquisto della vettura.

MEGLIO DI SECONDA MANO - Gli italiani continuano a preferire le auto di seconda mano. I dati sulle intenzioni di acquisto raccolti dall’Osservatorio Findomestic parlano chiaro: ad agosto, il 4,3% del campione prevedeva l’acquisto di una macchina usata nei prossimi tre mesi, contro il 3,5% di luglio e il 3,4% dell’agosto 2009. Per contro, diminuisce la quota di italiani che intende puntare sul nuovo: dal 4 al 3,8% su base mensile, quasi un paio di punti percentuali al di sotto dell’agosto 2009. Una situazione in linea con i dati di vendita, che hanno visto il numero delle nuove immatricolazioni in agosto crollare del 19,3% rispetto allo stesso mese del 2009, a fronte di un aumento dell’8,7% dell’usato.

SCENDE LA FIDUCIA - La tendenza era prevedibile. Con la crisi economica alle calcagna, molti italiani saranno infatti costretti a rinunciare alla macchina nuova. Cercando inoltre di spendere meno. Sempre la banca specializzata nel credito al consumo registra un calo della propensione di spesa per acquistare l’auto. Tanto più che soltanto 1,3 italiani su 10 pensano di riuscire ad aumentare il proprio risparmio nei prossimi 12 mesi. Così, se per un usato a luglio si era disposti in media a sborsare al massimo 7.578 euro, ad agosto non si vorrebbero sforare i 6.884 euro. In calo anche il budget messo a disposizione della macchina nuova: dai 17.944 euro di luglio ai 17.387 euro di agosto.



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Ritratto di Guido S
3 settembre 2010 - 17:56
Ecco perchè devono mettere più auto low cost.....!!!
Ritratto di tomkranick
3 settembre 2010 - 18:00
Il fatto è che i prezzi delle auto salgono e gli stipendi rimangono gli stessi .Avessero convertito in euro anche quelli non ci sarebbe stato questo calo.
Ritratto di Guido S
3 settembre 2010 - 18:09
Hai perfettamente ragione!!!!e chi vuole farsi il "macchinone" deve fare prestiti con qualche finanziaria o banca ed indebitarsi fino al collo!!!e dire che una volta c'era l'usanza di comprare le auto in contanti.....!!
Ritratto di bubu
3 settembre 2010 - 18:52
Giusto!
Ritratto di pietro 9
6 settembre 2010 - 10:15
Tutto è schizzato alle stelle...i prezzi delle auto sono aumentati tantissimo...ma purtroppo gli stipendi sono rimasti bassi...ed è logico che uno prima di cambiarsi l'auto ci pensa un paio di volte...e allora li la tiene diversi anni sino a quando l'auto ha le forze per andare avanti...e le immatricolazioni calano...
Ritratto di bubu
3 settembre 2010 - 18:54
a dire il vero quest'anno ne ha viste poche di auto del 2010.. c'è stato un boom tra 2007 e 2009 con gli ecoincentivi e poi è tornata la crisi.. d'altronde gli ecoincentivi mica potevano rimanere in eterno...
Ritratto di audi94
3 settembre 2010 - 19:32
1
se magari la gente avesse più soldi penso che li userebbe comprando qualsiasi cosa dalle case alle automobili agli elettrodomestici e così via... se si continuano a mandare in cassa integrazione e a licenziare operai, questi non comprano e se i consumatori non consumano più anche le industrie vanno in crisi... se l'industria dell'auto in italia continua a registrare dei ribassi è perchè ha scelto di tagliare il costo del lavoro e aumentare il prezzo dei prodotti...
Ritratto di Nicolvs
3 settembre 2010 - 21:10
E' inutile lamentarsi del fatto che la gente non compra...come ho visto sopra scritto giustamente...finchè si lavora a 800/850 euro al mese se va di lusso quasi (parlo per me) come posso pensare di cambiare la mia povera punto...oramai penso mi cadrà a pezzi a breve, è dal "96 che è in strada...ma finchè è cosi l'ultima cosa che riuscirò a fare è un finaziamento...
Ritratto di cyftm
4 settembre 2010 - 11:49
dacia per tutti!
Ritratto di cooper
5 settembre 2010 - 10:18
perchè rapporto qualità/prezzo è sproporzionato. seppur a basso costo, dovrebbe costare ancora meno per la scarsità di dotazioni e soprattutto pessima qualità del prodotto.
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