AUTO, UN BENE TARTASSATO - Che l'auto sia un bene pressoché indispensabile è cosa nota, così come è altrettanto chiaro che rappresenta uno dei primi oggetti di tassazione governativa quando si tratta di rimpolpare le casse dello Stato. Stavolta, però, pare che gli italiani la usino con più criterio: lo dimostra uno studio Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), che registra il 7,2% del traffico autostradale in meno tra il 2012 e l'anno precedente.
SI VIAGGIA MENO - Si usa meno l'auto, insomma: il dato sembra essere perfetto frutto della
crisi economica in cui versa l'Italia. Il mercato auto è in sofferenza: -19,9% nel 2012, con un numero di immatricolazioni che riporta ai livelli del 1979. I carburanti, dopo avere sfiorato lo scorso anno quota 2 euro al litro, sembrano apprestarsi a subire il solito rialzo estivo (
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UN BENE DI LUSSO - Secondo Fabrizio Palenzona, Presidente di Aiscat, la crisi ha influito “sulle le prospettive future, in termini di flusso di traffico, finanziabilità delle opere, capacità di impegno della spesa pubblica sempre più limitata”. Facile, quindi, pensare all'aumento delle tariffe da parte delle società concessionarie per compensare i mancati introiti da diminuzione del traffico. Il rischio è che, se così fosse, le autostrade diventerebbero veri e propri beni di lusso.
ALLUNGARE LE CONCESSIONI - Per scongiurare questa eventualità, l'Aiscat ha chiesto al Governo “di accorpare le concessioni esistenti e allungarne le scadenze, per diluire l'impatto tariffario, come hanno fatto altri Paesi europei”. Questo progetto, tuttavia, non coinvolgerebbe la concessionaria più grande per estensione della rete, Autostrade per l'Italia. Un rebus da risolvere in fretta, cui si aggiunge un ulteriore interrogativo: e se gli italiani, per fare quadrare il bilancio, avessero riscoperto statali e superstrade?