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Batterie: il futuro è nel grafene?

18 agosto 2014

Le nuove batterie al grafene, che vengono studiate anche in Italia, promettono ricariche super-veloci degli accumulatori e maggiore autonomia.

Batterie: il futuro è nel grafene?
25% IN PIÙ - La frontiera per le batterie si chiama grafene? Secondo i ricercatori, potrebbe esserlo: si parla di un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo) con una durezza equiparabile al diamante. Il grafene è stato scoperto nel 2004 da due ricercatori russi: è flessibile, impermeabile e, per quanto riguarda i ricercatori italiani dell’Istituto di Tecnologia di Genova, è un conduttore elettrico. Con un risultato diretto: il prototipo di una batteria che, grazie ad un anodo trattato con il grafene, garantisce un’efficienza superiore del 25% rispetto a una tradizionale batteria al litio.
 
HA FRUTTATO UN NOBEL - La tecnologia è tutta italiana: con il team genovese lavorano in tandem il CNR e i ricercatori de La Sapienza di Roma, anche se - per evitare i soliti campanilismi - l'idea di base è dei due fisici russi, Geim e Novoselov, che nel 2010 hanno vinto il Nobel per la Fisica dopo avere realizzato un transistor in grafene. Di sicuro, parlando di pile, quella su base grafene di paternità italiana è pronta per lo sviluppo industriale. I maggiori campi di applicazione di queste future batterie sono l'elettronica di consumo e l’automobile.
 
SUPER-RICARICHE - Il grafene ha ottime proprietà di robustezza e flessibilità (un buon viatico per ricavare batterie di forma variegata), e non perde le sue proprietà anche con torsioni del 40%: per quanto riguarda l'automotive, il prototipo italiano, dichiaratamente, “in prospettiva apre la strada allo sviluppo di batterie che si potrebbero ricaricare nell’arco di minuti, non ore”. Il prossimo passo è di carattere industriale: trovare un fornitore che abbassi il prezzo unitario. Detto e fatto: il maggior produttore europeo con 30 tonnellate annue è la Directa Plus di Lomazzo, nella bassa comasca. E se per una volta il connubio ricerca-industria tricolore si rivelasse vincente?


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Ritratto di mecner
19 agosto 2014 - 12:28
Sono 10 anni che i nostri ricercatori ci stanno lavorando. Silenzio, solo silenzio. Quando si dice lo Stato NEMICO................dei cittadini
Ritratto di Porsche
19 agosto 2014 - 13:08
25% in più mi sembra pochino (rispetto ai concorrenti) ma almeno si progredisce. "E se per una volta ?" No, non è per una volta, l'italia della componentistica è presente e forte, grazie sopratutto alla domanda dei giganti tedeschi che ne hanno garantito la vita in questi anni bui per il paese italia. Se avessimo avuto noi un gigante, almeno uno, dell'auto forse a quest'ora non saremmo messi così. La mia paura è che se Marchionne non spinge sull'auto elettrica come sta facendo Winterkorn-Merkel ed i vertici di Bosch ormai da un decennio inoltrato, ci troviamo ancora nella medesima situazione attuale. Ci vuole più coraggio, anche nell'industria.
Ritratto di gattoporco99
1 settembre 2014 - 16:06
PORSCHE PRIVO DI MENTE

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