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Le auto del futuro avranno le batterie "ad aria"

30 novembre 2009

Promettono costi contenuti, dimensioni ridotte e minori danni all'ambiente. Potrebbero arrivare sulle auto entro una decina d'anni.

Le auto del futuro avranno le batterie "ad aria"

DOVREMO ASPETTARE UN PO' - Entro dieci anni potrebbero arrivare sul mercato le cosiddette batterie metallo-aria che promettono minori danni ambientali in fase di smaltimento, dimensioni contenute e una durata della carica enormemente più lunga. La notizia giunge da Israele dove una squadra di scienziati del Technion Institute of Technology sta studiando un accumulatore basato su ossigeno e silicio che entro dieci anni potrebbe arrivare sulle automobili (in foto la batteria di una Fiat 500).

La particolarità delle batterie metallo-aria, tra le quali rientra quella allo studio degli israeliani, è che hanno il polo positivo (catodo), costituito da ossigeno e il polo negativo (anodo) costituito da un metallo (come lo zinco o il silicio). Il problema delle batterie tradizionali, è che gli elettroni continuano a circolare tra anodo e catodo facendo perdere progressivamente la carica anche quando non utilizzate. Questo fenomeno, nelle batterie metallo-aria, può essere fortemente limitato isolando completamente il metallo (il polo negativo) dall'ossigeno: perdere la carica diventa quasi impossibile se non dopo un periodo enormemente più lungo.

ECONOMICHE - I vantaggi di usare due elementi come silicio e ossigeno sono molti: prima di tutto sono disponibili in grandi quantità e questo fa abbassare notevolmente i costi. Inoltre reagirebbero bene all'umidità e alle temperature estreme mantenendo a lungo la carica quando il motore è spento.

INTERESSATI IN TANTI - La sfida delle batterie metallo-aria è stata intrapresa da diversi “grandi nomi”. Oltre all'istituto israeliano, anche il Massachusetts Insitute of Technology, la IBM, la Tesla Motors starebbero lavorando a tecnologie simili. In particolare la Toyota insieme alla Panasonic, sta studiando batterie dal funzionamento basato su zinco e aria.

L'unione di queste due aziende non è casuale. Da un lato la Toyota è intenzionata a sviluppare questa tecnologia per le sue vetture, dall'altro la Panasonic sta pensando di applicarla anche nel campo dell'elettronica di consumo, sempre più alla ricerca di batterie ad alte prestazioni. 

PER USI MEDICI - Questo tipo di tecnologia ha già un primo campo di applicazione. Le batterie silicio-aria vengono utilizzate come pile non ricaricabili su dispositivi medici come le pompe insuliniche per i diabetici o in altri strumenti dove è necessario che l'autonomia sia la più elevata possibile.

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Ritratto di FED 88
1 dicembre 2009 - 10:11
Tra 10 anni io avro gia trentanni... queste innovazioni tecnologiche devvono essere fatte in lassi di tempo minore o l'inquinamento nn finarà mai
Ritratto di caronte
1 dicembre 2009 - 13:59
Non sarebbe meglio che tutti i costruttori uniscano le forze? Secondo me sarebbe meglio anche dal punto di vista degli investimenti e del tempo disponibile per la lorocreazione.
Ritratto di Al86
1 dicembre 2009 - 17:11
se tutti unissero gli sforzi si srriverebbe ad un asoluzione "universale" (nel senso di compatibilità) e prima con una minor spesa da parte dei singoli gruppi industriali, ma anche il guadagno andrebbe condiviso. Invece se ogniuno fa per sè, il primo che ci arriva brevetta subito la sua idea che va bene solo sui suoi prodotti (incrementandone la vendita) decide lui il prezzo e non deve condividere il guadagno con nessuno. Purtroppo l'unica cosa alla quale si pensa è il dio denaro e sono disposti a tutto pur di incrementare i guadagni