TUTTO PIÙ RAPIDO - Meno
burocrazia, meno spese per lo Stato e per gli automobilisti. Queste, almeno sulla carta, le finalità del disegno di legge “semplificazioni” voluto dal governo Letta e approvato di recente dal consiglio dei ministri, per snellire i rapporti tra la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese: 39 articoli che integrano il decreto "del fare" (vedi
qui), consentendo nelle intenzioni dell’esecutivo un risparmio della spesa pubblica di 30 miliardi di euro.
IN VIA TELEMATICA - In particolare, la trasmissione di documenti tra Pubblico registro automobilistico e pubblica amministrazione avverrà in via telematica: in caso di furto o di perdita di possesso dell’auto e di cambio di residenza, non si dovrà darne comunicazione al Pra, perché le informazioni saranno acquisite d’ufficio, a cura dell'autorità o dell’ente preposti. Il Pra darà infine informazioni tramite email. Tutto sarà conservato in forma digitale e i file costituiranno (al pari degli originali cartacei) prova legale.
SECONDO PROGETTO - C’è poi il disegno di legge che Unasca, Confarca e Andac (le associazioni maggiormente rappresentative degli studi di consulenza, delle agenzie di pratiche auto e delle delegazioni Aci) presenteranno contro l'eccesso di burocrazia che grava sul mondo dell’auto. Le tre associazioni vogliono un solo archivio pubblico che si occupi della messa in circolazione dei veicoli, anziché i due archivi oggi esistenti (Motorizzazione e Pra). E mirano a una sola carta di circolazione europea quale documento unico, eliminando così il certificato di proprietà. In questo modo, sostiene l’Unasca, si eliminerebbero duplicazioni procedurali che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi di natura fiscale, pari a 800 milioni di euro l'anno. E si cancellerebbe la duplicazione di 50 milioni di documenti cartacei da consegnare al Pra e alla Motorizzazione.