Chiunque viva o frequenti un posto di montagna può facilmente accorgersi di una cosa: le auto che circolano sui sentieri che entrano nei boschi hanno tutte (o quasi) almeno vent’anni. Se un tempo molti marchi generalisti, soprattutto giapponesi, ma anche qualche europeo, producevano vere fuoristrada a prezzi accessibili, oggi il mercato di questa tipologia di veicoli è fortemente cambiato. Se si escludono i pick-up e la piccola Suzuki Jimny, che però in Italia sono omologabili solamente come autocarri e quindi non disponibili per una vasta clientela, le vere fuoristrada sono prima di tutto enormi suv di lusso per le quali bisogna spendere cifre importanti. Qualche esempio? Land Rover Defender da 69.000 euro, Jeep Wrangler da 71.500 euro, Toyota Land Cruiser da 84.000 euro, Ineos Grenadier da 89.882 euro, Mercedes Classe G da 145.769 euro.
Un tempo le opzioni specialistiche a prezzi accessibili non mancavano: fuoristrada con pochi fronzoli, spesso spartane, ma con tutte le qualità tecniche (luce da terra, differenziali bloccabili, marce ridotte oltre naturalmente alla trazione integrale) per renderle capaci di affrontare un percorso in offroad impegnativo. E coprivano vari segmenti, dalle più compatte alle più spaziose. Il risultato visibile è che tra i monti circola un parco auto ancora più datato di quello che si trova normalmente sulle altre strade e chi possiede queste vetture difficilmente le vende, facendo schizzare verso l’alto le quotazioni dell’usato. Riscopriamo le fuoristrada che fino a 15-20 anni fa (in alcuni casi anche meno) era possibile acquistare senza svenarsi.
























