QUATTRO ORGANIZZAZIONI - A fronte di 400 milioni di litri di benzina e gasolio illecitamente immessi in consumo in Italia, per un controvalore di 360 milioni di euro, pochi giorni fa la Guardia di Finanza ha sequestrato 18 milioni di litri di carburanti. Fra i vari risultati dell’operazione, il recupero delle le imposte finora evase: 23 milioni di euro di Iva e 3 milioni di accise (rispetto a una base imponibile non dichiarata per 120 milioni di euro). Ad attivarsi sono stati anche 100 finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Venezia: è l’epilogo di un’indagine partita a novembre 2015.
FURBETTI PEDINATI - Sono stati i prezzi alla pompa troppo bassi a far insospettire le forze dell’ordine: grandi differenze non giustificabili dalle normali dinamiche di mercato. Le attività di pedinamento di autobotti, l’acquisizione di documentazione commerciale e una consulenza tecnica sulle componenti del prezzo dei prodotti petroliferi hanno completato il quadro. La truffa si basava su società (interposte tra fornitore e destinatario) che non versavano allo Stato l’Iva incassata: 31 gli indagati un po’ in tutta Italia. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere all’omessa presentazione della dichiarazione. Le possibili pene: sequestri di beni e condanne superiori ai sei anni di reclusione.



