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Il caro energia mette sotto scacco la produzione dell’AdBlue

Pubblicato 25 ottobre 2021

La fabbrica italiana dell'additivo che serve per i motori diesel ha fermato la produzione per un mese. Questo ha creato speculazioni sul prezzo.

Il caro energia mette sotto scacco la produzione dell’AdBlue

ENERGIA PIÙ CARA - Il ritorno alla normalità dopo le fasi acute della pandemia ha portato a molti effetti positivi per l’economia e la vita quotidiana, ma anche diverse negatività, come un aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Ed è proprio quest’ultimo contraccolpo a rendere possibile un aumento dell’inquinamento in una maniera piuttosto subdola. Come? È semplice: mettendo in discussione la reperibilità dell’AdBlue, l’additivo a base di urea che è un elemento essenziale della “pulizia” dei moderni motori diesel Euro 5 e Euro 6. Questo liquido acquoso è infatti alla base del funzionamento dei catalizzatori SCR, molto efficaci nell’abbattimento dei nocivi ossidi di azoto: i motori più puliti, come i più recenti Audi, usano addirittura due SCR (qui per saperne di più). La fornitura italiana di AdBlue viene per circa il 60% dalla fabbrica di Yara Italia a Ferrara e quindi l’annuncio che questo impianto ha sospeso l’attività per quattro settimane ha destato un grande allarme. Ma qual è il motivo di questo stop? Qui torniamo all’inizio: i rialzi della bolletta avevano portato l’impianto a produrre in perdita e da qui la decisione di fermare la produzione.

L’ADDITIVO SCARSEGGIA E IL PREZZO SALE - Francesco Caterini, rappresentante legale di Yara Italia, ha spiegato che uno stop di quattro settimane - pochi giorni fa si è deciso di non prolungarlo ulteriormente e quindi l’impianto è ripartito - non può provocare la carenza dell’AdBlue in Italia, anche perché altri piccoli produttori importano urea dall’estero. La notizia dello stop di Yara ha comunque generato un aumento del prezzo dell’AdBlue anche a seguito di attività speculative. L’associazione degli autotrasportatori Trasportounito ha infatti segnalato che la notizia dell’interruzione delle attività produttive a Ferrara ha causato “fenomeni di accaparramento” e di “speculazione” tra i rivenditori, facendo passare il prezzo al litro da 25 a 50 centesimi di euro all’incirca ben prima che gli effetti dello stop fossero avvertibili: un raddoppio che va a gravare sui bilanci dei trasportatori e che avrà ricadute su gran parte delle merci, trasportate in larghissima parte dai camion. Lo stabilimento di Ferrara produce ammoniaca a partire dal metano fornito tramite tubazioni dall'Eni e il 60% dell'ammoniaca prodotta viene utilizzata direttamente nella produzione di urea, che è alla base anche della produzione di fertilizzanti e di additivi simili all’AdBlue usate per ridurre le emissioni delle centrali termoelettriche e dei cementifici. Yara ha dichiarato che per i fertilizzanti non c’è stata scarsità, dato che la domanda si farà importante solo in primavera ma si è visto che il loro prezzo è già aumentato.

IL PARADOSSO DELL’ADDITIVO - Fortunatamente i 140 lavoratori della fabbrica di Ferrara non hanno avuto problemi particolari, dato che in queste settimane l’azienda non ha fatto ricorso alla cassa integrazione e li ha impiegati in attività di manutenzione e formazione. Come spiegato da Caterini :“Il nostro costo principale non è il personale, ma l’energia. Al Governo non chiediamo aiuto ma una politica energetica per fronteggiare l’aumento del prezzo del gas”. È comunque paradossale che l’ammoniaca, la “materia prima” per produrre l’AdBlue, è tra i prodotti industriali che assorbe più energia per la produzione ed emette quindi, anche se indirettamente, molta anidride carbonica. Per ridurre gli ossidi d’azoto, quindi, si emette CO2: la soluzione comunque esiste ed è l’impiego di idrogeno verde in alternativa al metano.





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Ritratto di NITRO75
25 ottobre 2021 - 18:58
Ennesima mazzata al diesel........
Ritratto di nafto
25 ottobre 2021 - 19:00
Per rincorrere obiettivi troppo pretenziosi e senza una pianificazione ragionata ma a forza di diktat sta sbilanciando il sistema, che negli ultimi tempi risulta sempre più fragile. Gli incidenti stradali non calano, la CO2 mondiale è sempre quella, intanto il raddoppio del costo del metano dalla sera al mattino, le attese di 9-12 sulle auto ordinate per tutti i marchi, e tante altre cose come questo fatto dell'ADblue prima non si erano mai viste, mai più che mai tutte assieme. Si stava meglio quando si stava peggio
Ritratto di Oxygenerator
25 ottobre 2021 - 20:57
forse la pandemia…….
Ritratto di Almeron771
25 ottobre 2021 - 19:02
In effetti ho avuto non poca difficoltà a trovarlo ultimamente, una volta trovato ho fatto una grande scorta.Vi consiglio di tenerne un bel po da parte, perch4e senza si rimane a piedi.
Ritratto di Volpe bianca
25 ottobre 2021 - 19:21
Beh complimenti, in generale. Mai vista una grandinata di problemi tutti insieme. Elettriche senza chip, diesel senza adblue, metano come l'oro, aumenti ovunque, gas, energia elettrica, benza...
Ritratto di Turbostar48
25 ottobre 2021 - 22:08
@Volpe Bianca, da oggi in poi conviene ad andare a Cavallo come faceva gli antichi prima dell'avvento dell'automobile. Sempre se non finisce anche la biada.....?
Ritratto di Volpe bianca
25 ottobre 2021 - 22:34
@Turbostar48, :))) mi associo anche con quello che ha scritto @nafto sopra
Ritratto di deutsch
26 ottobre 2021 - 13:05
4
esagerato, basta la bici per spostamenti brevi
Ritratto di Miti
28 ottobre 2021 - 14:04
1
Vogliamo indovinare chi pagherà ? Costi dei effetti pandemia & co ? Non esiste assolutamente una politica di tenere a bada tutte queste speculazioni perché lo stato guadagna con le tasse su tutto. Più è alto il prezzo più entra la grana. E qui includo prezzi su tutto. Ed in seguito la comunità europea. Con altre tasse. Una bellezza infinita. E fin quando gli " io pago " non diranno nulla ...
Ritratto di Gratto Da Vinci
25 ottobre 2021 - 19:15
Io e mia bela machina accarburatori gira sempre senza problema, poverini tutti, tanta pena di tutti che sempre male va.
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