REAZIONE A CATENA - Benzina alle stelle: se gli automobilisti piangono, il fisco italiano ride. Infatti, quando il prezzo del petrolio sale, lo fa pure quello alla pompa del carburante e, di riflesso, cresce il prelievo tributario dello Stato su benzina e gasolio. In base ai calcoli del Centro Studi Promotor, nei primi quattro mesi del 2011, grazie ai consumi di carburante per autotrazione, lo Stato ha incassato 330 milioni di euro di tasse in più rispetto allo stesso periodo del 2010.
QUALI NUMERI - La spesa per l’acquisto di benzina e gasolio per autotrazione è cresciuta da 17,172 miliardi del gennaio-aprile 2010 a 19,666 miliardi del primo quadrimestre 2011; mentre il prezzo medio della benzina è aumentato dell’11,7%, e quello del gasolio del 18,3%. Di conseguenza, il gettito fiscale è salito da 9,327 miliardi a 9,727 miliardi circa. Inoltre, secondo le stime della Federconsumatori, quest’anno finiranno nelle casse dello Stato 2,1 miliardi di euro extra.
È L’IVA A SALIRE - Oltre la metà del prezzo della benzina se ne va in tasse. L’extra-gettito (330 milioni) del primo quadrimestre 2011 deriva solo per 24 milioni dall’aumento delle accise (l’ultima è quella di aprile, per sovvenzionare il settore dei beni culturali e dello spettacolo, vedi qui); è l’Iva (l’Imposta sul valore aggiunto del 20%) a fare la parte del leone con 306 milioni di euro.






































































