VELENI ELETTORALI - Nella campagna elettorale statunitense è scoppiato il “caso” Chevrolet Volt. Secondo quanto riportato da Automotive News, la vettura ibrida prodotta dalla General Motors è diventata uno dei bersagli preferiti dell’opposizione repubblicana, che tenta di battere il democratico Barack Obama alle presidenziali di novembre (nella foto sopra al volante della Volt). “Abbiamo dotato la Volt di ogni tipo di dispositivo di sicurezza, ma non l’abbiamo preparata per essere il sacco da boxe della politica”, ha detto Dan Akerson, amministratore delegato del colosso di Detroit, durante un’audizione al Congresso. Detto altrimenti, la Volt è diventata un simbolo: dell’interventismo di Obama in economia (la GM si è risollevata dalla bancarotta solo grazie all’aiuto della stato, che ne detiene ancora una quota del 32%) e dell’ambientalismo della sinistra. Temi, questi, che fanno a pugni con i cavalli di battaglia della destra liberista.

CRITICHE DA DESTRA - Il candidato alle primarie repubblicane Newt Gingrich (foto sopra) ha criticato la Volt perché a bordo non ci sarebbe spazio a sufficienza per i fucili. Un altro candidato, Mitt Romney (foto sotto), l’ha invece definita “un’idea il cui tempo non è ancora arrivato”. Più espliciti i lobbisti dell’associazione American Tradition Partnership, che hanno definito la Volt nientemeno che “una Obamamobile esplosiva”, riferendosi ai problemi che hanno interessato le batterie al litio di alcune vetture nel 2011, che avrebbero preso fuoco in tre occasioni. Non importa che l’inchiesta della National Highway Traffic Safety Administration non abbia riscontrato particolari rischi (leggi qui per saperne di più): la fama dell’ibrida di casa General Motors era ormai compromessa e l’obiettivo di venderne 10.000 nel corso dell’anno scorso è rimasto un miraggio (ci si è fermati a 7.671 unità).

AUTO “DEMOCRATICA”? - Dall’altra parte, quello delle energie alternative è da sempre uno dei cavalli di battaglia del presidente Barack Obama. Senza contare che, da una recente indagine, è emerso che meno del 14% degli acquirenti della Volt si definisce repubblicano, contro il 53% di quelli che votano democratico.







