OPERAI LICENZIATI - Considerato il non esaltante andamento delle vendite della Fiat 500 negli Stati Uniti, la Chrysler rischia di ritrovarsi un bel po’ di motori 1.4 Fire di troppo sul groppone. Questo, secondo il sindacato dei metalmeccanici UAW, il motivo che ha portato la casa di Auburn Hills a tagliare un centinaio di dipendenti dell’impianto messicano di Dundee, dove viene assemblato il motore della “piccola” del Lingotto destinata al mercato a stelle e strisce. La casa getta acqua sul fuoco: gli operai lasciati a casa sono solo una trentina, mentre altri 35 saranno ricollocati in altri settori dello stabilimento. Spiegazione ufficiale: “Stiamo adattando il ritmo della produzione alle attuali scorte di motori”.
CRESCE L’INVENDUTO - Sulla base di quanto scritto nei report interni dell’azienda, riportati da Automotive News, al primo di novembre c’erano scorte sufficienti a coprire 184 giorni di vendite; tuttavia, secondo quanto dichiarato dalle fonti ufficiali interpellate dallo stesso sito d’informazione, a fine ottobre c’erano motori sufficienti a soddisfare 140 giorni di domanda. Insomma, le vendite della 500 e della 500 Cabrio starebbero rallentando ulteriormente, nonostante la casa dichiari di “essere molto soddisfatta dei progressi fatti nel lancio del marchio Fiat in America”. La colpa, almeno in parte, è dei ritardi tecnici nell’allestimento della rete di concessionarie, che ha fatto slittare le consegne delle prime utilitarie italiane. Fatto sta che difficilmente si potrà tagliare il traguardo di 50.000 vetture vendute entro fine anno, fissato a suo tempo dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, considerato che a tutto ottobre non si è arrivati a 16.000 unità.









