Per la Clio evoluzione, non rivoluzione

8 marzo 2019

Il responsabile dello stile della Renault, Laurens Van den Acker, ci descrive come è stata progettata la nuova edizione dell’utilitaria francese.

Per la Clio evoluzione, non rivoluzione

FUORI, LAVORO DI FINO… - Il Salone di Ginevra vede il debutto di due utilitarie francesi molto importanti: si tratta della  Peugeot 208 (vedi qui) e della Renault Clio, che nelle precedenti edizioni sono state (e sono tuttora) molto apprezzate anche nel nostro Paese. Entrambe nuove da cima a fondo, sono state progettate con un approccio diverso: se la 208 rappresenta un cambiamento radicale, la linea della Clio pare un affinamento del modello fino a oggi nelle concessionarie. Per sviscerare i motivi di una simile scelta, non ci siamo quindi fatti scappare l’occasione di fare quattro chiacchiere con Laurens van Den Acker (qui sopra, sulla destra, con l’amministratore delegato Thierry Bolloré): il 53enne olandese, dal 2009 è responsabile del design delle Renault (e delle Dacia). 

…MA DENTRO CAMBIA TUTTO - “Sapevamo di dover sostituire un modello di grande successo e ancora attuale nello stile come la Renault Clio del 2012 - inizia Van den Acker - per cui abbiamo scelto di evolverne, e non stravolgerne, le forme, mantenendole sinuose ed emozionali. A un esterno così grintoso corrispondevano però interni meno distintivi, oltre a un’esperienza di guida non altrettanto dinamica. Ecco perché abbiamo rivoluzionato l’abitacolo, puntando a ottenere un’auto più omogenea, e di livello più alto. Ora gli interni dispongono dei sistemi di connettività più moderni, con display centrale di 7 e di 9 pollici, il cruscotto è digitale, ci sono più vani portaoggetti, i sedili più sottili ingombrano meno, le finiture sono migliori. Insomma, abbiamo sempre un’auto iconica, ma più pratica e spaziosa. E al contempo abbiamo cercato di non cedere troppo alla moda. Per dire, il climatizzatore si gestisce tramite tasti e pomelli, e non dallo schermo, perché così è più comodo e perché non si deve rinunciare alla schermata del navigatore quando lo si usa.”

BASTA WAGON - La Renault Clio è una delle rare utilitarie proposte anche in versione wagon, oltretutto con una linea proporzionata e riuscita. La Sporter, però, non avrà un’erede. Ce lo conferma Van den Acker: “Pensiamo che non ci sia più l’esigenza di un modello simile. I clienti che cercano più spazio possono scegliere la crossover Captur, o uno dei modelli della Dacia, che si distinguono per praticità e misure interne.” Passiamo poi a parlare della “rivale” 208, evidenziando come l’approccio all’elettrico in casa Renault sia diverso da quello della Peugeot. Quest’ultima ha presentato una 208 a batterie, mentre la nuova Clio (che sarà disponibile anche come ibrida) andrà ad affiancare la ben nota utilitaria elettrica Zoe. Per Van den Acker, “Sviluppare un’auto a batterie completamente diversa da quella con motori tradizionali è probabilmente più costoso, ma la possibilità di condividere la stessa struttura fra più modelli, nell’ambito dell’alleanza con Nissan e Mitsubishi, ci consente di ottenere delle economie di scala. Inoltre, in questo modo ci è più facile ottimizzare i diversi aspetti tecnici, soprattutto in termini di sfruttamento dello spazio.” 

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Ritratto di stefbule
8 marzo 2019 - 12:00
11
Se esternamente è carina, gli interni sembrano la solita plastica "Renault". Riusciranno mai a uscire da questo tunnel?
Ritratto di VEIIDS
8 marzo 2019 - 12:13
Un design interno davvero vecchio, sembra anni 90.
Ritratto di Gwent
8 marzo 2019 - 12:51
Magari, gli anni 90 sono stati lo zenith delle plance: Da quelle BMW, le migliori in assoluto per materiali ed ergonomia a quelle delle segmento B come la Clio X-64 che nel 1990 sembrava avere gli interni di un ammiraglia passando per la Passat del 96, nettamente superiore a quella della passat del 2005. Dispiace vedere che gli anni 90 vengano sempre tirati in ballo per parlarne male quando invece ci hanno regalato i momenti più belli e suggestivi sia nelle auto di serie (il boom di sportive coupé e spider) che nel motorsport, tra mondiali di F1 emozionanti, WRC con auto con le palle e non le utilitarie di oggi, e Turismo. Oggi l'entusiasmo per il mondo dell'auto è normale che per un quarantenne vada a scemare e sui giovanissimi fatichi ad attecchire tra guida autonoma, elettriche e palle varie. Un saluto. Gwent.
Ritratto di impala
8 marzo 2019 - 17:48
in casa renault l'affidabilita è provata dai clienti . attenti a tutti quelli che hanno comprato una renault con il tre cilindri turbo 1.2 TCE a benzina, inizia a mangiare olio poi si rompe, questo poi iniziare dai 40000 kms, stessa cosa per il cambio doppia frizione EDC che si rompe dai 40000 kms. ... renault ... e gli guai iniziano
Ritratto di super5
11 marzo 2019 - 13:15
A parte leggere il tuo solito sciocco commento da troll, di quale 1200 tce parli? Non mi risulta nessun 1200 a 3 cilindri. Su quali modelli era montato? Mi sa che la prima affidabilità a mancare è proprio quella nei tuoi messaggi....
Ritratto di Gwent
8 marzo 2019 - 12:03
A parte lo schermo dell'infotainment la plancia mi sembra, in proporzione, molto meno innovativa e importante di come si presentava quella della prima Clio nel 1990. Le Baccarà e 16V (e in seguito sulle RTi restyling del 94) la palpebra allungata con tanto di strumentazione aggiunta era davvero tanta roba, direi la plancia più ammiragliosa del segmento B nei sempre più magici anni 90. Questo naturalmente imho e con rispetto parlando. Un saluto. Gwent.
Ritratto di IloveDR
8 marzo 2019 - 12:08
4
spesso la paura di sbagliare ti fa sbagliare...questa Clio tecnicamente e qualitativamente migliore della serie che va a sostituire, esteticamente mi lascia molto indifferente dopo aver visto la stupenda Peugeot 208...a mio parere dovevano osare di più...
Ritratto di Marco_Tst-97
9 marzo 2019 - 00:46
Della 208 preferivo la precedente, mentre qui devo dire il miglioramento c'è incontrovertibilmente rispetto alla precedente Clio.
Ritratto di MiniPaul
10 marzo 2019 - 21:16
Per quanto mi riguarda con la 208 hanno fatto un enorme salto in avanti, mentre auesta Clio mi sa già di “visto”. Sinceramente non mi colpisce nemmeno dentro.
Ritratto di Marco_Tst-97
10 marzo 2019 - 22:53
Quella della Clio si può dire una operazione "Golf style", mentre la 208 è stata decisamente rivoluzionata in alcuni aspetti, ma se ben si guarda è tutto un fatto di percezione: l'i-cockpit c'era già, la calandra in un unico pezzo, come nella precedente e una linea che fondamentalmente non è irriconoscibile rispetto alla 208 che sostituisce. Alla fine, le due operazioni di rinnovo non sono così diverse: si tratta solo di sensazioni personali.
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