Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del nuovo Codice della Strada, che porta interessanti novità per gli automobilisti e non solo. Le modifiche puntano a ridurre gli importi di molte multe, ma anche a intervenire sui comportamenti più pericolosi per la sicurezza stradale. Il testo introduce novità che riguardano le sanzioni, i controlli, le assicurazioni e la circolazione di auto, moto e monopattini.
Cambiano anche i tempi per notificare le multe, le modalità di verifica dei documenti e alcune regole per i conducenti professionali. Il testo verrà dovrà superare l’iter consultivo previsto del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata di Regioni e Comuni e delle commissioni di Camera e Senato, che durerà fino a 150 giorni: eventuali proposte di modifiche saranno poi esaminate nuovamente dal governo, che potrà decidere se accoglierle nel testo definitivo.
Se tutto dovesse filare liscio, l’approvazione finale potrebbe arrivare entro la metà marzo 2027 per poi entrare in vigore definitivamente il 1° gennaio 2028. Ecco le principali novità.
Gli importi di diverse sanzioni vengono ridotti rispetto a quelli previsti dalla normativa attualmente in vigore: i minimi edittali più comuni, pari a 26 e 42 euro, scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le multe da 83 e 87 euro vengono entrambe portate a 80 euro. Alla revisione degli importi si aggiunge la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione, che normalmente comporta un aumento delle sanzioni in base all’andamento dei prezzi. L’obiettivo è razionalizzare il sistema delle multe, riducendo gli importi di alcune delle sanzioni più frequenti.
Per i veicoli che circolano senza la copertura assicurativa obbligatoria viene previsto il divieto di circolazione a tempo indeterminato, una misura che punta a impedire che possano continuare a circolare senza rispettare gli obblighi di legge. Il provvedimento interviene anche sui veicoli con targa straniera: quelli che circolano in Italia per più di 30 giorni dovranno essere assicurati secondo le regole italiane. È inoltre prevista la riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri.
Si accorciano i tempi a disposizione dei Comuni per notificare i verbali relativi alle violazioni accertate da remoto, quando non è possibile contestare immediatamente l’infrazione al conducente. Il termine passa da 90 a 45 giorni. La modifica punta a rendere più rapide le procedure e a tutelare il diritto di difesa degli automobilisti, che potranno conoscere prima la contestazione ricevuta. La novità riguarda le violazioni rilevate senza fermare direttamente il veicolo, per esempio attraverso dispositivi di accertamento a distanza come gli autovelox.
Gli automobilisti non saranno più obbligati a portare con sé i documenti cartacei relativi alla guida e alla circolazione del veicolo, perché gli organi di polizia potranno verificarne i dati per via telematica durante i controlli. La novità semplifica gli spostamenti, evitando che la mancata disponibilità materiale dei documenti costituisca un problema quando le informazioni necessarie possono essere consultate attraverso i sistemi informatici.
Cambiano anche le regole relative al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), che consente alle persone con disabilità di usufruire delle agevolazioni previste per la circolazione e la sosta. Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così da garantire il riconoscimento del contrassegno sull’intero territorio italiano. Per gli enti che non si adegueranno è prevista una limitazione nell’utilizzo dei dispositivi di controllo a distanza: non potranno servirsene per accertare le violazioni relative alla sosta riservata e all’accesso alle Zone a traffico limitato (ZTL).
In caso di incidenti o rallentamenti, i motociclisti che viaggiano in autostrada potranno utilizzare la corsia di emergenza. La misura interviene in situazioni nelle quali il traffico bloccato o fortemente rallentato può rendere difficile proseguire la marcia, ma dovrà essere applicata nel rispetto delle condizioni previste dalla nuova normativa.
Per i cosiddetti cicli a propulsione, per esempio quelli utilizzati dai rider per le consegne, viene introdotto l’obbligo di casco e contrassegno. La misura punta a rendere più riconoscibili questi mezzi e a rafforzare la sicurezza della circolazione. Per conoscere le modalità concrete di applicazione sarà necessario fare riferimento alle disposizioni attuative previste dal nuovo testo. Per i monopattini elettrici viene invece introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni, con l’obiettivo limitare le situazioni in cui questi mezzi ostacolano il passaggio o mettono a rischio chi si muove a piedi.
Si alza da 68 a 70 anni il limite anagrafico previsto per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2. La modifica riguarda le categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, necessarie per guidare diversi tipi di veicoli destinati al trasporto di merci e persone. Per continuare a svolgere l’attività oltre i 68 anni sarà comunque necessario sottoporsi a verifiche biennali.































