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Colonnine di ricarica in autostrada: è notte fonda

Pubblicato 28 gennaio 2022

Senza un adeguato numero di stazioni per fare il “pieno” fuori città, viaggiare in Italia con un’auto elettrica è scomodo.

Colonnine di ricarica in autostrada: è notte fonda

IN AUTOSTRADA SONO POCHE - La diffusione dell’auto elettrica passa attraverso una rete di infrastrutture di ricarica adeguata. In città (dove chi ha la wallbox può rimediare facendo il “pieno” a casa) e fuori. E proprio l’installazione delle colonnine di ricarica sulle autostrade del nostro Paese rappresenta un capitolo misterioso, tipicamente italiano: fra normative complicate e ostacoli burocratici, siamo gravemente in ritardo, senza sapere di chi sia la colpa. Perdipiù, manca un ente ufficiale che indichi con precisione il numero delle stazioni dove rifornirsi di elettroni. A fare chiarezza, ci pensa Motus-E (associazione di operatori industriali e filiera automotive per accelerare la transizione elettrica). Per iniziare, sono 118 i punti di ricarica pubblici sulle autostrade italiane: pochissimi. L’unica nota positiva è che il 78% può erogare più di 43 kW, e il 48% tocca almeno i 150: solo con potenze elevate la sosta può durare un tempo ragionevole. 

OCCHIO ALLE BUFALE - Inoltre, i punti di ricarica veloce ed ultraveloce sulla rete autostradale sono solo 1,2 ogni 100 km su una rete di 7318 km: numeri bassissimi. Motus-E mette in guardia da una bufala online, secondo la quale i punti di ricarica fast sarebbero 40 ogni 100 km (22 in più rispetto al 2020). In realtà, quasi sempre, per accedere a queste colonnine pubbliche occorre uscire dall’autostrada, con un’ulteriore perdita di tempo. 

NELL’INFERNO DELLA BUROCRAZIA - Ma perché, dopo tanti annunci dei politici in tv, l’Italia è ancora messa così male in fatto di colonnine sulle autostrade? Per rispondere, occorre addentrarsi nei labirinti della burocrazia nostrana. A dicembre 2020, la legge Bilancio 2021 stabiliva che le concessionarie autostradali fossero soggette a un obbligo: installare colonnine di ricarica per veicoli elettrici di ultima generazione e ad alta potenza, lungo le tratte di loro competenza, almeno ogni 50 km. Con queste scadenze: per marzo 2021, la pubblicazione dei requisiti tecnici minimi delle infrastrutture di ricarica; per luglio 2021, l’inizio delle installazioni; entro 30 giorni dal 1° luglio, la pubblicazione di manifestazioni di interesse per operatori interessati a installare una rete di ricarica. Malinconico il risultato: a oggi, denuncia Motus-E, nessun requisito tecnico minimo per le infrastrutture di ricarica è stato pubblicato. Né sono stati pubblicati i piani di infrastrutturazione delle concessionarie. Così, i punti di ricarica autostradali non stanno crescendo a ritmi competitivi. A dicembre 2021, l’ART (l’Autorità di regolazione dei trasporti) ha pubblicato una consultazione sugli schemi dei bandi relativi alle gare cui sono tenuti le concessionarie. Va da sé che tutte le tempistiche sono già state abbondantemente sforate.

UNA VENTATA DI OTTIMISMO - Comunque, c’è anche qualche buona notizia. Che riguarda tutti i tipi di strada, in città e fuori. Nel 2021, i punti di ricarica sono aumentati del 35%, toccando quota 26.024 con 13.233 infrastrutture (stazioni o colonnine) in 10.503 luoghi accessibili al pubblico. Di questi, il 17% sono a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 73,6% a ricarica accelerata (tra più di 7 kW e 22 kW); solo un 7,2% fast fino a 50 kW e il restante 2,2% ultraveloce.



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Ritratto di Check_mate
28 gennaio 2022 - 13:32
Articolo interessante e che conferma la sostanziale presa in giro dell'obbligo-non obbligo e della puntuale inadeguatezza delle autostrade italiane. D'altronde, se già la manutenzione è così carente, figurarsi ulteriori interventi di "ammodernamento" dell'infrastruttura cosa sarebbero e cosa sono. Una domanda però mi viene: il senso di quel 22% di colonnine a bassa potenza (<43 kW) in una autostrada? Ceh, che razza di senso hanno ahahah
Ritratto di Rush
28 gennaio 2022 - 13:43
Check lo fanno per aumentare il fatturato di autogrill & co… mentre ricarica mangi i panini di gomma bevi il caffè che sembra la cicuta e compri un giochino ai figli o nipoti… hahaha la ricarica ti fa risparmiare e poi spendi tre volte in ca..te per passare il tempo…:))))
Ritratto di Check_mate
28 gennaio 2022 - 14:05
Mi sa che sia così :-D
Ritratto di AndyCapitan
28 gennaio 2022 - 16:28
1
eh no macche'....tutto studiato ragazzi!....comunque mettiamo pur delle fast anche in autostrada dove il kw/h te lo piacceranno a 90 cent....vedrete se mi sbaglio!
Ritratto di Check_mate
28 gennaio 2022 - 16:32
Non che sia una novità che in autostrada il carburante costi mediamente di più - e non poco - rispetto alle altre stazioni
Ritratto di Rush
28 gennaio 2022 - 16:33
Su questo ci puoi scommettere dato che avviene sia per li carburanti che per tutti gli articoli che vengono venduti dato che devono devolvere in quota parte sotto tassa il suolo dove fanno l’attività. Quindi si il prezzo proporzionalmente avrà un Delta come i carburanti.
Ritratto di Mark R
29 gennaio 2022 - 00:10
@AndyCapitan: Colonnina, senza abbonamenti o altre agevolazioni, esempio sulla A12 nei pressi di Pisa con potenza di 95 kW costa sui 0,51€/kWh, Ionity (350 kW massimi) sempre sulla A12 0,8€/kWh; prezzi esattamente in linea con le fast o HPC. PS: Non esiste l'unità di misura kW/h, l'unità corretta è kWh per indicare l'energia oppure per indicare la potenza kW.
Ritratto di AndyCapitan
29 gennaio 2022 - 19:47
1
ma lo so benissimo....mi e' scappata la barra...ahah...be...perche' sarebbero pochi 0,80 cent al kwh???....se hai 100 kwh di batteria da ricaricare ti vanno 80 € amico....molto meglio il metano...ma di molto...nonostante i rincari!....ti ricordo che io faccio 600 km con 22€
Ritratto di Check_mate
29 gennaio 2022 - 19:53
E con il gasolio ad 1,7/1,8, se devi mettere 50 litri se ne vanno dagli 85 ai 90 euro. In autostrada comunque va ti "scannano". Il metano è vero, si risparmiaVA un sacco, ma ormai non ci crede più nessuno.
Ritratto di Mark R
29 gennaio 2022 - 22:46
@AndyCapitan: Per ora non ha senso andare alle 350 kW non c'è auto capace di reggere tale potenza, dunque poco senso spendere tale cifra. Inoltre quella cifra è per coloro che non ha abbonamenti di alcun genere. Da me dove costa poco il metano è 1,292; mentre io con la BEV, ora che fa freddo (oggi 1°C) il consumo medio comprese perdite di carica (in monofase e con potenze sui 2,1-2,3 kW medi) si attesta attorno ai 7 km/kWh... Per quanto pago io l'energia pur con 10 kW impegnati, senza fotovoltaico, il costo per fare 600 km è attorno ai 12,9€; se so che devo ricaricare fuori diverse volte faccio l'abbonamento dove pago circa 0,2€/kWh alle colonnine fino a 50 kW. Mi spiace ma molto meglio la BEV per il mio utilizzo dove faccio sui 22.000 km/anno, costa molto meno in mantenimento rispetto ad una termica di pari prestazioni.
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