Il processo di costruzione di un’auto moderna è molto complesso e fonde il lavoro degli esseri umani con quello delle macchine, in sinergia per ottenere il prodotto finale. La Fiat ha aperto le porte dell’impianto di Mirafiori per mostrare ciò che sta dietro alla nuova Fiat 500 ibrida: nel video più in basso vediamo come funzionano le linee di assemblaggio della piccola citycar e della sua gemella elettrica. Un’operazione complessa e allo stesso tempo molto affascinante, che inizia nella carrozzeria, dove un balletto coordinato di 187 robot assemblano lo “scheletro” della vettura: l’automazione ha preso il sopravvento, ma non mancano i tocchi umani, grazie a operatori che interagiscono con le macchine, in un perfetto equilibrio tra tecnologia e competenza umana. Le scocche vengono poi verniciate per cataforesi, un trattamento che protegge dalla corrosione e prepara la carrozzeria alla successiva fase di verniciatura. Qui, robot specializzati applicano vernici a base d’acqua.

La logistica interna è rivoluzionata da veicoli a guida automatica, una sorta di “mini-treni” che trasportano i componenti lungo la linea, offrendo una maggiore flessibilità produttiva. Un passaggio fondamentale è l’assemblaggio dei componenti ad alta tensione (per l’elettrica), dove operatori specializzati integrano motore e sospensioni nel telaio, un’operazione che richiede la massima attenzione. Nel caso della ibrida, la batteria viene montata sotto al sedile di guida, in posizione avanzata per non togliere spazio ai piedi di chi siede sul sedile posteriore. Le postazioni di lavoro sono digitalizzate, con schermi che forniscono dati in tempo reale e smartwatch che facilitano l’interazione, ottimizzando ogni gesto. Prima di lasciare la fabbrica, ogni Fiat 500 affronta un test robotizzato del sistema di infotainment, garantendo che ogni funzione sia corretta. Successivamente, le vetture sono sottoposte a un rigoroso test di rotolamento, per verificarne le prestazioni a diverse velocità.
La nuova Fiat 500 ibrida è equipaggiata con il 3 cilindri 1.0 da 70 CV, abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti. Il propulsore è lo stesso del modello precedente, ma a cambiare è stato il pianale, che deriva da quello opportunamente modificato della 500 elettrica. Per adattarla al motore termico la piattaforma ha modificato i puntoni (i supporti longitudinali dove si aggancia il motore, la culla delle sospensioni e la traversa che assorbe gli urti), i supporti del motore, il pavimento, il tunnel e i longheroni posteriori (per consentire l’attacco della marmitta). Di conseguenza sono stati modificati gli stampi delle presse che devono realizzare il nuovo pianale. Il cambio di piattaforma ha portato la 500 ibrida a un incremento del peso di circa 80 kg, ma ha consentito anche di equipaggiare la vettura con tutta la serie di tecnologie di assistenza alla guida ormai obbligatorie per legge che non sarebbero potute essere implementate sul vecchio modello.















































































