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Concessionarie Opel: regine per redditività

05 dicembre 2011

Durante il convegno Anticrisi Day, che si è tenuto a Bologna in occasione del Motor Show, il marchio del gruppo GM è stato premiato per i risultati delle sue concessionarie nel 2010. Ma per il 2011 le previsioni non sono affatto rosee.

PARLANO I NUMERI - Giusto pochi giorni fa avevamo parlato (leggi qui la news) del titolo di migliore rete di concessionarie assegnato alla Citroën sulla base della qualità dei venditori, valutata grazie a una serie di indagini condotte da “finti acquirenti”. Ora, invece, a decretare il vincitore del premio Bilanci Rete 2010” sono i rendiconti economici-finanziari delle concessionarie italiane. Secondo l’analisi di InterAutoNews (condotta su quasi 2000 bilanci), lo scorso anno a passarsela meglio sono state quelle della Opel. Il riconoscimento è stato ritirato dall’amministratore delegato di Opel Italia, Roberto Matteucci, in occasione del convegno Anticrisi Day che si è tenuto nell’ambito del Motor Show di Bologna.

MA PER IL 2011 C’È PREOCCUPAZIONE - Alla soddisfazione della Opel per i risultati raggiunti nel 2010, fa da contraltare la preoccupazione diffusa delle concessionarie per il 2011. Già prima di conoscere i contenuti della manovra del governo Monti, la Federauto (Federazione Italiana Concessionari Auto) aveva messo in guardia sul rischio fallimenti di molti soci: quasi un terzo dei 3600 punti vendita ha chiuso il 2010 con bilanci in rosso. E gli eventi del 2011 non hanno certo favorito la ripresa.

L’AUMENTO DELL’IVA NON CI VOLEVA - A commento della manovra anticrisi, la stessa Federauto, pur dichiarandosi disposta a fare la propria parte per salvare il nostro paese dalla crisi, mette in guardia sulle conseguenze dei provvedimenti presi dal governo Monti. In particolare, l’aumento dell’Iva dal 21% al 23% farà salire il prezzo medio delle vetture di 500 euro (più altre 200 circa dovute al precedente aumento dal 20 al 21%). Questo rischia di deprimere ulteriormente il mercato dell’automobile. Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi chiede quindi che “venga posto un freno alla feroce aggressione verso un settore che vale il 12% del Pil, con introiti per lo stato italiano di circa 70 miliardi di euro l’anno, ovvero il 16,6% del contributo fiscale nazionale”. La soluzione? Secondo Pavan Bernacchi, sarebbe un immediato programma pluriennale di rinnovo del parco circolante. Sempre secondo il presidente della Federauto, questo sistema di incentivi sarebbe a costo zero per lo stato, visto che in media per ogni auto venduta l’erario incassa circa 5.000 euro.



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Ritratto di gig
6 dicembre 2011 - 14:05
Peccato per le non rosee previsioni, anche se ce lo si aspettava. :(
Ritratto di cris25
6 dicembre 2011 - 19:19
1
speriamo si risollevino le vendite in futuro, perchè è un marchio che merita davvero di più!!!

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