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La Corte di giustizia europea: UberPOP rispetti le leggi sul trasporto

20 dicembre 2017

La sentenza non riguarda Uber Black, i cui conducenti sono professionisti alla guida di vetture di lusso.  

La Corte di giustizia europea: UberPOP rispetti le leggi sul trasporto

IN ITALIA NON È ATTIVO - UberPOP, il servizio svolto da guidatori privati che si improvvisano tassisti, deve seguire le regole del trasporto: lo dice una sentenza della Corte di giustizia europea che si è occupata del caso in Spagna, dove l’attività della app americana era stata stoppata. Infatti, la piattaforma elettronica UberPOP fornisce, mediante un'app, un servizio retribuito di messa in contatto di conducenti non professionisti (che utilizzano la propria auto) con persone che intendono spostarsi in città. UberPOP, per i giudici, è “un servizio di trasporto”, e come tale deve essere inquadrato dagli Stati dell’Ue, che potranno decidere se bloccarlo. La multinazionale californiana è finita davanti ai magistrati del Lussemburgo in seguito a un ricorso dell’iberica Asociación Profesional Elite Taxi; ma la decisione non comporta cambiamenti nella maggior parte dei paesi europei dove già Uber è presente, e in cui opera in base alle leggi locali sui trasporti. In Italia, in particolare, UberPOP è già stato sospeso dai giudici nel 2015; nei quattro paesi in cui è attivo, molto probabilmente entro un anno verrà sospeso per avviare invece servizi con autisti professionisti. 

QUESTIONE DIVERSA - Uber sostiene di operare con autisti professionisti e di seguire le leggi locali sui trasporti. Italia inclusa: i Ncc (Noleggiatori con conducente) che operano con autorizzazione e apposita patente. Però il problema c’è: la legge italiana sui trasporti è del 1992, quando ancora internet, cellulari e app non esistevano. Norme da aggiornare, come ha evidenziato più volte l’Antitrust, sollecitando governo e Parlamento: vedi qui. Va ricordato che i tassisti sostengono come Uber sia illegale: le vetture dell’app californiana dovrebbero sempre partire, dicono gli uomini delle auto bianche, da una rimessa, anziché attendere (come sono solite fare) la “chiamata” in strada. Vecchia questione, tuttora irrisolta.





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