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La crisi di Suez spaventa i carrozzieri

Pubblicato 29 gennaio 2024

Le difficoltà a reperire i pezzi di ricambio in tempi brevi potrebbe avere un effetto domino allarmante per gli automobilisti. E le auto di alcuni marchi rischiano più di altre...

La crisi di Suez spaventa i carrozzieri

MANCANO I PEZZI - Ritardi nelle consegne, carenza di pezzi di ricambio e aumento di furti nelle città. Sarebbe queste le conseguenze per il settore automobilistico della crisi nel canale di Suez, almeno secondo Federcarrozzieri che segnala sempre più frequenti difficoltà per le imprese del settore e disagi per i cittadini. “Numerose componenti delle automobili oggi in circolazione viaggiano su nave e non possono essere sostituiti da pezzi prodotti negli stabilimenti europei”, spiega Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. Parliamo, per esempio, di cofani motore, parafanghi, portiere, parti di scocca della carrozzeria e così via, tutti elementi essenziali delle riparazioni auto perché sono le prime parti a danneggiarsi in caso di incidente. “In assenza di tali elementi, il processo di riparazione si interrompe, poiché l’auto che ne è sprovvista non può circolare in sicurezza”, prosegue Galli.

CHI È PIÙ PENALIZZATO - Federcarrozzieri fornisce anche una lista delle case automobilistiche che sono maggiormente colpite dalla carenza di pezzi di ricambio. Si tratta di DR, MG, Lynk & Co., SsangYong, Nissan e Renault, con tempi di attesa per la consegna alle carrozzerie che variano da un minimo di 15 giorni a un massimo di 60. Ciò potrebbe tradursi anche in un aumento incontrollato dei costi: “Se la situazione non tornerà in breve tempo alla normalità assisteremo a una impennata dei costi degli autoricambi come effetto di una domanda enormemente superiore all’offerta e, conseguentemente, a riparazioni sempre più costose e lunghe” spiega Davide Galli. Per non parlare dell’aumento dei furti su commissione: “In questi giorni sempre più automobili arrivano nelle nostre autocarrozzerie depredate di pezzi come parafanghi, marmitte, specchietti, fanali e altre componenti essenziali”.



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Ritratto di AndyCapitan
29 gennaio 2024 - 23:14
4
...eheh....ci credo eccome....aggiungerei che è stato anche clemente.....conosco DR o MG in attesa da anni per paraurti o parafanghi...fonte... carrozzieri di zona!!!!!
Ritratto di Stefano1985
30 gennaio 2024 - 12:59
decenni di attesa ma vai a caare
Ritratto di markb
29 gennaio 2024 - 23:40
traquilli, adesso ci pensa lo zio Sam.
Ritratto di Trattoretto
30 gennaio 2024 - 07:32
Cirelli, predicendogli gli eventi, ha ritardato la sua venuta
Ritratto di Ilmarchesino
30 gennaio 2024 - 09:00
3
Perché ne risente anche la.renault?? Nn credo che viaggino x mare..
Ritratto di Andre_a
30 gennaio 2024 - 10:13
Nissan e Renault sono membri dello stesso gruppo, immagino che diverse delle componenti che finiscono sulle francesi siano "made in Japan"
Ritratto di Ilmarchesino
30 gennaio 2024 - 10:48
3
Ok grazie.minera sfuggito che la Nissan era in orbita Renault.pensavonsolo alla dacia
Ritratto di Road Runner Superbird
30 gennaio 2024 - 10:19
Vedendo sul sito MarineTraffic il transito verso Suez mi sembra regolare, e anche dagli ultimi rapporti, non ci sono state particolari differenze con gli scali portuali italiani. Quindi direi che come per le ultime crisi globali, un 10% è dovuto al vero, il 90 a speculazione.
Ritratto di Oxygenerator
30 gennaio 2024 - 11:01
È tutta una crisi …..
Ritratto di Claudio Tolli
31 gennaio 2024 - 02:45
sul fatto che il 90% sia speculazione hai pienamente ragione
Ritratto di Quello la
31 gennaio 2024 - 10:34
Cià pure ragione il carissimo Oxygenerator, o no? Ogni giorno viene fuori un problema nuovo che ha un'unica soluzione: alzare i prezzi.

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