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Dalla Nissan l'auto fuel cell a etanolo

05 agosto 2016

Nel prototipo della Nissan e-Bio Fuel-Cell l'etanolo alimenta la pila a combustibile che, a sua volta, genera elettricità per il motore.

Dalla Nissan l'auto fuel cell a etanolo

BACINO IMMENSO - La Nissan è impegnata da tempo per sviluppare un nuovo sistema di propulsione elettrica per automobili del tipo a celle di combustibile, che prevede come alimentazione il bio-etanolo anziché il più costoso idrogeno: in questo modo l’azienda è convinta di poter diminuire i costi e sfruttare la maggior versatilità dell’etanolo, ottenibile in forma bio tramite la fermentazione ad esempio di canna da zucchero. La tecnologia si chiama e-Bio Fuel Cell e viene portata all’esordio da un prototipo realizzato sulla base della monovolume elettrica e-NV200, presentato in Brasile e atteso ora da test in condizioni reali d’utilizzo. La Nissan promette un’autonomia di 600 chilometri e prestazioni brillanti. Il Brasile è uno fra i principali produttori al mondo di bio-etanolo, ottenuto in questo contesto dalla canna da zucchero o dai cereali, disponibile in larga quantità del continente americano. 

UNA VIA ALTERNATIVA - Ma vediamo come funziona il sistema sviluppato dalla Nissan per la sua e-Bio Fuel Cell. L'etanolo, che si trova in un normale serbatoio, viene prelevato e inviato al cosiddetto reformer, un dispositivo in grado di estrarre l'idrogeno dall'etanolo tramite un procedimento chimico. Questo idrogeno viene poi inviato alla fuel cell che ne ha bisogno per essere alimentata e quindi generare la corrente necessaria a far funzionare il motore elettrico. Si tratta di una soluzione diversa rispetto a quella scelta, per esempio, dalla Toyota per la Mirai, nella quale l'idrogeno viene immesso dall'esterno e conservato in un apposito serbatoio, quindi non viene prodotto a bordo. Il sistema della Nissan è più “furbo” visto evita di dover creare una costosa rete di distributori di idrogeno, molto difficile da trattare e trasportare visto che deve restare a oltre -200 °C, e sfrutta i distributori di bio-etanolo esistenti in grande quantità in alcuni paesi, tra cui il Brasile. Il processo di reforming produce una piccola quantità di CO2 neutralizzata, secondo la Nissan, dalla crescita delle piante dalle quali viene prodotto il bio-etanolo. In questo mondo il ciclo è “carbon neutral” cioè non prevede emissioni di CO2.

OSSIDO SOLIDO - L'altra grossa novità portata al debutto dalla Nissan e-Bio Fuel Cell è il tipo di pila. Si tratta di una fuel cell a ossido solido, più versatile nell'accettare tipi differenti di combustibili (si possono usare anche metano, propano, butano, gas di fermentazione, gas di biomassa). I difetti sono le alte temperature generate che, evidentemente, alla Nissan devono ave trovato il modo di tenere sotto controllo. 

PRONTA NEL 2020 - La casa giapponese sembra credere molto nella tecnologia della Nissan e-Bio Fuel Cell e afferma che entro il 2020 sarà pronta per l'utilizzo su una vettura di serie.

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Ritratto di otttoz
5 agosto 2016 - 21:08
sono interessato,grazie per fornirmi l'indirizzo del distributore di etanolo...
Ritratto di Nathan
6 agosto 2016 - 18:52
Hai ragione, non ne troverai da noi. Sarebbe interessante capire perché, visto che FCA vende molte auto ad etanolo in Brasile, mentre da noi se ne guarda bene. In Europa l'etanolo è consentito, anzi obbligatorio, solo nel limite del 5% nelle benzine normali. Scommettiamo che questa Nissan da noi non arriverà mai? Servirebbe una bella inchiesta al riguardo, c'è ancora qualche giornalista in Italia?
Ritratto di cristian96
7 agosto 2016 - 09:55
Il problema europeo è un altro, ed è di tipo economico. Il Brasile può permettersi la produzione di etanolo perché ha la terra per produrre canne da zucchero e altre coltivazioni (anzitutto) e l'agricoltura è un settore importante del paese; altro fattore è il suo basso costo di produzione in confronto al petrolio. Tutti questi fattori portano il Brasile ad avere un sistema energetico di questo tipo. Ora la questione: come può permettersi l'Europa di avere un simile sistema (bellissimo eh, non denigro, anzi), se il vantaggio comparato con il greggio è troppo forte? Secondo: il nostro continente non ha la disponibilità di terra, tale da ottenere una produzione soddisfacente dell'ipotetico mercato. Ecco dunque spiegato perché non arriverà un prodotto del genere da noi. Sì ok, i carburanti hanno una percentuale di bioetanolo, ma non è concepibile (con l'attuale stato delle cose) che in europa si commercializzi bio-etanolo puro, se non a costi altissimi e in quantità non così elevate (salvo eventuali importazioni..) Certo, sarebbe bellissima come idea (e mi è sempre piaciuta), ma pragmaticamente non è ancora fattibile. Spero che le cose cambino.
Ritratto di luigi sanna
13 agosto 2016 - 11:10
5
Ma certo... come non averci pensato prima. Già oggi è in atto un disboscamento assurdo, per far spazio alla CANNA, ma di che parliamo, E QUESTO SAREBBE IL FUTURO? Dovremmo attrezzarci allora, la sola superficie terrestre non basta, dovremmo coltivarla anche sulla Luna. Ridicoli, Bio etanolo.... RIDICOLI! Ricapitolando, con il "bio etanolo" risolviamo il problema dei gas serra, ma contemporaneamente restiamo senza ossigeno, causa DISBOSCAMENTO MONDIALE.... però, veramente dei GENI!
Ritratto di Sid Car
30 agosto 2016 - 10:55
In Italia qualsiasi carburante alternativo può solo essere usato come addittivo perchè se no si incorre nel reato di frode allo Stato in quanto sui carburanti fossili venduti normalmente si paga anche l'accisa allo Stato mentre sulgi altri no ... alcuni esempi di carburanri alternatici che funzionano ma che non si possono usare sono : _ olio di colza (naturalmente dopo essere fatto decantare per togliere le impurità) per i motori diesel con la vecchia iniezione diretta era ottimo, si addizionava al gasolio riduceva parecchio i consumi e l'inquinamento però se ti fermava/ferma la guardia di finanza sono guai _ l'urina, per questo basta che cerchi Franco Lisici su Internet oppure sul sito dell'Ansa, al quale lo Stato ha proibito di costruire o modificare motopropulsori normali per farli funzionare ad urina pura, ma di poterla usare solo come addittivo causa appunto accise. carburanti alterantivi che dicono permessi ma non vengono presi poco in considerazione per esempio invece possono essere : _ bio metano e bio miscele metano idrogeno derivati dalla trasformazione dei rifiuti organici tollerati ma non valorizzati quanto dovrebbero _ Idrogeno prodotto da acqua e batteri senza l'utilizzo di nessun energia, la tecnica è stata messa a punto da due ricercatori americani della Penn State University, Younggy Kim e Bruce Logan, che la descrivono sulla rivista dell'Accademia delle Scienze Americane (Pnas) (è attualmente utilizzata su alcune navi della Marina Americana un articolo anche su la Stampa 07 04 2014 ) se invece non si vuole modificare l'auto più di tanto si potrebbe ricorrere alla vecchissima idea dei motori con iniezione ad acqua. ... di soluzioni valide ce ne sono ... perchè non vengono adottate ? ... come dice qualcuno fatevi una domanda e datevi una risposta ....