I dazi voluti dal presidente americano Trump stanno causando problemi non solo a praticamente tutte le case automobilistiche mondiali, ma anche al costruttore che più di tutti si prevedeva avrebbe potuto giovarne: la Tesla. L’azienda guidata da Elon Musk, prima facoltoso sostenitore e poi a tutti gli effetti diventato braccio destro del neo presidente, deve infatti fare i conti con gli effetti che le nuove tariffe stanno avendo sull’industria automobilistica. Non si parla in questo caso dei dazi del 25% sulle automobili prodotte all’estero, visto che le Tesla vendute negli Stati Uniti sono prodotte localmente, ma della guerra commerciale dichiarata dalla nuova amministrazione americana nei confronti della Cina, che ha portato i dazi sulle merci provenienti da Pechino fino al 145%. Ciò sembrerebbe aver causato l’interruzione dei piani riguardanti il Cybercab (nelle foto), il progetto di robotaxi su cui negli ultimi mesi la Tesla ha maggiormente investito.

Si dice che la Tesla fosse pronta ad affrontare i rincari conseguenti ai dazi dal 34% inizialmente previsti sui prodotti cinesi. Ma poi l’escalation delle tensioni tra Washington e Pechino ha portato Trump ad aumentare le percentuali fino all’attuale 145%. Molta della tecnologia del Cybercab sarebbe dovuta arrivare dalla Cina, quindi ciò si sarebbe tradotto in un aumento dei costi insostenibile per la Tesla. Come riporta la Reuters, la casa costruttrice avrebbe dovuto iniziare a ricevere le spedizioni dei componenti cinesi nei prossimi mesi, con l’obiettivo di produrre i due primi prototipi entro ottobre e arrivare alla produzione di in serie nel 2026.

Presentato per la prima volta lo scorso ottobre, il Tesla Cybercab è una vettura elettrica a due posti a guida autonoma, pensata per gli spostamenti quotidiani che, una volta prodotta in serie, dovrebbe costare circa 30.000 dollari. Al momento della presentazione, Musk aveva detto che il veicolo avrebbe ridotto il costo del trasporto a circa 0,12 euro al km, diventando acquistabile per tutti, non solo dalle flotte di taxi. Nell’abitacolo non sono previsti né il volante né la pedaliera: per muoversi nel traffico il sistema di guida autonoma della Tesla dovrebbe sfruttare le telecamere, l’intelligenza artificiale e la rete neurale. Non è chiaro se l’attuale sospensione del progetto sia definitiva o durerà il tempo necessario per trovare fornitori alternativi a quelli cinesi.
























