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La Deutsche Post realizza il "suo" furgone elettrico

9 ottobre 2016

Il colosso della logistica Deutsche Post si è lanciato nella costruzione di veicoli elettrici per il recapito. E la Volkswagen recrimina…

La Deutsche Post realizza il "suo" furgone elettrico

TRASFORMAZIONE DELL’INDUSTRIA - A forza di lasciare che la progettazione e la realizzazione dei componenti dei veicoli siano effettuate da aziende esterne, le case automobilistiche hanno finito con il rendere superfluo il loro ruolo, rendendo possibile la produzione di automezzi da parte di realtà assolutamente prive di esperienze produttive. Almeno per quanto riguarda i veicoli elettrici (per ora). La sorprendente situazione è concretamente testimoniata dal furgoncino elettrico Streetscooter realizzato dalla Deutsche Post, società tedesca che oltre a gestire il servizio postale della Germania è un colosso internazionale della logistica e dei servizi di recapito e corriere. Il prototipo Streetscooter era stato presentato nel 2013 (vedi QUI) come autovettura, subito seguito da un furgone destinato alle attività di distribuzione urbana. 

POSSIBILE LA VENDITA A TERZI - La prima sperimentazione pratica del furgoncino Streetscooter (nelle foto) da parte della Deutsche Post cominciò con 50 esemplari impiegati nei servizi postali tedeschi. Oggi la flotta in servizio è già di un migliaio di Streetscooter e i programmi della Deutsche Post puntano a un ulteriore aumento del numero. Recentissimo è il nuovo Streetscooter Work L con un'autonomia di 100 km, dotato di un vano di carico di 8 metri cubi per un peso di una tonnellata sufficiente per 150 pacchi. Si prevede che la produzione venga portata a 5.000 unità all’anno, che significa l’intenzione della Deutsche Post di mettere sul mercato il suo Streetscooter. La decisione definitiva è prevista entro quest’anno.

VOLKSWAGEN MASTICA AMARO - L’entrata in servizio dei furgoncini Streetscooter nella flotta della Deutsche Post ha comportato la sostituzione di altrettanti mezzi a motore termico, per lo più Volkswagen Caddy. La cosa ha suscitato anche un commento dell’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Matthias Müller, il quale ha dichiarato di essere irritato dalla cosa e che farà di tutto per verificare se sia ancora possibile “mettere il piede tra la porta e lo stipite”, vale a dire entrare nel business della produzione dei furgoncini della Deutsche Post, di cui finora la Volkswagen era stata fornitrice praticamente esclusiva.

SUL MERCATO C’È TUTTO - Lì per lì la situazione può apparire strana ma in realtà non è altro che la conseguenza della sempre più forte esternalizzazione da parte delle case automobilistiche della progettazione e produzione dei componenti. Le statistiche di settore riportano che ancora nel 1980 la quota di un veicolo realizzata all’esterno degli stabilimenti delle case era del 56%, mentre attualmente si è su una percentuale dell’80%. Questa realtà ha finito col rendere disponibile sul mercato la totalità dei componenti necessari per realizzare un veicolo, quanto meno per quelli elettrici, permettendo così a qualsiasi azienda di “improvvisarsi” casa automobilistica. Proprio come ha fatto la Deutsche Post, che in questo modo ha potuto mettere a punto un prodotto rispondente esattamente a tutte le sue esigenze. 

MANCANZA DI OFFERTA - Questa ragione però non è stata la sola all’origine della iniziativa. Secondo Jürgen Gerdes, membro del consiglio di amministrazione della Deutsche Post, «la società si è trovata quasi nella necessità di procedere “in proprio” a causa dell’assenza sul mercato di furgoni elettrici». E da parte del gruppo Deutsche Post c’è stata anche la precisazione secondo cui alla decisione di diventare produttore è venuta quando hanno constatato che l’industria automobilistica snobbava le loro esigenze perché la produzione di quel tipo di veicoli non era remunerativa. 

L’ECONOMIA DELLA SEMPLICITÀ - Tutto ciò con ottimi risultati economici per la Deutsche Post: «Non avete idea quanto sia economico costruire i furgoni Streetscooter…» ha detto Gerdes. E del resto i veicoli elettrici sono meno complessi di quelli a motore termico, richiedendo meno componenti e meno manodopera. Inoltre trattandosi di veicoli da lavoro hanno sì bisogno di una notevole robustezza, ma al tempo stesso non necessitano del livello di finitura standard sulle vetture.



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Ritratto di C200
9 ottobre 2016 - 13:19
Articolo molto interessante. Un plauso a Deutsche post che è riuscita a realizzare da sola un veicolo commerciale elettrico (anche se non molto bello da vedere ma vabbe). Capisco l'amarezza di vw ma se un fornitore ti chiede una specifica cosa in tal caso veicolo commerciale elettrico e tu non lo realizzi è chiaro che poi si rivolgono alla concorrenza. In questo a detta loro la concorrenza non offriva un furgone elettrico e se lo sono creati da soli. Ps: l'articolo dice che non esiste un furgone elettrico ma in realtà c'è ed è il nissan evalia e-nv200...
Ritratto di NITRO75
9 ottobre 2016 - 16:02
Che dire....gabbati a casa loro......vero che c'è l'Evalia, però sinceramente non si può vedere. Meglio questo.
Ritratto di MAXTONE
9 ottobre 2016 - 20:26
1
Ma che discorso sarebbe "non si può vedere"? A parte che l'Evalia e' molto più aggraziato di sto coso, essendo stato concepito come normale van a motore termico dunque se la linea va bene per un furgone normalmente in vendita figurarsi se non va bene per una versione elettrica ma io dico l'importante in un furgone, delle poste in questo caso, e' che sia affidabile, ecologico e assolutamente funzionale. A chi importa dell'estetica di un furgone?
Ritratto di otttoz
9 ottobre 2016 - 20:10
Quindi il maggior costo di un veicolo elettrico è quanto si prende il manager VW... Chissà a quanto viene via un Caddy usato dalle poste...
Ritratto di evilwithin
10 ottobre 2016 - 09:19
Ma é un'azienda privata? Altrimenti non capisco... Se sono pubblici per comprare da terzi dovrebbero fare un bando, che potrebbe vincere chiunque, quindi non solo VW dovrebbe avere mal di pancia ma tutti (anzi Nissan di più visto che forse è l'unica grande azienda che avrebbe forse soddisfatto il capitolato). Talvolta ho il sospetto che i bandi vengano rispettati - e non sempre - solo in Italia... :(
Ritratto di francesco.87
10 ottobre 2016 - 09:51
non conosci dhl?? certo che sono privati, nell'articolo dicono che gestiscono le poste tedesche (cioè corrispondenza e pacchi) no che è la posta tedesca, in pratica la posta tedesca affida lettere 8prioritarie e raccomandate varie) e i pacchi a dhl, società che opera in tutto il mondo, e senza dubbio la migliore, tant'è che in F1 si affidano a loro per spostare il necessario dei team, auto comprese.
Ritratto di NURS
12 ottobre 2016 - 15:42
In Germania non ci sono poste statali: sono tutte private.
Ritratto di AlexTurbo90
10 ottobre 2016 - 12:51
E... niente. Come al solito, il buon Muller si sente sempre in dovere di dire la sua.
Ritratto di Sid Car
10 ottobre 2016 - 13:35
L’ECONOMIA DELLA SEMPLICITÀ - Tutto ciò con ottimi risultati economici per la Deutsche Post: «Non avete idea quanto sia economico costruire i furgoni Streetscooter…» ha detto Gerdes .... oltre Muller non era anche Marchionne che diceva che ci rimetteva talmente era esoso produrre vetture elettriche ?
Ritratto di lucios
10 ottobre 2016 - 14:42
4
Beh. Tra un po, ce le faremo in casa le auto!!! Una frizione li, un freno la..........
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