A DIFESA DEI CONSUMATORI - La commissaria europea alla Giustizia e alla Difesa dei consumatori Vera Jourova è intervenuta sulla vicenda Volkswagen-Dieselgate accusando la casa automobilistica tedesca di aver violato le norme comunitarie (sulla difesa dei consumatori); questo in 20 dei 28 paesi dell’Unione. In conseguenza di ciò, la Jourova ha espresso l’intenzione di assistere a livello europeo le varie associazioni che hanno preso iniziative contro la Volkswagen. Tutto ciò è stato sostenuto in un’intervista e in una conferenza stampa. In concreto, l’ipotesi fatta dalla Jourova significa che l’Unione Europea si schiera dalla parte dei proprietari delle vetture Volkswagen con il dispositivo di scarico irregolare, al fine di far ottenere loro un indennizzo. Come si vede un nuovo fronte non da poco per la casa tedesca, alle prese con problematiche del genere un po’ in tutto il mondo.
RICHIESTE DI DANNI - Infatti le associazioni dei consumatori dei diversi paesi europei sono in sostanziale sintonia nel sostenere che per i clienti Volkswagen europei debba esserci lo stesso trattamento approvato per gli automobilisti americani, che notoriamente per la casa tedesca significa un impegno di spesa nell’ordine di una decina di miliardi di dollari. Il ragionamento della commissaria Jourova è semplice: con l’impiego del software incriminato, la Volkswagen ha infranto le leggi di almeno 20 paesi dell’Unione (l’aver limitato la cosa a 20 paesi lascia intendere che la commissaria abbia già studiato ben a fondo la pratica). E in conseguenza di ciò ha messo in atto pratiche commerciali sleali. Ciò detto, la Jourova ha ribadito il concetto ormai già affermato più volte sulla vicenda: «prendere iniziative e provvedimenti in caso di infrazioni alle norme comunitarie è una competenza nazionale». In pratica dovranno essere i singoli stati a intervenire.
LE COMPETENZE NAZIONALI - Non solo. La Jourova ha anche fatto presente che «nell’Unione Europea la procedura per ottenere risarcimenti è più difficile che negli Stati Uniti; infatti né la commissione né le autorità nazionali hanno il diritto di imporre pacchetti di compensazioni a un’azienda». Ciò significa che per la Jourova i consumatori-automobilisti europei debbono adire le vie legali chiedendo ai tribunali il riconoscimento del diritto al pagamento dei danni. Ma sia pure con questa dichiarazione di consapevolezza, la commissaria alla Giustizia non ha rinunciato a prendere posizione a favore degli automobilisti, dichiarandosi pronta a svolgere una funzione di coordinamento tra le varie realtà (le normative nazionali sono parecchio differenti) e aiutare in sostanza le associazioni dei consumatori nelle loro vicende legali con la Volkswagen.
UNA PROSPETTIVA DRAMMATICA - Dell’impegno dell’UE a favore dei consumatori è testimonianza l’iniziativa che si svolgerà nei prossimi giorni e settimane a livello europeo. L'8 settembre e il 29 settembre ci saranno infatti degli incontri con le associazioni dei consumatori per valutare tutta la vicenda e le possibili prospettive. Prospettive che se includessero indennizzi da parte della Volkswagen agli automobilisti europei nell’ordine di quelli per cui la casa si è impegnata a pagare negli Usa, significherebbero un enorme salasso, tale forse da mettere in discussione la stessa sopravvivenza della casa. Negli Usa infatti le auto irregolari sono un po’ più di mezzo milione, in Europa sono oltre 8 milioni.























































