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La Dino 206 GT festeggia i 50 anni (con 1 anno di ritardo)

4 luglio 2018

Dotata di un motore V6 centrale, la Dino 206 GT non fu marchiata Ferrari, ma è uno dei modelli più riusciti usciti da Maranello.

La Dino 206 GT festeggia i 50 anni (con 1 anno di ritardo)

LA PRIMA CON 6 CILINDRI - Fino al 1967 la Ferrari non aveva mai realizzato una vettura con il motore dietro la cabina di guida e con meno di 12 cilindri. A fare da “spartiacque” fu la Dino, una coupé venduta senza il marchio del Cavallino (si chiamava solo Dino 206 GT), che la Ferrari ha celebrato in occasione del 50° anniversario con un evento a Maranello, nel suo quartier generale. Qui, 300 proprietari hanno reso omaggio ad una vettura storica ed epocale, visto che “aprì” alla Ferrari la strada verso auto più moderne a 6 e 8 cilindri sulle, con la disposizione centrale del motore. La Dino è stata mostrata per la prima volta nel 1967 e quindi i 50 anni cadevano l’anno scorso, ma l’anniversario sarebbe stato messo in ombra dalle celebrazioni per i 70 anni della Ferrari. Di conseguenza il costruttore ha voluto posticipare il raduno a giugno 2018, 50 anni esatti dopo l’inizio delle vendite.

CAMBIANO I REGOLAMENTI - Negli Anni 60 si afferma in Formula 1 la soluzione tecnica del motore centrale, ideale sulle auto da corsa e supersportive perché aiuta a centralizzare i pesi fra gli assi delle ruote e quindi a migliorare il comportamento su strada. Enzo Ferrari però non vuole “cedere” a questa tendenza ed è convinto che sulle Ferrari da strada i buoi (ossia il motore) vadano sempre davanti al carro (la carrozzeria), nonostante la Lamborghini avesse fatto vacillare questa convinzione con la Miura. Il Drake si lascia convincere anche in seguito ad una modifica al regolamento tecnico della Formula 2, stilato nel 1964: a partire dal 1967 le monoposto avrebbero dovuto adottare un motore già realizzato in almeno 500 esemplari per un’auto di vendita. La Rossa si accorda per questo motivo con la Fiat, che utilizzerà lo stesso motore nella Fiat Dino, e nel 1967 lancia una sportiva più compatta e meno costosa delle altre Ferrari: è la Dino 206 GT, disegnata da Aldo Brovarone per conto della Pininfarina e dotata di un motore V6 2.0 da 180 (20 in più della Fiat).

NEL 1969 LA 246 - Il nome Dino è un omaggio al figlio prematuramente scomparso di Enzo Ferrari, Alfredo (soprannominato Dino), che insieme all’ingegnere Vittorio Jano si dice abbia convinto il padre a realizzare negli Anni 60 motori V6 e V8 per le competizioni. Il numero 206 invece è un riferimento al motore: 20 sta per 2.0 litri, 6 per i cilindri. La Dino 206 GT era una vettura lunga solo 418 cm e relativamente poco costosa, ma non per questo motivo meno curata delle “vere” Ferrari: ha le sospensioni indipendenti e la carrozzeria in alluminio. La 206 GT viene costruita in circa 150 esemplari fino al 1969 e in quell’anno è sostituita dalla più potente Dino 246 GT, dotata di un motore sempre a sei cilindri ma di 2.4 litri e con 195 CV (il suo basamento non è più in alluminio, ma in acciaio). La 246 GT ha inoltre un nuovo bocchettone per la benzina e l’interasse allungato di 6 cm, per una lunghezza complessiva di 423 cm. Il telaio mantiene la struttura tubolare e il cambio resta a 5 marce, ma ora la Dino è più veloce: complice il peso di soli 1.080 chili, raggiunge la velocità massima di 235 km/h.

ANCHE LA TARGA - Alla Dino 246 GT seguono le versioni aggiornate L ed M, lanciate a fine 1969 e nel 1971. La prima ha un singolo dado di fissaggio per le ruote, paraurti ridisegnati, nuove luci posteriori ad illuminare la targa e un pulsante esterno per l’apertura del portello posteriore, mentre la M è meno sportiva e ha cinque dadi di fissaggio per ruota, una fettuccina nell’abitacolo per l’apertura del portellone posteriore, poggiatesta integrati nei sedili e la carreggiata posteriore maggiorata di 3 cm. Nel 1971 arriva la versione E, basata sulla M ma rivista in pochi dettagli: cambiano la serratura delle portiere ed i tergicristalli, che in posizione di “riposo” non restano più al centro ma sulla destra del parabrezza. Un anno dopo viene lanciata la Dino 246 GTS, con un tettuccio amovibile per trasformare la carrozzeria in targa. La Dino 246 esce di produzione nel 1973 sostituita dalla Dino 308 GT4.

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Ritratto di Fr4ncesco
5 luglio 2018 - 08:32
Stupenda, bellissima e di una genuinità forse unica nel panorama auto.
Ritratto di palazzello
5 luglio 2018 - 11:51
E' una delle più belle Ferrari di sempre!! Per me la più bella dopo la 250 GTO. Così iconica, cosi sfuggente alle mode e ai tempi che passano, così bella da stimolare la mia fantasia e di possederla anche per 5 minuti!!
Ritratto di mika69
5 luglio 2018 - 12:09
Quando il design era tanto...quando si trapassava gli anni con linee mozzafiato, che ancora oggi avrebbero da insegnare.. Gli artifici estetici di oggi, anche in Casa Ferrari nulla a che vedere hanno con queste perle di design. Siamo caduti molto in basso.
Ritratto di GeoSoft
5 luglio 2018 - 14:54
Quando avevo poco più di vent'anni un contadinotto mi propose una sua Fiat Dino usata... trasformata a gas! Rifiutai (faceva 4-5 Km con un litro), ma quante volte mi sono mangiato le dita da allora!
Ritratto di Prrrrr
5 luglio 2018 - 22:07
Dino Fiat? Ma Cabrio? Cmq. oggi sia Cabrio che Coupè sono molto richieste e il valore è schizzato.... magnate pure le mani va.:DDDD
Ritratto di Prrrrr
5 luglio 2018 - 22:05
Bellissima, una delle mie Ferrari preferite, magari meritava un Motore più brioso ma stilisticamente è meravigliosa.
Ritratto di lucios
6 luglio 2018 - 14:51
4
Bellissima
Ritratto di Fulminebianco
11 luglio 2018 - 16:14
Mi ricordo da bambino io con il naso schiacciato sul finestrino a vederle passare di fianco alla nostra auto ...